LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Rinuncia Agli Atti Del Giudizio

69 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto con cui una parte dichiara di non voler proseguire il processo. A differenza della rinuncia all'azione, questa estingue il processo solo se accettata dalle altre parti costituite che potrebbero avere interesse alla sua continuazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia all’Impugnazione in Garanzia: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società (L'Appaltatore) che aveva subappaltato la realizzazione di una pavimentazione. A seguito di vizi nell'opera, il Committente ha citato in giudizio L'Appaltatore, che a sua volta ha chiamato in causa il Subappaltatore per essere manlevato. In appello, L'Appaltatore ha rinunciato all'impugnazione contro il Committente. La Cassazione ha stabilito che, in un giudizio con chiamata in garanzia, la **rinuncia all'impugnazione in garanzia** da parte del garantito necessita dell'accettazione anche del garante. Questo perché il rapporto processuale è trilateralmente inscindibile, configurando un litisconsorzio necessario. La sentenza d'appello è stata cassata per consentire un nuovo accertamento dei vizi con la partecipazione di tutte le parti.
Continua »
Licenziamento collettivo e nuove assunzioni: la reintegra
Un'azienda di vigilanza privata avvia una procedura di mobilità e licenzia una guardia giurata, lamentando la perdita di commesse e un esubero di personale. Nel giudizio di merito emerge una realtà opposta: la società ha taciuto ai sindacati l'aggiudicazione di cospicui appalti pubblici e ha proceduto a oltre cento nuove assunzioni nello stesso periodo. La Corte d'Appello dichiara illegittimo il licenziamento collettivo per insussistenza delle ragioni aziendali, ordinando la reintegrazione e il risarcimento. La società impugna la decisione in Cassazione, ma successivamente deposita un atto di rinuncia formalmente accettato dal lavoratore. La Suprema Corte dichiara quindi estinto il giudizio, rendendo definitiva la tutela e la reintegra disposta in favore del dipendente.
Continua »
Eredi Rinunciano al Ricorso: Estinzione del Giudizio in Cassazione
Una parte ha presentato un ricorso per cassazione. Dopo la sua morte, i suoi eredi universali sono subentrati nel processo. Essi hanno raggiunto un accordo con le controparti. Per questo motivo, gli eredi hanno formalmente dichiarato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa rinuncia, accettata anche dalle controparti. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto. Questo significa che il processo si è concluso senza una decisione nel merito, a causa della volontà delle parti di non proseguire la lite.
Continua »
Processo estinto per rinuncia: il creditore paga le spese legali
Un creditore aveva avviato una causa per separare i beni immobili del suo debitore da quelli della moglie di quest'ultimo, basandosi su una convenzione matrimoniale. Dopo la morte della moglie e l'interruzione del processo, il creditore ha riassunto la causa contro le figlie della defunta. La Corte d'Appello ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia agli atti del giudizio da parte del creditore, ponendo a suo carico le spese legali. Il creditore ha impugnato questa decisione, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando l'estinzione e la condanna alle spese, anche per la mancata specificità del ricorso.
Continua »
Rinuncia alla causa e compensazione delle spese di lite
Una società avviava una causa per recuperare somme già versate a un privato dopo la riforma di una precedente sentenza. Durante il procedimento, l'azienda rinunciava formalmente agli atti di causa e il giudice dichiarava l'estinzione del processo. Successivamente, la controparte riassumeva la causa estinta, costringendo la società a tornare in giudizio. Il tribunale confermava l'estinzione e disponeva la compensazione delle spese di lite, scelta confermata anche dalla Corte d'Appello. La società impugnava la decisione sostenendo l'ingiustizia di dover pagare i costi per una riassunzione inutile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che chi rinuncia all'azione iniziale non può qualificarsi come parte vittoriosa. Il magistrato conserva piena discrezionalità nel disporre la compensazione delle spese di lite anche a fronte di condotte processuali superflue della controparte.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio e stop alla causa col Fisco
L'Azienda ha chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa versata per gli apparecchi radiomobili aziendali. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato la restituzione e i giudici nei primi gradi hanno confermato il diniego. La società ha quindi proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del giudizio, la parte ricorrente ha depositato una formale rinuncia agli atti del giudizio. La Suprema Corte ha preso atto dell'abbandono della causa e ha dichiarato l'estinzione del processo. La controversia si è chiusa senza alcuna decisione sul merito del rimborso richiesto, disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: l’estinzione del giudizio per rinuncia in Cassazione
Un ricorrente ha presentato un ricorso contro il Ministero dell'Interno. Durante il processo, il ricorrente ha deciso di rinunciare agli atti del giudizio. A seguito di questa rinuncia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Questo significa che la causa si è conclusa senza una decisione nel merito, poiché la parte che aveva avviato il ricorso ha scelto di abbandonare la sua richiesta. La sentenza ha quindi preso atto della volontà del ricorrente di non proseguire, chiudendo il procedimento in modo anticipato.
