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Sequestro Preventivo — Anno 2026

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555 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sequestro Preventivo

Provvedimenti

Sequestro preventivo: legittimo per parcheggio abusivo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di un terreno agricolo, con vincolo paesaggistico, trasformato in parcheggio a pagamento. La sentenza chiarisce che il semplice cambio di destinazione d'uso, anche senza opere murarie, è sufficiente a integrare il 'fumus commissi delicti'. Inoltre, il 'periculum in mora' sussiste anche se l'attività è cessata, a causa del persistente squilibrio ambientale e del rischio di recidiva.
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Interesse ad impugnare: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per lottizzazione abusiva. Gli indagati, legali rappresentanti della società proprietaria del bene, hanno agito in proprio e non in nome della società. Manca quindi il loro concreto interesse ad impugnare, poiché la restituzione del bene spetterebbe alla società e non a loro personalmente.
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Procura speciale terzo interessato: ricorso inammissibile
Un terzo soggetto, che si riteneva legittimo proprietario di un'auto di lusso sequestrata, ha presentato ricorso in Cassazione per ottenerne la restituzione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il suo avvocato non era munito della necessaria procura speciale terzo interessato, un requisito fondamentale per chi, come il terzo, fa valere interessi di natura civilistica all'interno di un procedimento penale.
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Verbale di esecuzione del sequestro: quando è nullo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che lamentava la nullità del verbale di esecuzione del sequestro di un'autovettura. La Corte ha stabilito che la richiesta di riesame è un rimedio esperibile solo contro il decreto di sequestro emesso dal giudice, e non contro i successivi atti della fase esecutiva, come il verbale. Per contestare tali atti, esistono altri strumenti processuali, come la richiesta di revoca.
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Cambio di destinazione d’uso: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino contro il sequestro preventivo di un immobile. Il caso riguardava un cambio di destinazione d'uso da agricolo a commerciale, autorizzato con un permesso ritenuto illegittimo. La sentenza ribadisce che il ricorso in Cassazione per misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge e non può contestare la valutazione dei fatti o la logica della motivazione del giudice di merito.
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Confisca per equivalente: legittima sull’amministratore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente a carico dell'amministratore di una società per un'ingente evasione fiscale. La Corte ha stabilito che la misura non ha natura punitiva ma ripristinatoria, e colpisce l'amministratore in quanto autore del reato, a prescindere da un suo arricchimento personale. La confisca per equivalente è applicabile quando non sia possibile aggredire il profitto diretto del reato, che in questo caso era entrato nel patrimonio della società.
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Sequestro preventivo: limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo emessa in sede di rinvio. La sentenza sottolinea che nel giudizio di rinvio non si possono sollevare questioni nuove o già decise. La Corte ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale sul periculum in mora, basata sul concreto rischio che la disponibilità del bene (un autoarticolato) potesse agevolare la commissione di altri reati.
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Sequestro preventivo: condotta illecita non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura per un sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto di reati fiscali. La Corte ha stabilito che la condotta fraudolenta degli indagati attiene al fumus commissi delicti (la parvenza di reato) ma non dimostra automaticamente il periculum in mora, ovvero il rischio concreto che i beni vengano dispersi prima della sentenza definitiva. È necessaria una motivazione specifica su tale rischio.
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Sequestro preventivo veicoli: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo veicoli. Il ricorrente, nominato custode, non aveva consegnato i beni all'Istituto Vendite Giudiziarie, adducendo fossero strumentali al lavoro. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale adeguata sia sul fumus del reato sia sul periculum in mora, confermando la misura cautelare.
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Sottrazione fraudolenta: immobile e debito fiscale
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un immobile di lusso, ritenendolo profitto del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Due coniugi, dopo aver ottenuto la restituzione di una cospicua somma da un precedente sequestro, hanno acquistato l'immobile intestandolo fittiziamente a una terza persona per sottrarlo alla garanzia del Fisco. La Corte ha chiarito che il profitto del reato non è il debito tributario, ma il valore del bene sottratto, con il limite del doppio del debito stesso.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
