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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2023

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205 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: definitiva la condanna a 20 anni
Il Ricorrente era stato condannato in appello a venti anni di reclusione per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Il suo difensore ha inizialmente proposto ricorso in Cassazione contestando la credibilità dei collaboratori di giustizia e l'applicazione delle aggravanti. Tuttavia, prima dell'udienza, la difesa ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente spese se c’è beneficio
Il Tribunale di sorveglianza respingeva l'istanza di differimento pena proposta da Il Condannato. Quest'ultimo proponeva ricorso per cassazione. Nelle more del giudizio, Il Condannato otteneva la detenzione domiciliare per altra via, rendendo superflua la decisione. Il difensore presentava quindi formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché il venir meno dell'interesse non equivale a una sconfitta processuale, la Corte ha stabilito che non si applica alcuna condanna alle spese del procedimento o al pagamento della sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza multe.
Una società consorziata ha impugnato una delibera davanti ai giudici di merito. Dopo una decisione sfavorevole in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal consorzio. Le parti hanno chiesto l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato poiché l'estinzione per rinuncia esclude tale sanzione fiscale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente spese se tempestiva
Il Tribunale di Milano confermava l'aggravamento della misura cautelare per l'Imputato. Quest'ultimo proponeva ricorso per cassazione ma, due giorni dopo il deposito, presentava formale dichiarazione di rinuncia presso lo stesso Tribunale del riesame. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Tuttavia, data la quasi totale contemporaneità tra la presentazione del ricorso e la sua rinuncia, avvenuta prima della trasmissione degli atti alla Suprema Corte, i giudici hanno escluso la condanna dell'Imputato al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: datore cede, lei vince
Una lavoratrice ha ottenuto nei primi due gradi di giudizio il riconoscimento dell'inquadramento superiore e delle relative differenze retributive. Il datore di lavoro ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare la decisione. Successivamente, lo stesso datore di lavoro ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione, manifestando la mancanza di interesse a proseguire la causa. La Suprema Corte ha preso atto della regolarità della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la lavoratrice ha ottenuto la vittoria definitiva, confermando i diritti già riconosciuti nei precedenti gradi di giudizio, senza che si procedesse alla liquidazione delle spese di questa fase poiché la dipendente non si era costituita.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: lite estinta e spese azzerate
Una lavoratrice ha promosso un giudizio contro un'Azienda Sanitaria Locale per ottenere differenze retributive legate al suo inquadramento come dirigente. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la lavoratrice ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. L'ente sanitario ha accettato la rinuncia, concordando anche sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna pronuncia sulle spese processuali, chiudendo definitivamente la vicenda senza entrare nel merito della pretesa economica originaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude la lite sull’olio
Un'azienda importatrice di olio ha impugnato un avviso di pagamento dell'Agenzia delle Dogane relativo al regime di perfezionamento attivo. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, l'azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, l'azienda ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione, non avendo più interesse a proseguire la causa. La Corte di Cassazione ha preso atto della decisione e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione sul merito della contestazione doganale, e i giudici hanno stabilito la compensazione delle spese legali tra le parti, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla servitù
I Ricorrenti hanno impugnato la decisione della Corte d'Appello che negava loro i diritti di passaggio carraio e pedonale su un fondo di proprietà della Controricorrente. Successivamente, i Ricorrenti hanno presentato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, a cui la Controricorrente ha aderito. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità dell'atto ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese di lite tra le parti, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della servitù di passaggio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo cancella la lite
Una lavoratrice ha proposto ricorso contro la sentenza d'appello favorevole all'azienda. Prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno firmato un accordo transattivo per risolvere amichevolmente la controversia. La lavoratrice ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Grazie all'accordo bilaterale, i giudici non hanno disposto alcuna condanna al pagamento delle spese di giudizio. Inoltre, la Corte ha chiarito che l'estinzione del processo esonera la parte ricorrente dal versamento del raddoppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione tributaria non si applica in caso di rinuncia accettata.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite per mille euro
Un cliente ha ottenuto dal Tribunale la condanna di una ditta di serramenti alla restituzione di mille euro. Successivamente, il cliente ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi deciso di depositare un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La ditta intimata non ha svolto alcuna attività difensiva nel giudizio di legittimità. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la precedente sentenza di condanna e non disponendo alcuna condanna alle spese poiché la controparte non si è costituita.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: condanna definitiva a 6 anni
