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Sezioni Unite — Anno 2025

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347 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sezioni Unite

Provvedimenti

Sentenza penale assoluzione: effetti sul fisco
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite una questione fondamentale: quali sono gli effetti di una sentenza penale assoluzione su un accertamento fiscale basato sugli stessi fatti? Il caso riguarda due contribuenti, accusate di evasione fiscale per presunta residenza fittizia all'estero, che sono state assolte in sede penale. A seguito di una nuova legge (art. 21-bis d.lgs. 74/2000), è sorto un contrasto giurisprudenziale sull'applicabilità di tale assoluzione al processo tributario: se essa annulli solo le sanzioni o anche l'imposta, e se valga anche per le assoluzioni per insufficienza di prove. La decisione delle Sezioni Unite definirà il rapporto tra processo penale e tributario.
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Contributi avvocato G.O.T.: il caso alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione relativa ai contributi previdenziali per un avvocato che ha svolto funzioni di Giudice Onorario di Tribunale (G.O.T.) tra il 2007 e il 2010. A causa di un vuoto normativo in quel periodo, è incerto se l'indennità percepita dovesse essere soggetta a contribuzione presso la Cassa Forense. La decisione è stata rinviata per risolvere un problema di rilevanza sistematica e per evitare un'assenza di tutela previdenziale, in contrasto con il principio di universalizzazione della copertura assicurativa.
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Ricorso per cassazione: l’avvocato è obbligatorio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti. La decisione si basa sulla violazione delle norme procedurali che impongono, per il ricorso per cassazione, l'assistenza di un difensore iscritto nell'apposito albo speciale. La Corte ha inoltre ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che tale requisito non lede il diritto di difesa.
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Ricorso per Cassazione: serve sempre l’avvocato
Un cittadino straniero, destinatario di un provvedimento di espulsione come sanzione alternativa alla detenzione, ha presentato personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso per Cassazione inammissibile, ribadendo che, per legge, tale atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, pena l'invalidità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Contraddittorio endoprocedimentale: rinvio alle S.U.
Una società di costruzioni contesta un avviso di accertamento per maggiori ricavi basato su valori OMI e altri elementi presuntivi. Il nodo centrale della controversia è la violazione del contraddittorio endoprocedimentale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, sospende la decisione e rimette la questione sulla cosiddetta 'prova di resistenza' al vaglio delle Sezioni Unite, in attesa di un pronunciamento definitivo.
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Prova di resistenza: quando l’accertamento è nullo?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per omessa attivazione del contraddittorio preventivo. Il dibattito giuridico si è concentrato sulla cosiddetta 'prova di resistenza', ovvero l'onere del contribuente di dimostrare che il contraddittorio avrebbe potuto cambiare l'esito dell'atto. Data l'incertezza giurisprudenziale sul livello di prova richiesto, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia chiarificatrice da parte delle Sezioni Unite.
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Errore materiale sentenza: Cassazione corregge nome
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha disposto d'ufficio la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'errata indicazione del nome di battesimo del Sostituto Procuratore generale menzionato nell'epigrafe dell'atto. La Corte ha ordinato la rettifica del nome, specificando che tale procedura non comporta una pronuncia sulle spese legali, ripristinando così la corretta formalità del provvedimento senza alterarne la sostanza decisionale.
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Contraddittorio preventivo: Cassazione rinvia il caso
Una società petrolifera ha impugnato un avviso di accertamento IVA, lamentando la violazione del contraddittorio preventivo, poiché i rilievi iniziali riguardavano solo le imposte dirette. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione generale sulle conseguenze di tale omissione è stata rimessa alle Sezioni Unite, ha deciso di sospendere il giudizio. La decisione finale è stata rinviata in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite per garantire l'uniformità dell'interpretazione del diritto.
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Inammissibilità appello penale: domicilio e doveri
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata allegazione della dichiarazione o elezione di domicilio. Citando una recente decisione delle Sezioni Unite, la Corte ribadisce che non è sufficiente una precedente elezione di domicilio, ma è necessario un richiamo espresso e specifico nell'atto di impugnazione, pena la declaratoria di inammissibilità dell'appello penale.
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Impugnazione rigetto messa alla prova: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza che respingeva la sua richiesta di messa alla prova. La decisione si fonda su un principio delle Sezioni Unite, secondo cui l'impugnazione del rigetto della messa alla prova non è autonoma, ma può essere proposta solo unitamente all'appello contro la sentenza di primo grado. Il ricorso immediato è previsto solo per l'ordinanza che ammette alla prova, non per quella che la nega.
