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Sezioni Unite — Anno 2025

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347 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sezioni Unite

Provvedimenti

Rottamazione Quater: sospensione o estinzione processo?
Una società, dopo aver aderito alla Rottamazione Quater per un debito fiscale oggetto di contenzioso, ha chiesto alla Corte di Cassazione di dichiarare l'estinzione del giudizio. La Corte, rilevando un'importante questione di diritto ancora irrisolta, ha sospeso la decisione. Il dubbio è se l'adesione alla sanatoria comporti l'immediata estinzione del processo o solo la sua sospensione fino al completo pagamento. La causa è stata rinviata in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite della Cassazione.
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Coltivazione domestica: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la coltivazione di tre piante di marijuana. Data l'elevata quantità di dosi ricavabili (459) e la strumentazione professionale utilizzata, i giudici hanno escluso sia la non punibilità per coltivazione domestica ad uso personale, sia la fattispecie di lieve entità.
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Prescrizione reato e Orlando: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il calcolo della prescrizione del reato. La Corte chiarisce il principio di successione delle leggi nel tempo, affermando che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica la disciplina sulla sospensione della prescrizione introdotta dalla c.d. 'legge Orlando' (L. 103/2017), e non la successiva e più favorevole L. 134/2021. La decisione si allinea a un recente pronunciamento delle Sezioni Unite.
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Rottamazione quater: giudizio sospeso in Cassazione
Una società, durante un ricorso in Cassazione per un avviso di accertamento TARI, ha aderito alla "Rottamazione quater". La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sugli effetti di tale adesione (sospensione o estinzione del processo), ha emesso un'ordinanza interlocutoria sospendendo il giudizio e rinviando il caso a nuovo ruolo in attesa della pronuncia risolutiva delle Sezioni Unite.
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Distrazione delle spese: quando va richiesta?
Un'azienda sanitaria pubblica, dopo una condanna, si è vista opporre un'istanza di correzione per omessa distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato della controparte. La Corte di Cassazione ha respinto l'istanza, chiarendo un principio fondamentale: la richiesta di distrazione delle spese deve essere espressamente formulata in ogni singolo grado di giudizio. Poiché il legale non aveva rinnovato la richiesta nella fase di cassazione, la sua omissione nel provvedimento non costituisce un errore materiale. La Corte ha inoltre stabilito che nel procedimento di correzione non sono dovute spese legali.
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Distrazione spese: quando va richiesta in Cassazione?
La Corte di Cassazione ha rigettato un'istanza di correzione di errore materiale relativa a una mancata statuizione sulla distrazione delle spese. La Corte ha chiarito che tale richiesta deve essere specificamente formulata in ogni grado del giudizio. Inoltre, richiamando una recente sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che nel procedimento di correzione non è configurabile una soccombenza e, pertanto, non si può provvedere alla liquidazione delle spese.
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Giudicato penale: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
Un professionista, a seguito di avvisi di accertamento per IRPEF e IVA, ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Nel frattempo, è stato assolto in un processo penale per gli stessi fatti ed è entrata in vigore una nuova legge che rafforza l'efficacia del giudicato penale nel processo tributario. A causa di contrasti interpretativi su questa nuova norma, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio, rimettendo la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per rapina e lesioni. La decisione si fonda sull'art. 613 cod. proc. pen., che impone la sottoscrizione del ricorso per cassazione da parte di un avvocato abilitato, escludendo la possibilità per la parte di agire in proprio. La Corte ha anche respinto la questione di legittimità costituzionale della norma.
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Definizione agevolata: sospeso il giudizio in Cassazione
Una società turistica, impugnando un avviso di accertamento per la sua qualifica di 'società di comodo', ha aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sugli effetti della definizione agevolata sui processi tributari in corso, se cioè comporti la sospensione fino al saldo o l'estinzione immediata.
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Ordine Indagine Europeo: prove da chat criptate valide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una misura di custodia cautelare basata su messaggi di una chat criptata. Tali prove erano state acquisite da uno Stato estero tramite un Ordine Indagine Europeo. La Corte chiarisce che per l'utilizzabilità di tali dati non è necessario produrre il provvedimento autorizzativo straniero, e spetta alla difesa l'onere di dimostrare un'eventuale violazione dei diritti fondamentali.
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Prescrizione reati: la Cassazione e la legge 103/2017