Continua »
Liquidazione delle spese di lite: limiti e rinuncia agli atti
La procedura fallimentare ha rinunciato agli atti di causa promossi contro un privato cittadino. Il tribunale ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la liquidazione delle spese di lite a favore del convenuto per oltre undicimila euro. Ritenendo la somma insufficiente rispetto alla complessità della vicenda e alle attività difensive svolte, il convenuto ha impugnato il provvedimento in Cassazione. La Suprema Corte ha respinto integralmente il ricorso. I giudici hanno chiarito che la valutazione della complessità della causa e la quantificazione dei compensi tra i minimi e i massimi tabellari rientrano nella discrezionalità insindacabile del giudice di merito. La semplice rinuncia agli atti non equivale a una conciliazione giudiziale e non dà diritto a maggiorazioni economiche ulteriori.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite chiusa senza sanzioni
Nel corso di una controversia originata da una vendita, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La controparte ha accettato espressamente la rinuncia concordando la compensazione integrale delle spese di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento senza esaminare il merito della lite. Tale esito ha escluso l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato a carico della parte rinunciante. La vicenda si è conclusa con l'abbandono consensuale del contenzioso prima della pronuncia definitiva.
Continua »
Rinuncia al regolamento di competenza: stop al ricorso
Due cittadini hanno impugnato davanti alla Corte di Cassazione l'ordinanza con cui il Tribunale ordinava la sospensione di una causa civile. Prima dell'adunanza fissata per la trattazione del giudizio, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al regolamento di competenza. L'atto di rinuncia è stato sottoscritto tempestivamente dalle parti e dal difensore munito di procura speciale, prima delle conclusioni del Pubblico Ministero. La controparte è rimasta intimata senza svolgere alcuna difesa. La Suprema Corte ha preso atto della validità formale dell'atto e ha dichiarato estinto il procedimento senza procedere alla liquidazione delle spese processuali.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: sanatoria e spese legali
Una contribuente ha impugnato gli avvisi comunali per il pagamento dell'ICI su un terreno edificabile. Nel corso del giudizio di legittimità, la proprietaria ha presentato domanda di sanatoria fiscale e ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione. La contribuente ha omesso di produrre le ricevute dei versamenti della sanatoria e non ha notificato la rinuncia all'ente locale né ottenuto la firma del legale avversario. La Corte di Cassazione ha stabilito che la rinuncia priva dei requisiti di forma non estingue il processo ma rende l'impugnazione inammissibile per perdita dell'interesse ad agire. La Suprema Corte ha condannato la ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore del Comune e al pagamento del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: effetti e spese
Il caso analizzato riguarda la decisione della Corte d'Appello a seguito di una rinuncia agli atti del giudizio presentata dalla parte appellante in una lite su un contratto d'appalto. La Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento e, preso atto dell'accordo tra i legali, ha disposto la compensazione delle spese, chiarendo l'insussistenza dell'obbligo del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: guida legale
Una società ha impugnato una sentenza di primo grado relativa a vizi in un appalto. In corso di causa, le parti hanno optato per la rinuncia agli atti del giudizio e la relativa accettazione. La Corte d'Appello ha quindi dichiarato l'estinzione del processo civile, disponendo la compensazione integrale delle spese di lite.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: niente spese senza domanda
Un'azienda ha dichiarato la rinuncia agli atti del giudizio prima che la controparte si costituisse in appello. La controparte si è costituita successivamente al solo fine di accettare l'estinzione, senza richiedere il rimborso delle spese. Nonostante ciò, la Corte d'Appello ha condannato l'azienda al pagamento delle spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che, in caso di rinuncia agli atti del giudizio antecedente alla costituzione della controparte, non è dovuta alcuna condanna alle spese se quest'ultima non ha formulato una specifica domanda in tal senso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha eliminato la condanna alle spese a carico dell'azienda.
