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Risoluzione Del Contratto — Anno 2022

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137 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Risoluzione Del Contratto

Provvedimenti

Risoluzione Contratto Locazione: Rilascio Immobile è Implicito
Un Ente Pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva dichiarato la risoluzione del contratto di locazione di un immobile, ma senza condannare esplicitamente l'inquilino al rilascio. L'Ente sosteneva che la richiesta di risoluzione del contratto di locazione includesse implicitamente anche quella di rilascio dell'immobile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ribadendo il principio secondo cui la domanda di risoluzione o cessazione di un rapporto di locazione comporta sempre l'obbligo implicito di rilasciare l'immobile. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova decisione conforme a questo principio.
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Risoluzione Contratto Appalto: Prova Mancante, Risarcimento Negato
Un'Entità Pubblica ha affidato a un'Azienda un contratto di appalto per la realizzazione di laboratori. A causa di presunti gravi inadempimenti, l'Entità ha dichiarato la risoluzione del contratto di appalto e ha chiesto l'ammissione al passivo del Fallimento dell'Azienda per ottenere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Entità. Ha stabilito che l'Entità non ha fornito la prova documentale effettiva della risoluzione del contratto per inadempimento. Se il contratto si scioglie per il fallimento dell'appaltatore, non è previsto il risarcimento dei danni.
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Sublocazione Alloggio Popolare: Il Diritto Non Si Trasferisce Automaticamente
Un Assegnatario di un alloggio popolare con promessa di futura vendita ha sublocato l'immobile, violando il divieto contrattuale e legale. Il Public Housing Authority ha chiesto la risoluzione del contratto di assegnazione. Gli Eredi dell'Assegnatario hanno sostenuto che il pagamento del prezzo avesse già trasferito la proprietà e che una precedente sentenza impedisse l'azione dell'ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli Eredi. Ha stabilito che la sublocazione alloggio popolare, se non autorizzata, comporta la risoluzione automatica del contratto e che il pagamento del prezzo non trasferisce automaticamente la proprietà, richiedendo un atto formale. L'ente aveva piena legittimazione ad agire.
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Venditore non proprietario: Risoluzione contratto preliminare confermata
Un Promittente Venditore ha stipulato un contratto preliminare per la vendita di un terreno. È emerso che una parte del terreno non era di sua proprietà. Il Promissario Acquirente ha chiesto la risoluzione del contratto preliminare per inadempimento. Il Venditore ha sostenuto che l'Acquirente era a conoscenza del problema e aveva pagato parzialmente, e che era intervenuta l'usucapione. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto preliminare, ritenendo grave l'inadempimento del Venditore, che non aveva garantito la piena proprietà di una porzione essenziale del bene. L'Acquirente ha ottenuto la risoluzione e il rimborso delle spese legali.
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Onere della prova nell’appalto: Prospetto contestato non è riconoscimento
Una società appaltatrice chiedeva il pagamento per servizi di gestione di una residenza sanitaria, ma la committente contestava le ore lavorate. Il Tribunale rigettò la richiesta dell'appaltatrice. La Corte d'Appello, invece, accolse parzialmente la domanda, interpretando un prospetto della committente come parziale riconoscimento del debito, invertendo così l'onere della prova nell'appalto. La Cassazione ha cassato questa decisione. Ha stabilito che un documento che evidenzia incongruenze non può essere considerato una non contestazione del credito, né può alterare l'onere della prova. La sentenza d'Appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Terreno Inedificabile: Risoluzione Contratto Compravendita e Vincoli Nascosti
Una Fondazione vendette un terreno a dei privati. Gli acquirenti chiesero la risoluzione del contratto di compravendita terreno perché il bene aveva un vincolo paesaggistico e non era edificabile, rendendolo inutile per lo scopo previsto. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, confermò la risoluzione del contratto e condannò la Fondazione a restituire il prezzo e risarcire i danni. La Fondazione ricorse in Cassazione, ma la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la risoluzione e la condanna della Fondazione a pagare le spese legali e il raddoppio del contributo unificato.
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Truffa Accertata, Danni Negati: Quando il Nesso Causale Manca
L'erede di un architetto ha cercato il risarcimento danni da truffa contro il rappresentante di una società e le eredi di un proprietario. L'architetto aveva promesso prestazioni professionali in cambio di un immobile, ma non le aveva eseguite, portando alla risoluzione del contratto. Successivamente, aveva denunciato una truffa, il cui reato fu dichiarato prescritto, ma la condotta fraudolenta accertata. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento danni da truffa, confermando che mancava un nesso causale diretto tra la presunta truffa e i danni lamentati, ovvero la soccombenza nella causa civile per inadempimento contrattuale. La sentenza ha ribadito l'efficacia del giudicato precedente sulla risoluzione.
