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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2023

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205 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Nel corso di un giudizio davanti alla Suprema Corte, i ricorrenti principali e i ricorrenti incidentali hanno depositato un atto di reciproca rinuncia al ricorso per cassazione. Le parti hanno dichiarato di aver raggiunto un accordo transattivo amichevole, risolvendo definitivamente la controversia che le vedeva contrapposte e accettando reciprocamente la rinuncia agli atti del giudizio, con l'accordo di compensare interamente le spese legali sostenute. La Suprema Corte, verificata la conformità dell'atto alle norme di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione senza assumere alcun provvedimento sulle spese, ponendo fine alla vicenda giudiziaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che spegne la lite
Un erede ha promosso un giudizio per ottenere il pagamento di somme spettanti al padre defunto a titolo di legato. Dopo che la Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile il suo gravame, l'erede ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per risolvere la controversia. Di conseguenza, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata e sottoscritta anche dalle controparti. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità dell'atto firmato dalle parti e dai loro difensori muniti di idonei poteri, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciare condanne sulle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava la rideterminazione del classamento catastale di un immobile di proprietà di un cittadino. L'ufficio tributario aveva aumentato la rendita catastale basandosi solo sulla riqualificazione della microzona, senza specificare l'impatto sul singolo immobile. Successivamente, l'amministrazione finanziaria ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte non costituita e non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, in quanto misura eccezionale non applicabile in caso di estinzione spontanea. Vince quindi il contribuente, la cui rendita originaria rimane invariata.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
I Mutuatari avevano citato in giudizio La Banca contestando l'usurarietà degli interessi moratori e la nullità del tasso Euribor del loro mutuo. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, i clienti proponevano ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, i ricorrenti hanno presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza alcuna condanna alle spese per la banca rimasta inattiva e senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, confermando l'efficacia dell'accordo privato tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: scatta la sanzione pecuniaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per detenzione e spaccio di hashish. Il difensore del ricorrente, munito di procura speciale, ha infatti depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione prima dell'udienza. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia all'impugnazione determina l'inammissibilità del ricorso e comporta l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria di 500 euro a favore della Cassa delle Ammende, equiparando questa fattispecie a qualsiasi altra causa di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle spese e sanzioni
Un professionista ha impugnato in Cassazione la decisione sfavorevole relativa a un avviso di addebito dell'INPS per contributi della Gestione Separata. Prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto della dichiarazione e ha decretato l'estinzione del giudizio. Poiché l'estinzione non equivale a un rigetto, i giudici hanno escluso l'obbligo di pagare il raddoppio del contributo unificato. Inoltre, non essendoci stata attività difensiva da parte dell'ente previdenziale, non è stata disposta alcuna condanna al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite col fisco
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento emessa dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di somme rimborsate per errore. Dopo la decisione sfavorevole in secondo grado, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, lo stesso contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, chiedendo la compensazione delle spese legali. L'Agenzia delle Entrate ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla causa con multa
Il Tribunale di Reggio Calabria aveva respinto l'appello di un soggetto sottoposto a misura cautelare che chiedeva la revoca del provvedimento. La difesa ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la persona interessata ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto della volontà del ricorrente e ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando la parte al pagamento delle spese processuali e al versamento di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che spegne la lite
Nel caso in esame, Il Ricorrente aveva presentato un ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro una sentenza d'appello favorevole a L'Istituto Finanziario. Tuttavia, prima dell'udienza, Il Ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata da L'Istituto Finanziario con contestuale accordo per la compensazione delle spese legali. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo sottoscritto dalle parti e dai rispettivi difensori, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione sul merito della controversia, e ciascuna parte sosterrà i propri costi di difesa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: nessun raddoppio di tasse
Un Lavoratore ha ottenuto la dichiarazione di illegittimità del proprio licenziamento e la condanna dell'Azienda al pagamento di 18 mensilità. L'Azienda ha impugnato la decisione fino alla Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. L'Azienda ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo con compensazione delle spese. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, misura riservata solo ai casi di rigetto o inammissibilità originaria del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente tasse doppie
