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Rinuncia Agli Atti Del Giudizio

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69 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia agli atti del giudizio: quando la causa si estingue
Il Ricorrente aveva proposto ricorso in Cassazione contro l'Amministrazione Pubblica per impugnare un decreto del Tribunale di Venezia. Successivamente, il difensore del Ricorrente, munito di procura speciale, ha depositato un atto formale di rinuncia all'azione, allegando la dichiarazione personale del proprio assistito. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta rinuncia agli atti del giudizio. Di conseguenza, i giudici non hanno liquidato le spese di lite, poiché la controparte non ha svolto attività difensiva.
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Rinuncia agli atti del giudizio: artigiani salvi dalle sanzioni
Un Ente Pubblico aveva sanzionato alcuni piccoli imprenditori artigiani per presunte violazioni nella gestione dei rifiuti e nella tenuta dei registri. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la Corte d'Appello ha annullato le sanzioni. L'Ente Pubblico ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'Ente Pubblico ha presentato una formale rinuncia agli atti del giudizio, accettata anche dai difensori dei piccoli imprenditori. La Corte di Cassazione ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, i piccoli imprenditori hanno vinto definitivamente la causa, vedendo confermato l'annullamento delle sanzioni senza dover pagare ulteriori spese legali o tasse aggiuntive per il giudizio di legittimità.
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Rinuncia agli atti del giudizio: stop alla lite sui piloni
Una proprietaria terriera ha richiesto la rimozione di piloni elettrici e il pagamento di un'indennità per l'occupazione del proprio terreno da parte di un'azienda energetica. Dopo la decisione della Corte d'Appello, che ha liquidato l'indennità a favore della proprietaria, l'azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio di legittimità, l'azienda ha formulato una formale rinuncia agli atti del giudizio, regolarmente accettata dalla proprietaria del terreno. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti e dell'accettazione della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese legali, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito dei motivi di ricorso.
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Rinuncia agli atti del giudizio: si spegne la lite sul fallimento
Un promissario acquirente ha proposto opposizione allo stato passivo del fallimento di una società venditrice per ottenere il riconoscimento di un credito privilegiato di oltre ottocentomila euro, derivante dal mancato adempimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare. Il tribunale ha rigettato la richiesta, ammettendo il credito solo in via chirografaria. Il creditore ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione della Suprema Corte, entrambe le parti hanno depositato un atto di rinuncia reciproca agli atti e all'azione, accettando la compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna alle spese, applicando la disciplina della rinuncia agli atti del giudizio.
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Rinuncia agli atti del giudizio: stop alla lite senza tasse extra
Nel corso di un giudizio civile dinanzi alla Corte di Cassazione, i ricorrenti e la controricorrente hanno depositato una formale rinuncia agli atti del giudizio dopo aver raggiunto un accordo amichevole. La Suprema Corte ha verificato la regolarità delle dichiarazioni e ha dichiarato l'estinzione del processo, prendendo atto dell'accordo sulle spese. I giudici hanno inoltre chiarito che la rinuncia non comporta l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica esclusivamente nei casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Accordo Transattivo: Lite per Stipendio Finisce con la Pace in Cassazione
Un lavoratore aveva ottenuto una sentenza favorevole per il pagamento di differenze retributive. L'Azienda, dopo aver perso in Appello, aveva presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, l'Azienda ha rinunciato al ricorso e il Lavoratore ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, prendendo atto della volontà delle parti, non ha emesso una sentenza sul merito della questione, ma ha dichiarato l'estinzione del giudizio. L'accordo privato tra le parti è diventato così la soluzione definitiva della lite.
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Causa per stipendio: accordo transattivo blocca la Cassazione
Due lavoratori avevano citato in giudizio la loro azienda per ottenere il pagamento di differenze sulla retribuzione. Dopo una prima decisione a loro sfavorevole, avevano presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della sentenza definitiva, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, i lavoratori hanno rinunciato al ricorso e l'azienda ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per transazione, chiudendo ufficialmente il caso senza una decisione nel merito, poiché la controversia era stata risolta privatamente.
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Indennità di preavviso: accordo in Cassazione estingue il caso
Un collaboratore chiedeva a un'azienda, poi fallita, il pagamento dell'indennità di mancato preavviso. Il suo credito era stato ammesso con priorità nell'elenco dei debiti della società. Il curatore fallimentare, in disaccordo, aveva impugnato la decisione fino in Corte di Cassazione. Durante il processo, però, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, l'azienda ha rinunciato al ricorso e il collaboratore ha accettato la rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, chiudendo la vicenda senza una sentenza sul merito, ma sulla base della volontà delle parti di risolvere la questione con una transazione.
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Benefici ex dipendenti: sconto in bolletta perso e causa chiusa
Un gruppo di pensionati ha fatto causa alla loro ex Azienda energetica per mantenere uno sconto sulla fornitura di energia elettrica. L'Azienda aveva revocato questi benefici ex dipendenti. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, i pensionati hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, però, hanno rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la decisione precedente sfavorevole ai pensionati e condannandoli al pagamento delle spese legali. La vicenda chiarisce le conseguenze della rinuncia in sede di legittimità.
