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Rinuncia Agli Atti Del Giudizio

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la rinuncia senza accettazione
Una società calcistica aveva presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza che imponeva di oscurare le insegne commerciali del proprio stadio. Successivamente, la società ha rinunciato al ricorso. Poiché la controparte, un Ufficio Territoriale del Governo, non ha accettato la rinuncia, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha condannato la società ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Interruzione prescrizione: la rinuncia al giudizio
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia agli atti del giudizio annulla l'effetto di interruzione della prescrizione. In un caso di pubblico impiego, una dipendente ha perso il diritto a un inquadramento superiore perché, dopo aver rinunciato a un precedente ricorso, il suo diritto si è prescritto. La sentenza sottolinea che l'abbandono dell'azione giudiziaria impedisce l'applicazione delle norme che sospendono la prescrizione durante il processo, rendendo la domanda iniziale inefficace ai fini interruttivi.
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Estinzione del giudizio: quando una causa si chiude
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra un privato e una società di arredamento. A seguito del ricorso presentato dal privato, le parti hanno raggiunto un accordo, che ha portato alla rinuncia agli atti del giudizio da parte del ricorrente e alla relativa accettazione da parte della società. Questa procedura ha determinato la chiusura definitiva del processo senza una decisione nel merito.
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Estinzione del giudizio: la guida alla rinuncia in Cassazione
Una società ha proposto ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. Le controparti, due istituti bancari, hanno risposto con controricorsi e ricorsi incidentali. Successivamente, tutte le parti hanno reciprocamente rinunciato ai propri atti e hanno accettato le rinunce altrui, chiedendo l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che la rinuncia in Cassazione è efficace di per sé, ma l'accettazione è cruciale per la gestione delle spese processuali.
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Rinuncia atti del giudizio: estinzione e spese legali
La Corte d'Appello di Roma dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito di una rinuncia agli atti formalizzata dagli appellanti. La sentenza analizza gli effetti della rinuncia, in particolare l'inutilità dell'accettazione da parte dell'appellato contumace e le modalità di regolamentazione delle spese processuali, che vengono interamente compensate tra le parti costituite, in accordo con quanto previsto nell'atto stesso di rinuncia.
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Rinuncia all’azione: chi paga le spese processuali?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che la rinuncia all'azione equivale a una sconfitta nel merito. Di conseguenza, la parte che rinuncia è tenuta a pagare tutte le spese legali dell'intero giudizio, applicando il principio della soccombenza complessiva. Nel caso di specie, un istituto di credito, dopo aver rinunciato all'azione in fase di rinvio, è stato condannato a rimborsare le spese legali alle controparti, nonostante avesse ottenuto decisioni favorevoli nei gradi precedenti.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società creditrice, dopo aver visto parzialmente rigettata la sua domanda di ammissione al passivo di un fallimento, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato (il cosiddetto 'raddoppio'), poiché tale misura sanzionatoria si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, e non può essere interpretata estensivamente.
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Rinuncia atti giudizio: chi paga le spese legali?
Una società di trasporti, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole, decide di procedere con la rinuncia agli atti del giudizio. I lavoratori, controparti nel processo, accettano la rinuncia ma insistono per la condanna alle spese legali. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio e condanna la società rinunciante al pagamento delle spese di lite, liquidate in 4.700 euro più accessori, con distrazione in favore dei legali dei lavoratori.
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Estinzione del processo: rinuncia e accettazione in appello
La Corte d'Appello di Bari ha dichiarato l'estinzione del processo in un giudizio di secondo grado. Gli appellanti avevano impugnato una sentenza del Tribunale di Foggia ma, in corso di causa, hanno formalizzato una rinuncia agli atti. Tale rinuncia è stata accettata dalle parti appellate, portando la Corte a chiudere il procedimento senza una decisione nel merito e senza statuizioni sulle spese legali, in quanto non richieste.
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