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Risoluzione del contratto di finanziamento: il ritardo costa caro
Una società agricola ha stipulato un accordo con un ente pubblico per ottenere fondi destinati a un impianto di allevamento su area demaniale. L'ente ha sospeso le erogazioni a causa di continui ritardi nella presentazione della documentazione di fattibilità e nella gestione della concessione. La società ha citato l'ente per ottenere il risarcimento dei danni, sostenendo che l'inadempimento fosse marginale. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del blocco dei fondi. Il giudice ha accertato il grave ritardo della società nella consegna dei documenti necessari. Di conseguenza, la Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando la legittima risoluzione del contratto di finanziamento e condannandola al pagamento delle spese legali e del doppio contributo unificato.
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Contratto di vitalizio alimentare: inadempimento porta alla risoluzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un erede che contestava la risoluzione di un contratto di vitalizio alimentare. L'erede sosteneva che l'accordo fosse una donazione modale, ma non ha specificato adeguatamente le violazioni dei criteri di interpretazione contrattuale. La sentenza d'appello, che aveva risolto il contratto di vitalizio alimentare per grave inadempimento e ordinato la restituzione di un immobile, è quindi rimasta valida. La Cassazione ha confermato l'importanza della precisione nella formulazione dei ricorsi.
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Vendita immobile inedificabile: Cassazione chiarisce responsabilità e prescrizione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **vendita immobile inedificabile**, dove gli acquirenti avevano comprato un terreno credendolo edificabile sulla base di garanzie del venditore e un certificato comunale. Scoperta l'inedificabilità per esaurimento della capacità volumetrica, gli acquirenti hanno chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento danni. La Cassazione ha confermato la responsabilità del venditore e ha stabilito che il termine di prescrizione decorre dalla conoscenza definitiva dell'inedificabilità. Ha invece rinviato alla Corte d'Appello la valutazione della responsabilità del Comune, ritenendo che la precedente sentenza avesse erroneamente confuso la natura dichiarativa del certificato di destinazione urbanistica con quella provvedimentale della concessione edilizia, influenzando il nesso causale.
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Acconto non pagato: la risoluzione del contratto per inadempimento
Un'Azienda Committente ha citato in giudizio un'Azienda Fornitrice per la risoluzione del contratto di fornitura e installazione di un macchinario, chiedendo la restituzione di un acconto e il risarcimento danni. La Fornitrice ha resistito, sostenendo che la Committente non aveva versato l'intero acconto pattuito. La Corte d'Appello ha escluso il grave inadempimento della Fornitrice, ritenendo legittimo il suo rifiuto di consegnare il bene a fronte del mancato pagamento dell'intero acconto da parte della Committente. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della Committente. La risoluzione del contratto per inadempimento non è stata riconosciuta a carico della Fornitrice, e di conseguenza, la Committente non ha diritto alla restituzione dell'acconto.
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Mediazione atipica: risoluzione del contratto per zero vendite
Una società immobiliare ha affidato a un'agenzia un incarico di promozione e vendita in esclusiva per un complesso edilizio. A causa dei risultati insoddisfacenti e di una sola vendita effettuata, le parti si sono citate in giudizio chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento reciproco. I primi due gradi di giudizio hanno addebitato la colpa alla società intermediaria per il mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti. I soci dell'agenzia, ormai cancellata dal registro delle imprese, hanno proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il contratto configurava una mediazione atipica con obblighi di prestazione corrispettiva. L'agente immobiliare ha violato i propri impegni contrattuali non trovando acquirenti, rendendo legittimo lo scioglimento del vincolo per sua esclusiva colpa.
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Indebita percezione di erogazioni: quando il sequestro è illegittimo
Un Lavoratore agricolo era indagato per indebita percezione di erogazioni statali, avendo ricevuto contributi PAC. L'accusa sosteneva che avesse perso il diritto ai fondi perché il contratto di vendita con riserva di proprietà tra sua madre e l'ente finanziatore era stato risolto. Il Tribunale aveva disposto il sequestro preventivo dei beni. La Corte di Cassazione, invece, ha annullato tale decisione. Ha chiarito che il contratto di affitto tra madre e figlio era valido e che la madre manteneva la disponibilità dei terreni, anche dopo la risoluzione del suo contratto di vendita. Pertanto, il Lavoratore aveva un titolo legittimo per i contributi.
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Soggettività passiva IMU leasing: paga il proprietario
Un Comune ha richiesto il pagamento dell'imposta municipale a una società finanziaria proprietaria di un immobile concesso in locazione finanziaria. Il contratto era stato risolto per inadempimento dell'utilizzatore, il quale tuttavia non aveva restituito materialmente il bene. La società concedente sosteneva che l'imposta non fosse dovuta in assenza del possesso materiale dell'immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, sancendo che la soggettività passiva IMU leasing si trasferisce immediatamente alla società proprietaria al momento dello scioglimento del contratto. La mancata riconsegna delle chiavi da parte dell'utilizzatore non esonera la proprietà dal pagamento dell'imposta.