Un padre e un figlio ricorrono in Cassazione contro un sequestro preventivo di una cospicua somma in contanti, finalizzato alla confisca per sproporzione a seguito della condanna del figlio per reati di droga. Il figlio lamenta la violazione di precedenti decisioni cautelari, mentre il padre rivendica la proprietà del denaro. La Corte Suprema dichiara entrambi i ricorsi inammissibili, chiarendo i presupposti per reiterare un sequestro preventivo in presenza di nuovi elementi e confermando la valutazione del tribunale sulla titolarità del denaro.
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Sequestro preventivo: ne bis in idem e nuovi elementi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione. La Corte stabilisce che il principio del 'ne bis in idem' non opera se il nuovo provvedimento si basa su nuovi elementi di prova. Viene inoltre evidenziata una situazione anomala in cui il sequestro persiste dopo la condanna definitiva, demandando la soluzione al giudice dell'esecuzione.
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Confisca per equivalente: il calcolo della quota
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro, riaffermando un principio cruciale sulla confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato. La Corte stabilisce che il giudice, prima di poter dividere il profitto illecito in parti uguali tra i correi, ha il dovere di accertare concretamente la quota di profitto effettivamente percepita da ciascun individuo. La divisione paritaria è solo un criterio residuale, applicabile unicamente quando tale accertamento individuale si riveli impossibile.
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Interesse a impugnare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'indagata contro un sequestro preventivo su un terreno. La decisione si fonda sulla mancanza di un concreto interesse a impugnare, poiché la stessa ricorrente, pur contestando la natura demaniale marittima dell'area, ne ammetteva il carattere pubblico. Non avendo alcun titolo per ottenerne la restituzione, l'indagata è stata ritenuta priva della legittimazione a contestare il provvedimento cautelare, che mira proprio alla restituzione del bene.
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Sequestro preventivo per reati paesaggistici: il caso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di uno stabilimento balneare. Il ricorso, presentato dall'amministratore della società proprietaria, è stato respinto per carenza di legittimazione ad agire, in quanto l'interesse alla restituzione del bene era della società e non della persona fisica. Inoltre, i motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e volti a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la sussistenza del 'fumus commissi delicti', basata sulla scadenza dell'autorizzazione paesaggistica e sulla non conformità delle opere realizzate.
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Carenza di Interesse: Ricorso Inammissibile
Un soggetto ricorre in Cassazione contro il sequestro preventivo di un furgone per reati ambientali. Durante il procedimento, il veicolo viene restituito. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché una decisione favorevole non avrebbe più alcun effetto pratico per il ricorrente, che è stato condannato al pagamento delle spese.
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Interesse a impugnare: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro il sequestro preventivo di un'area demaniale. L'inammissibilità deriva dalla carenza di interesse a impugnare, poiché l'indagato, pur contestando la natura 'marittima' del demanio, ne ammetteva la natura pubblica. Di conseguenza, non vantando alcun diritto alla restituzione del bene, non possedeva l'interesse concreto e attuale necessario per contestare la misura cautelare reale.
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Sequestro polizia municipale: limiti e poteri
Il gestore di un locale ricorre contro un sequestro polizia municipale per reati alimentari, sostenendo la competenza esclusiva delle ASL. La Cassazione respinge il ricorso, affermando che la qualifica di polizia giudiziaria conferisce alla polizia municipale il potere di intervenire per qualsiasi reato, inclusi quelli in materia igienico-sanitaria, senza che le normative di settore deroghino alle norme generali del codice di procedura penale.
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Ricorso per cassazione: limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di ricettazione. La sentenza ribadisce che il sindacato di legittimità è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi a una nuova valutazione dei fatti o delle prove, compito che spetta esclusivamente al giudice di merito.
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Sequestro preventivo: quando resta valido senza confisca
La Cassazione chiarisce che il sequestro preventivo di un bene può persistere anche dopo una condanna non definitiva che non dispone la confisca. Tuttavia, il giudice deve motivare in modo specifico la permanenza delle esigenze cautelari. Nel caso esaminato, l'ordinanza del Tribunale che rigettava la restituzione di un'auto è stata annullata per motivazione apparente, non avendo valutato il cosiddetto 'periculum in mora'.
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