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Silenzio Rifiuto — Anno 2023

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581 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Silenzio Rifiuto

Provvedimenti

Tassazione separata: no ai fondi di solidarietà
Una ex dipendente del settore riscossione tributi ha richiesto un rimborso fiscale per le somme ricevute da un fondo di solidarietà, sostenendo il diritto alla tassazione separata. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il regime fiscale agevolato si applica esclusivamente al fondo del settore del credito e non a quello della riscossione tributi, a causa delle diverse basi normative e contrattuali. Di conseguenza, tali emolumenti sono soggetti a tassazione ordinaria.
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Tassazione separata: no per addetti alla riscossione
Un ex dipendente di un istituto bancario, addetto alla riscossione tributi, ha richiesto il rimborso di imposte ritenendo di aver diritto al regime di tassazione separata per le somme ricevute da un fondo di solidarietà. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo che tale beneficio fiscale è previsto esclusivamente per i lavoratori del settore del credito e non può essere esteso a quelli del settore della riscossione. Di conseguenza, tali somme devono essere soggette a tassazione ordinaria.
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Aiuti di Stato de minimis: il dovere di verifica
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un'impresa che chiedeva un rimborso fiscale come aiuto per i danni subiti da un sisma. La Corte ha stabilito che il giudice tributario non può limitarsi a negare il beneficio per mancata prova da parte del contribuente, ma ha il dovere di verificare attivamente se l'importo rientra nella soglia degli aiuti di Stato de minimis, come previsto dalla normativa europea. La sentenza precedente è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Esenzione IRAP sindaco: onere della prova sull’uso
Un professionista, che svolge anche il ruolo di sindaco in società di capitali, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata sui compensi relativi a tale incarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IRAP sindaco spetta solo se il contribuente fornisce la prova rigorosa che tale attività è stata svolta in modo del tutto separato e senza avvalersi della propria autonoma organizzazione professionale. L'incapacità di fornire tale prova determina l'assoggettamento a imposta.
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Istanza di rimborso: termini per l’impugnazione
Una società finanziaria, cessionaria di un credito d'imposta, ha presentato ricorso contro il rigetto di una sua istanza di rimborso per la quota residua del credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendolo inammissibile per tardività. La Corte ha precisato che il termine per impugnare un diniego di rimborso, anche se implicito come un pagamento parziale, è perentorio. La mancata indicazione delle modalità di ricorso nell'atto di diniego da parte dell'Agenzia non proroga automaticamente tale termine, ma costituisce una mera irregolarità formale.
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Rimborso sisma: onere della prova e residenza
Un contribuente ha richiesto il rimborso di imposte versate, basandosi sulle agevolazioni per le zone colpite da un sisma. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la richiesta, in particolare per la mancata residenza del soggetto in uno dei comuni designati. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha ribadito un principio fondamentale: nel contesto di un rimborso sisma, spetta interamente al contribuente l'onere della prova di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge, inclusa la residenza. La Corte ha annullato la decisione precedente per non aver adeguatamente verificato questo presupposto fondamentale, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Agevolazioni tributarie: sì al rimborso per chi lavora
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale basato su agevolazioni tributarie per eventi calamitosi. Pur non essendo residente in un'area colpita, vi svolgeva la sua attività lavorativa. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso, stabilendo che il beneficio si estende a chi lavora nei comuni designati, non solo ai residenti. L'appello dell'Agenzia delle Entrate è stato respinto sulla base di un'interpretazione estensiva e logica della normativa.
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Credito d’imposta e dividendi: la Cassazione chiarisce
Una società madre francese ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta sui dividendi ricevuti dalla sua controllata italiana, basandosi sulla convenzione Italia-Francia. L'Amministrazione Finanziaria e i giudici di merito avevano negato il diritto, ritenendo che il beneficio della Direttiva UE 'Madre-figlia' (esenzione da ritenuta) escludesse altri vantaggi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che i due regimi sono compatibili. Il diritto al credito d'imposta sussiste se il dividendo è incluso nella base imponibile della società madre, indipendentemente dal pagamento effettivo dell'imposta. La Corte ha quindi accolto il ricorso della società.
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Esenzione IRES consorzi: la Cassazione chiarisce
Un consorzio di enti pubblici ha richiesto un rimborso IRES, sostenendo di avere diritto all'esenzione IRES per consorzi in virtù della sua natura pubblica e non commerciale. La commissione tributaria regionale aveva negato il rimborso basandosi su una vecchia risoluzione ministeriale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la natura non commerciale di un ente deve essere valutata primariamente in base al suo atto costitutivo o alla legge istitutiva, e non su datate interpretazioni amministrative, accogliendo la richiesta di rimborso.
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Rimborso IVA: la Cassazione chiarisce la prescrizione
Una società si è vista negare un rimborso IVA in seguito a un silenzio rifiuto, poiché i giudici di merito ritenevano definitivo un precedente atto di sospensione non impugnato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'impugnazione del successivo avviso di accertamento, che negava lo stesso credito, ha interrotto la prescrizione del diritto al rimborso IVA. La Corte ha quindi accolto la richiesta del contribuente, annullando l'atto di diniego.