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, il quale sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte chiarisce che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019 si applica la sospensione del termine di prescrizione prevista dalla legge n. 103/2017. Questa sospensione, che decorre dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza di primo grado, ha impedito l'estinzione del reato, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Rinvio alle Sezioni Unite: il caso in Cassazione
Una società cooperativa ha presentato ricorso in Cassazione contro un atto di recupero crediti IVA, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio e altri vizi procedurali. La Corte, riconoscendo che le questioni sollevate sono di massima importanza e già al vaglio delle Sezioni Unite, ha disposto il rinvio della causa. La decisione finale sul caso è quindi sospesa, in attesa del pronunciamento delle Sezioni Unite per garantire l'uniformità dell'interpretazione giuridica.
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Appello penale: l’obbligo di elezione di domicilio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che l'atto di appello penale deve contenere l'elezione di domicilio o un riferimento specifico a una precedente dichiarazione. La Corte ha chiarito che tale onere formale sussiste anche se l'impugnazione è proposta unicamente dal difensore, in quanto l'obbligo si riferisce alla parte processuale (l'imputato). La recente abrogazione della norma non ha efficacia retroattiva.
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Inammissibilità appello: domicilio mancante, Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità di un appello in materia di bancarotta fraudolenta. La causa dell'inammissibilità dell'appello risiede nella mancata allegazione della dichiarazione o elezione di domicilio dell'imputato, un requisito formale richiesto dalla legge in vigore al momento del deposito dell'atto. La Corte ha stabilito che la successiva abrogazione della norma non sana il vizio originario, applicando il principio 'tempus regit actum'. La semplice indicazione della residenza nella procura non è stata ritenuta sufficiente a soddisfare il requisito.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
Un detenuto si è visto negare un permesso premio e ha presentato personalmente un ricorso per cassazione. La Corte Suprema lo ha dichiarato inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, tale atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La mancanza della firma del difensore costituisce un vizio insanabile che impedisce l'esame nel merito della questione.
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Decadenza compenso custode: la Cassazione è divisa
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla applicabilità del termine di decadenza di 100 giorni per la richiesta di compenso da parte del custode giudiziario. Il caso nasce dal ricorso del Ministero della Giustizia contro un'ordinanza che aveva escluso tale decadenza per un custode di veicoli sequestrati. Data la divergenza interpretativa tra le sezioni civili (favorevoli all'applicazione della decadenza) e quelle penali (contrarie), la Corte ha ritenuto necessario un intervento nomofilattico per risolvere il contrasto e garantire la certezza del diritto riguardo la decadenza compenso custode.
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Indennità custodia giudiziaria: caso alle Sezioni Unite
Una società di logistica portuale, custode di container sequestrati per oltre 2000 giorni, ha richiesto un'indennità per il servizio svolto. Il tribunale ha accolto la richiesta, ma il Ministero ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione analoga, ritenuta fondamentale per definire il diritto all'indennità per custodia giudiziaria.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito la stretta sui ricorsi basati sull'estratto di ruolo. Analizzando il caso di una società, la Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. La decisione si allinea ai recenti interventi normativi e alle sentenze delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale, che hanno drasticamente limitato questa pratica per evitare un'eccessiva proliferazione del contenzioso tributario.
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Risarcimento per trattenimento illegittimo: cosa fare
Un cittadino straniero, il cui trattenimento in un centro di identificazione era stato prorogato senza garantirgli il diritto di essere ascoltato, ha ottenuto in primo e secondo grado il risarcimento del danno. Lo Stato, ricorrendo in Cassazione, ha sostenuto che il cittadino avrebbe dovuto prima impugnare i provvedimenti di proroga e solo dopo chiedere i danni. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza e la novità della questione, ha trasmesso il caso alle Sezioni Unite per decidere se l'esaurimento dei rimedi specifici sia un presupposto indispensabile per l'azione di risarcimento per trattenimento illegittimo.
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Rottamazione quater: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
Una società cooperativa ha presentato ricorso in Cassazione avverso una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata (c.d. rottamazione quater), chiedendo la sospensione del giudizio. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione specifica sulla rottamazione è già stata rimessa alle Sezioni Unite con una precedente ordinanza, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione del massimo consesso.
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