Un imputato, condannato in appello a sei anni di reclusione per tentato omicidio, lesioni, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, il suo difensore, munito di procura speciale, ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia, dichiarando il ricorso inammissibile ai sensi dell'articolo 591 del codice di procedura penale. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo evita le spese
Il Ricorrente ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la sentenza d'appello in materia di servitù. Prima dell'udienza, lo stesso Ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. Il Controricorrente ha aderito a tale rinuncia, concordando la compensazione delle spese di giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia al ricorso per cassazione è un atto unilaterale recettizio che non necessita di accettazione per essere efficace. Grazie all'accordo tra le parti, la Corte non ha emesso alcuna condanna alle spese, dichiarando estinto il giudizio senza addebiti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il dietrofront costa caro
Il Ricorrente ha presentato ricorso contro un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza. Successivamente, tramite il proprio difensore munito di procura speciale, ha deciso di fare marcia indietro. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta, che configura una formale rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso e hanno condannato l'uomo al pagamento delle spese del processo, oltre a una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: dalla difesa alla sanzione
L'Imputato, condannato in appello per i reati di rapina e furto con strappo, proponeva ricorso davanti alla Corte di Cassazione lamentando la mancata valutazione di cause di proscioglimento e l'errata applicazione di una circostanza aggravante. Prima dell'udienza di discussione, l'Imputato presentava formalmente, tramite posta elettronica certificata, una dichiarazione di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta rinuncia al ricorso per Cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite doganale
Un'azienda importatrice ha impugnato gli avvisi di rettifica dell'Ufficio Doganale relativi a dazi e IVA sull'importazione temporanea di olio d'oliva in regime di perfezionamento attivo. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, che hanno confermato le violazioni doganali basandosi sulle controanalisi dell'ufficio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, l'importatrice ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, dichiarando il sopravvenuto difetto di interesse alla prosecuzione della causa. La Suprema Corte ha preso atto di tale volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite tra le parti e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo fatto e zero sanzioni
Un professionista ha impugnato una cartella esattoriale per contributi previdenziali richiesti dalla propria Cassa di previdenza. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il professionista ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole per risolvere la questione dei contributi arretrati. Di conseguenza, il professionista ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla Cassa con accordo sulle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Inoltre, i giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia, il ricorrente non deve pagare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sull’appalto
Un ente pubblico affida a un'impresa lavori di manutenzione edilizia. A causa di ripetute sospensioni dei lavori dovute a varianti in corso d'opera e controlli amministrativi, l'impresa chiede il risarcimento dei danni. Il Tribunale e la Corte d'Appello condannano l'ente pubblico al pagamento di oltre 700.000 euro. L'ente propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, le parti raggiungono un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, l'ente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: tirarsi indietro costa caro
Il Ricorrente ha impugnato un decreto emesso dal Giudice di Sorveglianza. Successivamente, lo stesso soggetto ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. La rinuncia al ricorso per Cassazione comporta comunque, per legge, la condanna al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle ammende. I giudici di legittimità hanno quantificato tale sanzione pecuniaria in cinquecento euro, non essendovi distinzioni normative tra le diverse cause di inammissibilità. Vince lo Stato, mentre il cittadino rinunciante deve pagare le spese e la sanzione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il debitore paga le spese
Un debitore e sua moglie avevano costituito un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni. Alcuni istituti bancari creditori hanno promosso con successo un'azione revocatoria per rendere inefficace tale vincolo. Il debitore ha impugnato la decisione sfavorevole dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. Poiché le banche resistenti non hanno formalmente accettato la rinuncia, la Suprema Corte ha dovuto dichiarare l'estinzione del giudizio e liquidare le spese. In applicazione delle norme processuali, la Corte ha condannato il debitore rinunciante al pagamento delle spese di giudizio in favore delle controparti, confermando che chi rinuncia deve farsi carico dei costi legali sostenuti dai resistenti.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: l’accordo spegne la lite
A seguito di un tragico incidente stradale che ha causato la morte di un uomo, la Corte d'Appello ha condannato il Conducente e il Co-responsabile a risarcire i Familiari della Vittima. Il Conducente ha proposto ricorso in Cassazione per contestare la decisione. Tuttavia, prima che la Suprema Corte si pronunciasse, il Conducente ha presentato formale rinuncia al ricorso per Cassazione, accettata dai Familiari della Vittima. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti. La rinuncia ha così posto fine alla vicenda giudiziaria, confermando l'accordo transattivo tra le parti e determinando la chiusura del processo senza una nuova decisione sul merito del risarcimento.
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