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Estinzione giudizio per rinuncia: cittadino ritira ricorso
Un cittadino aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione che vedeva come controparte il Ministero dell'Interno. Successivamente, lo stesso cittadino ha deciso di ritirarsi, presentando un atto formale di rinuncia. La Corte di Cassazione, prendendo atto di questa volontà, non è entrata nel merito della questione. Ha invece applicato la legge processuale che prevede, in questi casi, l'estinzione del giudizio per rinuncia. Di conseguenza, il processo si è concluso definitivamente, rendendo finale la precedente sentenza della Corte d'Appello.
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Riconoscimento Anzianità: Azienda Rinuncia, Vittoria ai Lavoratori
Un'azienda di trasporti aveva negato a un gruppo di dipendenti il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio. I lavoratori, dopo aver vinto nei primi gradi di giudizio, si sono visti opporre un ricorso in Cassazione da parte dell'azienda. Tuttavia, l'azienda ha successivamente rinunciato al ricorso e i lavoratori hanno accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la sentenza favorevole ai dipendenti sul loro diritto al corretto riconoscimento anzianità di servizio. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia agli atti in appello: quando non serve l’accettazione
Una paziente cadeva in ospedale a causa di un pavimento bagnato e faceva causa alla struttura sanitaria. Dopo aver perso in primo grado, la paziente presentava appello ma, in seguito, effettuava una rinuncia agli atti del giudizio. La Corte d'Appello procedeva comunque, condannando l'ospedale. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: se la parte che subisce la rinuncia ha già vinto in primo grado e non ha un interesse concreto alla prosecuzione, l'accettazione non è necessaria. La rinuncia diventa quindi immediatamente efficace, estingue il processo d'appello e rende definitiva la vittoria della parte che aveva già vinto in primo grado.
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Rinuncia agli atti del giudizio: Condomino ritira il ricorso
Un Condomino aveva impugnato una sentenza sfavorevole di fronte alla Corte di Cassazione, in una causa contro Il Condominio. Tuttavia, prima della decisione finale, lo stesso Condomino ha cambiato idea, presentando una formale rinuncia agli atti del giudizio. Il Condominio ha accettato questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato il processo estinto, ovvero chiuso definitivamente senza emettere una sentenza sul merito della controversia. L'accettazione della rinuncia ha anche evitato una condanna al pagamento delle spese legali per questa fase del processo.
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Rinuncia alla domanda: il Subappaltatore perde il credito
Una società subappaltatrice chiede il pagamento di oltre 800.000 euro all'appaltatrice. Quest'ultima si oppone, poiché la committente principale contesta vizi nei lavori. La subappaltatrice sostiene che la committente, in un'altra causa, ha effettuato una rinuncia alla domanda, liberando così il pagamento. La Corte di Cassazione ha però chiarito che la semplice rinuncia a un giudizio non equivale a una rinuncia al diritto sottostante. Di conseguenza, la contestazione dei vizi resta valida e l'appaltatrice ha legittimamente bloccato il pagamento. La subappaltatrice perde la causa e non ottiene la somma richiesta.
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Azienda nega rimborsi, poi tratta: estinzione del processo
Un ex dirigente aveva ottenuto in appello il diritto al rimborso delle spese sanitarie da parte della sua ex Azienda, come previsto da un accordo di fine rapporto. L'Azienda ha impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un nuovo accordo transattivo per risolvere tutte le controversie. Di conseguenza, l'Azienda ha ritirato il ricorso e l'ex dirigente ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, chiudendo definitivamente la causa senza una sentenza sul merito e senza decidere sulle spese, già regolate privatamente.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: causa chiusa senza sentenza
Gli eredi di un professionista avevano citato in giudizio un ex cliente per ottenere il pagamento di alcune consulenze. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, avevano presentato ricorso in Cassazione. A sorpresa, prima della decisione finale, hanno cambiato strategia, presentando una formale rinuncia al ricorso per cassazione. Il cliente ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il processo estinto, chiudendo definitivamente la vicenda senza una sentenza sul merito e senza condannare i rinuncianti al pagamento delle spese legali di questa ultima fase.
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Causa sulla competenza: la rinuncia al ricorso estingue il processo
Una parte aveva contestato la competenza di un Tribunale in una procedura di esecuzione forzata, avviando un ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la stessa parte ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte, una Banca. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. La causa si è quindi conclusa senza una sentenza sul merito della competenza, ma semplicemente prendendo atto dell'accordo tra le parti di non proseguire. L'esito pratico è la chiusura del procedimento di ricorso.
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Aggio sulla Riscossione: Azienda Contesta ma poi Rinuncia in Cassazione
Una nota azienda ha contestato una cartella di pagamento, opponendosi in particolare al pagamento dell'aggio sulla riscossione per quasi 100.000 euro, ritenendolo illegittimo. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, l'azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, in seguito a una pronuncia della Corte Costituzionale rilevante per la materia, ha deciso di rinunciare al ricorso. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia senza entrare nel merito. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia agli atti del giudizio: guida pratica
La Corte d'Appello di Catania ha dichiarato l'estinzione di un procedimento civile a seguito della reciproca rinuncia agli atti del giudizio tra un professionista e il suo cliente. La controversia, nata da un mandato immobiliare non eseguito, si è conclusa con la compensazione delle spese legali, evitando ulteriori lungaggini processuali.
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Rinuncia agli atti del giudizio e spese legali
Una società ha rinunciato all'appello contro un avviso di addebito contributivo dopo aver raggiunto un accordo transattivo con l'ente creditore. La Corte d'Appello ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia agli atti del giudizio, condannando l'appellante al pagamento delle spese legali in favore dell'ente, non essendo stato pattuito diversamente tra le parti.
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