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Onere della prova rimborso: la Cassazione decide
Un contribuente, lavoratore dipendente, ha richiesto il rimborso di imposte a seguito di un sisma, basandosi su una legge agevolativa. L'Agenzia delle Entrate ha opposto un silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29503/2023, ha stabilito che, sebbene il lavoratore sia il soggetto legittimato a chiedere il rimborso (e non il datore di lavoro), grava su di lui l'onere della prova del rimborso. Il contribuente deve quindi dimostrare l'effettivo versamento delle imposte e le altre condizioni previste dalla legge.
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Regime Fiscale Pensioni Integrative: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29378/2023, ha chiarito il regime fiscale delle pensioni integrative per i cosiddetti 'vecchi iscritti' a fondi soppressi prima dell'entrata in vigore della riforma del 2007. Il caso riguardava un pensionato, ex dipendente pubblico, che chiedeva il rimborso delle maggiori imposte versate, invocando l'applicazione del regime più favorevole previsto dal D.Lgs. 252/2005. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, stabilendo che per i montanti previdenziali maturati fino alla data di soppressione del fondo (avvenuta nel 1999), continua ad applicarsi la normativa fiscale previgente, meno vantaggiosa, escludendo l'accesso alle nuove agevolazioni.
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Aiuti di Stato: onere della prova per il de minimis
Un contribuente ha richiesto il rimborso di imposte per gli anni 1990-1992 a seguito di un sisma. La Commissione Tributaria Regionale ha erroneamente concesso un rimborso per gli anni 2002-2005 per un evento vulcanico. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che il giudice del rinvio dovrà verificare la compatibilità dell'agevolazione con le norme UE sugli aiuti di Stato, specificando che l'onere di provare il rispetto della regola "de minimis" spetta al contribuente.
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Rimborso fiscale sisma: diritto integrale prevale
Un contribuente, vittima del sisma in Sicilia del 1990, si è visto riconoscere il diritto a un rimborso fiscale. L'Agenzia delle Entrate, tuttavia, ha erogato solo il 50% dell'importo dovuto, invocando una normativa successiva che limitava i pagamenti per carenza di fondi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il diritto al rimborso fiscale sisma, una volta accertato con sentenza passata in giudicato, non può essere ridotto da leggi successive. Tali norme incidono solo sulle modalità di esecuzione del pagamento, ma non estinguono il diritto sostanziale del cittadino a ricevere l'intero importo.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Una contribuente, vittoriosa in primo grado per un rimborso fiscale, si vede compensare le spese legali in appello dopo la rinuncia dell'Agenzia delle Entrate. La Cassazione interviene, annullando la decisione sulla compensazione spese legali perché priva di 'gravi ed eccezionali ragioni'. La Corte ribadisce che il principio della soccombenza non può essere derogato per la mera 'particolarità' della materia, specialmente se ricorrente in giurisprudenza, condannando di fatto l'Amministrazione a pagare.
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Accertamento con adesione: perché è intangibile?
Due società avevano definito la loro posizione fiscale tramite un accertamento con adesione, basato sulla non deducibilità di costi legati a presunti illeciti penali. Successivamente, hanno richiesto il rimborso delle imposte versate, sostenendo che al momento dell'accordo non fosse stata ancora esercitata l'azione penale. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, ribadendo il principio secondo cui l'accertamento con adesione, una volta perfezionato con il pagamento, diventa intangibile e non può essere messo in discussione, nemmeno tramite un'istanza di rimborso, che rappresenterebbe una forma di impugnazione non consentita.
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Produzione nuovi documenti: ammessa in appello
Un contribuente richiede un rimborso IRPEF per gli anni 1990-1992, basato su agevolazioni per un sisma. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, il caso arriva in Cassazione. La Corte Suprema rigetta il ricorso dell'Agenzia, confermando che la produzione di nuovi documenti è ammissibile in appello nel processo tributario, anche se i documenti erano già disponibili in primo grado, a patto che non allarghino l'oggetto del contendere.
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Rimborso Sisma: residenza decisiva per il beneficio
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale legato al sisma del 1990 in Sicilia. I tribunali di merito avevano accolto la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Con l'ordinanza in esame, la Corte ha stabilito un principio fondamentale: per i lavoratori dipendenti, il diritto al rimborso sisma è legato esclusivamente alla loro residenza in uno dei comuni colpiti, e non alla sede dell'azienda per cui lavorano. Poiché il lavoratore non risiedeva in una delle aree designate, la sua richiesta è stata definitivamente respinta.
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Rimborso sisma residenza: la Cassazione chiarisce
Un contribuente richiede il rimborso IRPEF per il sisma del 1990. La Cassazione nega il diritto, chiarendo che il requisito del rimborso sisma residenza è fondamentale per i lavoratori dipendenti, a prescindere dalla sede del datore di lavoro.
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Rimborso IVA tardivo: la Cassazione chiarisce i termini
Una società sanitaria ha richiesto un rimborso IVA a causa di un errore di calcolo nella dichiarazione del 2006, presentata più di due anni dopo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il rimborso IVA tardivo, specificando che il termine biennale previsto dall'art. 21 del D.Lgs. 546/92 inizia dalla data del versamento (cioè dalla presentazione della dichiarazione) e non dal termine ultimo per la presentazione. La decisione del tribunale di grado inferiore è stata annullata e la richiesta della società respinta.
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