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Sospensione prescrizione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato stradale, incentrato sulla questione della sospensione prescrizione. Citando una recente sentenza delle Sezioni Unite, la Corte ha confermato che le norme sulla sospensione introdotte nel 2017 si applicano ai reati commessi fino al 31 dicembre 2019, respingendo così la tesi dell'appellante secondo cui il reato era estinto per decorrenza dei termini.
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Sospensione prescrizione reati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un reato stradale, confermando che le norme sulla sospensione prescrizione reati introdotte dalla Riforma Orlando restano valide per i fatti commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. La decisione si allinea a un recente pronunciamento delle Sezioni Unite, rigettando la tesi della ricorrente sulla decorrenza dei termini di prescrizione.
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Prescrizione e Legge Orlando: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3766/2025, interviene su un caso di prescrizione di un reato commesso nel 2018. Pur confermando l'interpretazione della Corte d'Appello sull'applicabilità della Legge n. 103/2017 (Riforma Orlando), la Corte annulla la condanna. La motivazione risiede nel fatto che, al momento del ricorso, esisteva un legittimo contrasto giurisprudenziale sulla norma applicabile. Tale contrasto ha reso il ricorso ammissibile, consentendo alla prescrizione di maturare nel tempo necessario per giungere alla decisione finale della Suprema Corte.
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Rimessione del processo: spese e Sezioni Unite
Un imputato ha richiesto la rimessione del processo, lamentando una presunta mancanza di imparzialità del tribunale locale. La Corte di Cassazione ha dichiarato la richiesta inammissibile perché basata su eventi processuali interni e non su una 'grave situazione locale' esterna. Rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla condanna alle spese in caso di inammissibilità della richiesta di rimessione del processo, la Corte ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva.
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Ricorso cassazione penale: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto personalmente da un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla norma che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso cassazione penale da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, data l'elevata complessità tecnica del giudizio di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione poiché presentato personalmente dall'imputato. La decisione ribadisce la necessità che tali atti siano sottoscritti da un difensore iscritto all'apposito albo speciale, a causa della complessità tecnica del giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Elezione di domicilio: appello inammissibile senza richiamo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4565/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso, ribadendo un principio fondamentale in materia di impugnazioni penali. Il caso riguardava la mancata inclusione, nell'atto di appello, di un richiamo specifico alla precedente elezione di domicilio dell'imputato. La Corte ha stabilito che non è sufficiente che una dichiarazione di domicilio esista già agli atti del processo; è indispensabile che l'atto di impugnazione stesso contenga un riferimento espresso e specifico a quella dichiarazione, per consentire l'immediata individuazione del luogo per le notifiche. Questa formalità, richiesta dall'art. 581, comma 1-ter c.p.p. (applicabile ai ricorsi antecedenti al 25 agosto 2024), è un requisito di ammissibilità non sanabile a posteriori.
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Elezione di domicilio: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello a causa di un'indicazione confusa e imprecisa riguardo l'elezione di domicilio. La sentenza chiarisce che, sebbene non sia necessaria una nuova elezione dopo il primo grado, l'atto di impugnazione deve contenere un riferimento "espresso e specifico" a quella precedente, tale da permettere un'identificazione immediata e inequivoca del luogo di notifica, pena l'inammissibilità del ricorso.
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Dichiarazione domicilio appello: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata allegazione della dichiarazione di domicilio appello, come richiesto dall'art. 581, comma 1-ter, c.p.p. (ora abrogato). La sentenza chiarisce che la norma, sebbene abrogata, si applica agli atti depositati prima del 25 agosto 2024 e che un eventuale richiamo a una precedente elezione di domicilio doveva essere espresso e specifico, indicandone la collocazione nel fascicolo processuale.
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Elezione di domicilio appello: la Cassazione decide
La Cassazione, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, ha stabilito che l'appello è inammissibile se nell'atto non si fa espresso richiamo alla precedente elezione di domicilio. La Corte ha chiarito che la norma sulla elezione di domicilio nell'appello penale, sebbene abrogata, si applica ai ricorsi proposti prima del 24 agosto 2024. La semplice presenza in primo grado non è sufficiente a superare il vizio.
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