Continua »
Agevolazione tariffaria: la rinuncia costa cara ai pensionati
Un gruppo di ex dipendenti in pensione ha fatto causa all'azienda datrice di lavoro per ottenere il ripristino dello sconto sulle bollette elettriche, revocato unilateralmente dall'azienda. Dopo la sconfitta nei primi due gradi di giudizio, i pensionati hanno proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, tuttavia, i ricorrenti hanno presentato formale rinuncia agli atti del giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché l'azienda non ha accettato la rinuncia e la giurisprudenza era ormai contraria alle pretese dei pensionati sul tema dell'agevolazione tariffaria, la Corte ha applicato il principio della soccombenza virtuale. Di conseguenza, i pensionati sono stati condannati a pagare le spese legali del giudizio di legittimità, mentre è stata esclusa l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio e condanna alle spese
Alcuni ex dipendenti in pensione hanno fatto causa a una grande società elettrica per ripristinare lo sconto sulla bolletta della luce, revocato unilateralmente dall'azienda. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, i pensionati hanno proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia agli atti del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Tuttavia, non essendoci un accordo sulle spese e poiché l'orientamento dei giudici era ormai consolidato contro i lavoratori, la Corte ha applicato il principio della soccombenza virtuale. Di conseguenza, i pensionati sono stati condannati a pagare le spese legali all'azienda, pur avendo rinunciato alla causa.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: pace fatta tra banca e cliente
Un investitore e una banca si sono scontrati in tribunale per la presunta nullità di alcuni ordini di acquisto di titoli finanziari. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Prima dell'udienza, l'investitore ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia agli atti del giudizio, accettata dalla banca, la quale ha a sua volta rinunciato al proprio ricorso incidentale. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo bilaterale e ha dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: transazione incompleta e spese
Il Promissario Acquirente ha agito in giudizio per ottenere l'adempimento di un contratto preliminare di compravendita immobiliare stipulato con la Promittente Venditrice. I giudici di merito hanno dichiarato nullo il contratto per violazione del divieto del patto commissorio. Davanti alla Corte di Cassazione, il ricorrente ha chiesto la cessazione della materia del contendere, allegando un accordo di transazione. Tuttavia, la Corte ha rilevato che l'accordo subordinava l'abbandono della causa all'effettivo pagamento di una somma e che l'istanza era firmata solo dal difensore. Per questo motivo, i giudici hanno qualificato la richiesta come rinuncia agli atti del giudizio, dichiarando l'estinzione del processo e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali, non essendoci stata l'adesione della controparte.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: stop al processo in Cassazione
Un cittadino straniero ha proposto ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Interno avverso un decreto del Tribunale di Venezia. Successivamente, il difensore del ricorrente, munito di apposita procura speciale, ha depositato un atto formale di rinuncia all'azione. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del processo senza alcuna condanna alle spese per le parti. La decisione conferma che la rinuncia agli atti del giudizio, se formulata da un difensore autorizzato, determina l'immediata chiusura del procedimento senza esame del merito.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo batte la lite
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro la Società Contribuente e l'Agente della Riscossione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo che prevedeva la rinuncia al contenzioso. Nonostante un iniziale errore materiale nell'indicazione del numero della cartella di pagamento, le parti hanno chiarito l'equivoco con una nota comune. L'Amministrazione Finanziaria ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, preso atto del mancato sbarramento della controparte e della sussistenza dei presupposti legali, ha dichiarato inammissibile il ricorso, disponendo la compensazione delle spese di giudizio.
Continua »