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Sezioni Unite — Anno 2025

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347 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sezioni Unite

Provvedimenti

Elezione di domicilio appello: requisiti di validità
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un ricorso a causa di una non corretta elezione di domicilio appello. La sentenza chiarisce che la semplice indicazione della residenza nell'atto di nomina del difensore non è sufficiente. È necessario un atto formale di elezione di domicilio o un richiamo espresso a una dichiarazione precedente nel fascicolo, secondo quanto stabilito dalle Sezioni Unite, per garantire la validità dell'impugnazione.
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Revoca sentenza passata in giudicato: il limite
La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca di una sentenza passata in giudicato non è ammissibile in fase esecutiva a seguito di un mutamento di interpretazione giurisprudenziale, anche se proveniente dalle Sezioni Unite. Il caso riguardava una confisca per equivalente per un reato tributario. La Corte ha chiarito che l'imputato avrebbe dovuto sollevare la questione durante il processo di cognizione, poiché la sentenza era diventata definitiva dopo la pronuncia delle Sezioni Unite. La revoca in fase esecutiva è limitata ai soli casi di abrogazione della legge o di dichiarazione di incostituzionalità.
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Responsabilità soci società cancellata: la Cassazione
Una società creditrice ha citato in giudizio gli ex soci di una società estinta per il pagamento di un debito. La Corte d'Appello ha limitato la responsabilità di questi ultimi alle somme percepite in fase di liquidazione. La Corte di Cassazione, investita della questione sulla responsabilità soci società cancellata, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite sullo stesso fondamentale principio di diritto.
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Contratto nullo PA: quando spetta l’indennizzo?
Una società si opponeva a un'ingiunzione di pagamento per una fornitura d'acqua da parte di un Comune, basata su un contratto nullo per difetto di forma. La Corte d'Appello aveva condannato la società a pagare un indennizzo per arricchimento senza causa. La Corte di Cassazione, rilevando complesse questioni giuridiche sull'ammissibilità di tale azione quando un contratto nullo con la PA viola norme imperative, ha sospeso la decisione e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo.
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Impugnazione penale: onere elezione domicilio
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una impugnazione penale per il mancato deposito della dichiarazione di domicilio contestualmente all'atto. La sentenza chiarisce che la norma, sebbene abrogata, si applica agli atti depositati prima del 25 agosto 2024 e che una precedente elezione di domicilio già presente nel fascicolo non è sufficiente a sanare la mancanza.
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Ricorso inammissibile: quando non si paga la multa?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un importante principio sul ricorso inammissibile. Sebbene l'appello sia stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza, la Corte ha escluso la condanna al pagamento della sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende. La motivazione risiede nell'assenza di colpa del ricorrente, desunta dal fatto che la questione legale era già stata oggetto di una decisione delle Sezioni Unite, indicando una complessità che giustifica il tentativo di ricorso.
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Inammissibilità ricorso: quando si evitano le sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Nonostante l'inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato solo al pagamento delle spese processuali, ma non alla sanzione pecuniaria. La Corte ha motivato questa scelta evidenziando che una recente decisione delle Sezioni Unite aveva risolto la questione giuridica, escludendo così la colpa del ricorrente nel proporre l'impugnazione.
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Sospensione processo tributario: il rinvio alle Sezioni Unite
Una società, in lite con l'Agenzia di Riscossione per cartelle di pagamento, ha aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione, di fronte alla richiesta di sospensione del processo tributario, ha deciso di rinviare la causa. Si attende una pronuncia delle Sezioni Unite sulla corretta interpretazione della legge: se il giudizio debba essere sospeso fino al completo pagamento o se possa essere definito immediatamente.
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Assoluzione penale e Fisco: rinvio alle Sezioni Unite
Una contribuente, destinataria di un avviso di accertamento per redditi da scommesse non autorizzate, è stata assolta in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste". La Corte di Cassazione, investita del ricorso fiscale, ha sospeso il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione di massima riguardante gli effetti vincolanti dell'assoluzione penale nel processo tributario.
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Reddito da scommesse: il caso attende le Sezioni Unite
Un'impresa individuale, operante nel settore delle scommesse, ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati derivanti dalla raccolta di giocate per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha esaminato il caso. Rilevando la sopravvenuta assoluzione penale della contribuente "perché il fatto non sussiste" e la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite, la Corte ha deciso di sospendere il procedimento (rinvio a nuovo ruolo) in attesa della pronuncia nomofilattica sul vincolo tra giudicato penale e processo tributario.
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Assoluzione penale e tasse: stop al processo tributario
