Taratura Autovelox: Se Manca la Verifica Annuale, la Multa è Nulla
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha riaffermato un principio fondamentale per la validità delle multe per eccesso di velocità: l’obbligatorietà della taratura autovelox periodica. Senza un certificato di calibrazione recente, l’accertamento è da considerarsi illegittimo e il verbale deve essere annullato. Vediamo nel dettaglio questa importante decisione e le sue implicazioni per gli automobilisti.
I Fatti del Caso: Una Multa Contestata per Mancata Calibrazione
Una automobilista riceveva una multa per eccesso di velocità, rilevata da un apparecchio della Polizia Municipale di un comune siciliano. La violazione risaliva al 5 ottobre 2009. L’automobilista decideva di opporsi al verbale, sostenendo che l’autovelox non fosse stato regolarmente calibrato.
Inizialmente, sia il Giudice di Pace che il Tribunale in sede di appello respingevano il ricorso. Secondo i giudici di merito, era sufficiente che l’amministrazione avesse prodotto un’attestazione di verifica, anche se datata 14 marzo 2007, ovvero oltre due anni e mezzo prima della data dell’infrazione. Non convinta, la ricorrente portava il caso fino in Corte di Cassazione.
L’Importanza Cruciale della Taratura Autovelox
Il punto centrale della questione legale è la necessità che tutti gli strumenti di misurazione della velocità siano non solo omologati, ma anche sottoposti a controlli periodici di funzionalità e calibrazione. Questo principio è stato sancito in modo definitivo dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 113 del 2015, che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 45 del Codice della Strada nella parte in cui non prevedeva tale obbligo.
Successivamente, il Decreto Ministeriale del 13 giugno 2017 ha stabilito che queste verifiche devono avere una cadenza almeno annuale. La Corte di Cassazione ha chiarito che questi principi hanno efficacia retroattiva, applicandosi quindi anche a infrazioni commesse prima dell’emanazione delle normative specifiche, poiché tutelano il principio fondamentale di affidabilità della misurazione.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’automobilista, ribaltando le sentenze precedenti. I giudici hanno stabilito che un certificato di taratura vecchio di oltre due anni non è sufficiente a garantire l’affidabilità metrologica dell’apparecchio al momento della violazione. Di conseguenza, l’accertamento era da considerarsi illegittimo.
Le Motivazioni
La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando che la sentenza della Corte Costituzionale del 2015 e il successivo decreto attuativo hanno introdotto una regola inderogabile: tutti i dispositivi usati per l’accertamento dei limiti di velocità devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura. L’intervallo di oltre due anni tra l’ultima calibrazione documentata e l’infrazione contestata minava alla base la presunzione di corretto funzionamento dell’autovelox. Pertanto, il Tribunale aveva errato nel ritenere legittimo un verbale basato su una misurazione così incerta. La Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha cancellato il verbale di contestazione originale.
Le Conclusioni
Questa sentenza rafforza la tutela del cittadino contro accertamenti automatici potenzialmente imprecisi. Per gli automobilisti, ciò significa che in caso di multa per eccesso di velocità è sempre legittimo e consigliabile richiedere la documentazione relativa alla taratura autovelox. Se l’amministrazione non è in grado di provare che l’apparecchio è stato calibrato entro l’anno precedente all’infrazione, esistono ottime probabilità di ottenere l’annullamento del verbale. La pronuncia conferma che l’affidabilità e la certezza giuridica devono prevalere, garantendo che le sanzioni siano basate solo su dati verificati e attendibili.
Una multa per eccesso di velocità è valida se l’autovelox non è stato calibrato nell’ultimo anno?
No. Secondo la Corte di Cassazione, la mancata sottoposizione dell’apparecchio a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, con cadenza almeno annuale, rende l’accertamento inaffidabile e il relativo verbale illegittimo e annullabile.
L’obbligo di taratura annuale vale anche per le multe elevate prima del 2015?
Sì. La Corte ha chiarito che il principio dell’obbligo di taratura periodica, sancito dalla Corte Costituzionale nel 2015, ha efficacia retroattiva. Questo perché si fonda sulla necessità di garantire l’affidabilità di qualsiasi misurazione usata per irrogare sanzioni, un principio valido a prescindere dalla data della norma specifica.
Cosa deve dimostrare l’ente accertatore per validare una multa da autovelox?
L’ente accertatore non solo deve provare l’omologazione dell’apparecchio, ma anche la sua regolare e periodica manutenzione. In particolare, deve fornire la prova dell’avvenuta taratura in una data recente e compatibile con la cadenza annuale, altrimenti la misurazione non può essere considerata attendibile.