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Multa con Tutor annullata: la Taratura Tutor SICVE è obbligatoria

Una società ha impugnato due multe per eccesso di velocità rilevate dal sistema Tutor, sostenendo la mancanza di controlli periodici sull’apparecchio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l’obbligo di **taratura Tutor SICVE** si applica a tutti gli strumenti di misurazione della velocità, inclusi quelli che calcolano la media su un tratto stradale. Non è sufficiente la sola omologazione iniziale. Spetta all’Amministrazione dimostrare, con certificati specifici, sia l’omologazione sia l’avvenuta taratura periodica. Di conseguenza, il verbale che attesta solo il corretto funzionamento non basta a rendere legittima la multa.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 6579 Anno 2023
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Pubblicato il 28 aprile 2026 in Giurisprudenza Civile

Multa con Tutor? La Cassazione conferma: senza controlli periodici è nulla

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio cruciale per tutti gli automobilisti: la validità delle multe per eccesso di velocità dipende non solo dall’approvazione iniziale dello strumento, ma anche da controlli periodici. Questo vale anche per il temuto sistema Tutor. La questione della taratura Tutor SICVE è stata al centro di una vicenda che ha visto una società contrapposta alla Pubblica Amministrazione, con un esito che rafforza le garanzie per i cittadini.

I fatti: una multa per velocità media e il dubbio sull’affidabilità

Una società si è vista recapitare due verbali per la violazione dei limiti di velocità. L’infrazione era stata rilevata dal sistema SICVE-Tutor, un dispositivo che, a differenza dei classici autovelox, non misura la velocità istantanea ma calcola la velocità media del veicolo tra due portali distanti diversi chilometri. La società ha deciso di contestare le sanzioni. La sua difesa si basava su un punto preciso: l’Amministrazione non aveva provato di aver sottoposto l’apparecchio a verifiche periodiche di funzionalità e calibrazione, la cosiddetta ‘taratura’.

La differenza tra Omologazione e Taratura

Per comprendere la decisione della Corte, è utile chiarire due concetti spesso confusi. L’omologazione è un’autorizzazione iniziale. Il Ministero competente verifica che un modello di autovelox o Tutor possieda tutte le caratteristiche tecniche richieste dalla legge e lo approva per l’uso. La taratura, invece, è un controllo periodico, solitamente annuale. Serve a verificare che lo strumento, con il passare del tempo e a causa dell’usura, non abbia perso la sua precisione. La Corte Costituzionale, già nel 2015, aveva stabilito che tutti gli autovelox devono essere soggetti a taratura periodica, pena l’illegittimità delle multe.

L’obbligo di taratura Tutor SICVE vale sempre

Il punto controverso nel caso specifico era se questo obbligo si estendesse anche al sistema Tutor. I giudici dei gradi precedenti avevano escluso questa necessità, sostenendo che il Tutor, calcolando una velocità media e non istantanea, fosse meno soggetto a obsolescenza e quindi la sola omologazione fosse sufficiente. La Corte di Cassazione ha smontato completamente questa tesi. Ha affermato con chiarezza che l’obbligo di verifica periodica si applica a ‘tutte le apparecchiature di misurazione della velocità’, senza distinzioni.

Le motivazioni: la prova della taratura Tutor SICVE spetta all’Amministrazione

La Corte ha spiegato che l’affidabilità di qualsiasi strumento di misura diminuisce con il tempo. Anche un sistema complesso come il Tutor si basa su dispositivi che misurano il tempo di passaggio, i quali possono deteriorarsi. Pertanto, in caso di contestazione da parte dell’automobilista, spetta alla Pubblica Amministrazione l’onere di provare il corretto funzionamento dello strumento. Questa prova non può basarsi sulla semplice attestazione contenuta nel verbale, che non gode di ‘fede privilegiata’ su questo aspetto tecnico. L’Amministrazione deve produrre in giudizio due tipi di documenti: il certificato di omologazione iniziale e i certificati delle tarature periodiche successive. Senza questa doppia prova, la multa è illegittima.

Le conclusioni: la Società vince e la multa viene annullata

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. La sentenza precedente è stata annullata e il caso è stato rinviato a un nuovo giudice, che dovrà attenersi al principio stabilito: anche per il sistema Tutor, l’Amministrazione deve dimostrare di aver effettuato le verifiche periodiche di funzionalità e taratura. In assenza di tale prova, la sanzione non può essere considerata valida. Questa decisione rappresenta una vittoria importante per la tutela dei diritti degli automobilisti, garantendo che le sanzioni siano basate su rilevamenti effettuati da strumenti di comprovata e costante affidabilità.

Anche il sistema Tutor che misura la velocità media deve essere calibrato?
Sì, la Corte di Cassazione ha stabilito che tutti gli strumenti di misurazione della velocità, incluso il Tutor, devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura.

Chi deve provare che il Tutor è stato calibrato?
L’onere della prova spetta alla Pubblica Amministrazione. In caso di contestazione, deve produrre i certificati di omologazione iniziale e di taratura periodica.

Il verbale della polizia è sufficiente a provare che l’autovelox funziona?
No. L’indicazione sul verbale che l’apparecchio funziona correttamente non è sufficiente e non ha ‘fede privilegiata’ su questo aspetto. L’Amministrazione deve fornire i certificati di taratura.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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