Un'imprenditrice, titolare di un centro scommesse, riceve un accertamento fiscale per redditi non dichiarati derivanti da un'attività di raccolta gioco per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo essere stata assolta in sede penale con la formula 'perché il fatto non sussiste', la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso dell'Agenzia delle Entrate, sospende il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione di massima riguardante il valore vincolante dell'assoluzione penale nel processo tributario.
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Assoluzione penale e accertamento fiscale: il rinvio
Un'imprenditrice, titolare di un centro scommesse, riceve un accertamento fiscale per ricavi non dichiarati derivanti da giocate raccolte per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo essere stata assolta in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste", la Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul ricorso fiscale, sospende il giudizio. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sul tema del vincolo tra giudicato penale e processo tributario. La questione centrale è se l'assoluzione penale possa invalidare l'accertamento fiscale basato sugli stessi fatti.
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Giurisdizione risarcimento danni: il caso P.A.
Una docente chiede il risarcimento danni al Ministero dell'Istruzione per il ritardo nel riconoscimento di un titolo estero. La Cassazione, a Sezioni Unite, stabilisce che la controversia rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo, e non di quello ordinario, poiché riguarda l'esercizio di un potere pubblico e la lesione di un interesse legittimo. La giurisdizione per il risarcimento danni è quindi del TAR.
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Domanda supertardiva: quando è scusabile? La Cass.
Un ente pubblico ha presentato una domanda supertardiva di ammissione al passivo fallimentare, sostenendo che il ritardo fosse giustificato dalla pendenza di un'altra causa per l'accertamento del credito. Il Tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo il ritardo colpevole. La Corte di Cassazione, vista la complessità della questione e la presenza di altri casi simili, ha sospeso la decisione e rinviato la causa in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite, che chiarirà se un credito sub iudice debba essere comunque insinuato tempestivamente nel fallimento.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per canoni di occupazione di suolo pubblico. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata dei debiti, chiedendo la sospensione del processo. La Corte, rilevando che una questione identica è stata rimessa alle Sezioni Unite, ha deciso di sospendere il giudizio e rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa della pronuncia che chiarirà gli effetti della definizione agevolata sui processi pendenti.
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Sentenza penale assoluzione: effetti sul Fisco
Un ex consigliere di un'associazione sportiva, ritenuto responsabile in solido per i debiti fiscali dell'ente, ha impugnato l'accertamento. La Corte di Cassazione, rilevata la pendenza di una questione di massima importanza relativa agli effetti di una sentenza penale di assoluzione definitiva ("perché il fatto non sussiste") sul contenzioso tributario, ha sospeso la decisione. Il caso è stato rinviato alle Sezioni Unite per ottenere un chiarimento sull'applicabilità e la portata della nuova normativa che disciplina il rapporto tra giudizio penale e processo tributario. La Corte attende questa pronuncia per garantire un'interpretazione uniforme della legge.
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Dichiarazione di domicilio: appello inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19500/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di inammissibilità di un appello. Il motivo risiede nella mancanza, nell'atto di impugnazione, di un riferimento esplicito alla dichiarazione di domicilio dell'imputato, come richiesto dall'art. 581, comma 1-ter c.p.p. (norma applicabile ai fatti di causa). La Corte ha specificato che né la presenza dell'imputato al processo di primo grado né la mera indicazione della residenza in altri atti possono sopperire a tale requisito formale.
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Prescrizione e sospensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida senza patente, il quale sosteneva l'avvenuta estinzione del reato. La Corte ha chiarito che, per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applicano le norme su prescrizione e sospensione introdotte dalla L. 103/2017 (Riforma Orlando), come stabilito da una recente sentenza delle Sezioni Unite. Di conseguenza, il termine di prescrizione non era decorso.
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Sospensione prescrizione Orlando: come si applica?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di prescrizione emessa da una Corte d'Appello. Il caso riguarda la corretta applicazione della sospensione prescrizione Orlando per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. La Suprema Corte, richiamando una decisione delle Sezioni Unite, ha stabilito che per questo specifico periodo temporale, le norme sulla sospensione introdotte dalla legge Orlando restano valide, nonostante le modifiche legislative successive. Di conseguenza, il processo deve proseguire.
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Prescrizione reati: la Cassazione chiarisce le norme
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, il quale sosteneva l'avvenuta estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che per la prescrizione reati commessi nel periodo tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica integralmente la disciplina sulla sospensione dei termini introdotta dalla Legge n. 103/2017 (Riforma Orlando), come stabilito da una precedente sentenza delle Sezioni Unite. Di conseguenza, il reato non era prescritto.
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