Un'azienda elettrica ha proposto ricorso in Cassazione contro un privato per ottenere la costituzione coattiva di un elettrodotto sul suo terreno. Successivamente, l'azienda ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia accettata, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione economica si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: pace fatta ma con spese
Una donna, costituitasi parte civile nel processo contro il marito per lesioni personali, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la decisione del giudice d'appello, che aveva archiviato il caso per querela tardiva. La donna sosteneva che le lesioni fossero più gravi e quindi perseguibili d'ufficio. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Il difensore della donna, munito di procura speciale, ha quindi depositato la formale rinuncia al ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di questa rinuncia, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo vince sulla lite
Il Ricorrente aveva impugnato la decisione d'appello relativa allo scioglimento della comunione ereditaria e alla divisione dei beni con le Controricorrenti. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per risolvere pacificamente la controversia familiare. Di conseguenza, il Ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalle Controricorrenti. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della rinuncia e dell'accettazione sottoscritte dalle parti e dai rispettivi difensori, ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo batte la sentenza
Nel corso di un giudizio di legittimità, gli eredi di una parte e la controparte hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole per risolvere definitivamente la loro controversia. Di conseguenza, i rispettivi legali hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso per cassazione, chiedendo l'estinzione del processo senza alcuna pronuncia sulle spese di lite. La Suprema Corte, verificata la regolarità della documentazione e la concorde volontà delle parti, ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia, lasciando le spese compensate come da accordi.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite col fisco
Un contribuente riceveva un avviso di accertamento sintetico IRPEF per l'anno 2007. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata della controversia e formulava formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia al ricorso per cassazione produce l'estinzione del processo anche senza l'accettazione dell'Amministrazione Finanziaria. Di conseguenza, le spese di lite sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato, mancando una decisione sul merito.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla causa senza spese
Una lavoratrice pubblica ha presentato ricorso in Cassazione contro il Comune per una controversia di lavoro. Successivamente, la stessa lavoratrice ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso per cassazione, accettato dal Comune. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. Poiché l'accordo tra le parti ha chiuso anticipatamente la causa, non è stato applicato alcun addebito per le spese processuali né il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite col Fisco
I Contribuenti, eredi di un professionista associato a uno studio legale, hanno impugnato una sentenza tributaria davanti alla Corte di Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate. Successivamente, i Contribuenti hanno depositato un formale atto di rinuncia, sottoscritto personalmente. La Suprema Corte ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, il giudizio si è concluso senza una decisione sul merito della controversia tributaria. La Corte ha stabilito la compensazione delle spese di giudizio tra le parti, stabilendo che ognuna sosterrà i propri costi legali. La rinuncia al ricorso per cassazione ha così determinato la fine definitiva della lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al raddoppio delle tasse
Alcuni ex dipendenti di un'azienda energetica hanno promosso un giudizio per ottenere le riduzioni tariffarie sulla fornitura elettrica previste dal vecchio contratto collettivo. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, i lavoratori hanno proposto ricorso in Cassazione, ma hanno successivamente depositato un atto formale di rinuncia al ricorso per cassazione, accettato dall'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo e ha chiarito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa tassa aggiuntiva, infatti, ha natura sanzionatoria e si applica esclusivamente nei casi espressamente previsti di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza sanzioni
Una lavoratrice ha proposto ricorso in Cassazione contro un'azienda di spedizioni e una società fallita. Successivamente, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'azienda. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio principale e l'inammissibilità del ricorso incidentale dell'azienda per sopravvenuta carenza di interesse. I giudici hanno chiarito che la rinuncia è un atto unilaterale ricettizio che non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Inoltre, la Corte ha stabilito che in caso di estinzione per rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria non riguarda l'estinzione del processo. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Una lavoratrice ha ottenuto dal giudice d'appello il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con un'azienda di spedizioni, con condanna al pagamento delle differenze retributive. L'azienda ha impugnato la decisione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere la controversia in via amichevole. Di conseguenza, l'azienda ha depositato la formale rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritta anche dai difensori della lavoratrice. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese di lite. I giudici hanno chiarito che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace, ma deve solo esserle comunicato. Inoltre, non si applica il raddoppio del contributo unificato in caso di estinzione per rinuncia.
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