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Risoluzione del contratto d’appalto: vizi e riduzione
Un committente chiedeva la risoluzione del contratto d'appalto per la costruzione di una paratia di messa in sicurezza del terreno. L'opera presentava evidenti difetti esecutivi e violava le regole dell'arte. Tuttavia, i vizi non rendevano la struttura del tutto inutilizzabile, poiché interventi correttivi ne avevano garantito la piena funzionalità. I giudici hanno quindi negato lo scioglimento totale del rapporto, disponendo solo una riduzione del compenso parametrata alle spese di riparazione affrontate dal committente. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente questa decisione. La risoluzione del contratto d'appalto opera unicamente se i difetti rendono l'opera del tutto inadatta alla sua funzione originaria. In presenza di vizi facilmente eliminabili, la legge riconosce al committente soltanto la riduzione del prezzo o l'eliminazione dei difetti a spese dell'appaltatore, oltre all'applicazione automatica degli interessi commerciali sulle somme residue.
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Fallimento transfrontaliero: la Cassazione rinvia alla pubblica udienza
Un compratore acquista un'imbarcazione da una società estera. A causa di gravi inadempimenti, l'acquirente avvia una causa in Italia per ottenere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno. Nelle more del giudizio, la società venditrice subisce la dichiarazione di insolvenza in Germania. La Corte di Cassazione affronta il tema del fallimento transfrontaliero e la corretta applicazione delle norme europee sulle procedure concorsuali. I giudici devono stabilire se la causa italiana debba proseguire o arrestarsi davanti alla legge fallimentare estera. Data l'estrema rilevanza della questione giurisdizionale, la Corte non decide immediatamente in camera di consiglio ma rimette la trattazione del ricorso alla pubblica udienza per un approfondimento collegiale.
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Risoluzione del contratto per inadempimento e colpa delle parti
Un committente e un'impresa stipulano un accordo per lavori di escavazione e ripristino ambientale. L'esecuzione si blocca e le parti si accusano a vicenda chiedendo entrambe la risoluzione del contratto per inadempimento e il risarcimento dei danni. I giudici di merito accertano che il committente ha ritardato le opere necessarie, mentre l'impresa è rimasta inerte senza sollecitare l'avvio dei lavori, violando la buona fede. La Corte d'Appello rigetta le domande di risoluzione e risarcimento di entrambe le parti, negando però anche il saldo dei lavori già svolti dall'impresa. La Corte di Cassazione conferma il rigetto della risoluzione per colpa reciproca, ma accoglie il ricorso dell'impresa sul compenso: se il contratto resta valido per difetto di risoluzione, il diritto al pagamento delle opere effettivamente eseguite rimane integro e deve essere valutato.
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Inadempimento intermediario finanziario e risoluzione contrattuale
Alcuni investitori privati hanno citato in giudizio un istituto bancario chiedendo la risoluzione dei contratti di gestione patrimoniale e la restituzione del capitale. I clienti lamentavano la non rispondenza degli investimenti al loro profilo di rischio e il ritardo nell'aggiornamento della profilatura informativa secondo la direttiva comunitaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei risparmiatori, confermando che l'istituto aveva adeguatamente informato i clienti sui rischi specifici delle operazioni. I giudici hanno chiarito che un presunto inadempimento intermediario finanziario non comporta automaticamente lo scioglimento del rapporto contrattuale se la violazione riveste scarsa importanza rispetto all'economia complessiva del contratto.
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Soggetto passivo IMU leasing: paga la banca anche senza consegna
Una società di riscossione ha emesso un avviso di accertamento ICI nei confronti di una banca, proprietaria di un immobile concesso in leasing. Il contratto era stato risolto per inadempimento dell'utilizzatore, ma quest'ultimo non aveva ancora riconsegnato il bene. La banca sosteneva di non dover pagare l'imposta fino alla riconsegna materiale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il soggetto passivo IMU leasing torna a essere la società di leasing dal momento della risoluzione del contratto, a prescindere dall'effettiva restituzione dell'immobile. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso della società di riscossione, confermando la legittimità dell'accertamento fiscale a carico della banca.
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Soggetto passivo IMU leasing: paga la banca dopo la risoluzione
Un concessionario pubblico per la riscossione ha impugnato la decisione che esentava una banca dal pagamento dell'imposta comunale per un immobile il cui contratto di locazione finanziaria era stato risolto per inadempimento, ma non ancora riconsegnato dall'utilizzatore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sul soggetto passivo IMU leasing. L'obbligo tributario dell'utilizzatore cessa immediatamente al momento della risoluzione del contratto, a prescindere dall'effettiva restituzione del bene. Di conseguenza, la soggettività passiva dell'imposta ritorna in capo alla società di leasing proprietaria sin dalla data di risoluzione del rapporto contrattuale. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e ha rigettato il ricorso originario della banca, confermando la validità dell'avviso di accertamento.
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