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Riliquidazione

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249 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decadenza triennale pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27582/2025, ha stabilito che la decadenza triennale pensione, introdotta nel 2011, si applica anche ai diritti maturati in precedenza. Contrariamente a quanto deciso dalla Corte d'Appello, il termine decorre dall'entrata in vigore della norma. La decadenza non estingue il diritto, ma limita il recupero dei ratei a quelli dell'ultimo triennio precedente l'azione legale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Maggiorazione amianto: no ricalcolo se 40 anni già ok
Due lavoratori, avendo già raggiunto il limite massimo di 40 anni di contributi, hanno richiesto di utilizzare la maggiorazione contributiva per esposizione all'amianto per sostituire periodi meno favorevoli e aumentare così l'importo della pensione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la maggiorazione amianto serve unicamente a colmare eventuali lacune per raggiungere il tetto massimo contributivo, ma non può essere utilizzata per superarlo né per sostituire contributi già versati al fine di ottenere un calcolo più vantaggioso.
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Pensione rimpatriati Albania: quale retribuzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 772/2024, ha respinto il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto di un cittadino alla riliquidazione della propria pensione. Il caso riguarda la corretta base di calcolo per la pensione rimpatriati Albania che hanno lavorato nel paese balcanico. La Corte ha stabilito che la retribuzione di riferimento non è il minimale contributivo generico, ma quella prevista dai contratti collettivi italiani per qualifiche equiparabili, garantendo così un trattamento più favorevole al lavoratore.
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Neutralizzazione contributi: sì alla riliquidazione
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, chiedendo la cosiddetta "neutralizzazione dei contributi" per alcuni anni con versamenti inferiori. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che il principio di neutralizzazione, volto a escludere dal calcolo i periodi contributivi sfavorevoli non necessari al raggiungimento del diritto a pensione, è ancora applicabile per le pensioni calcolate, in tutto o in parte, con il sistema retributivo. La sentenza chiarisce che tale meccanismo di tutela permane anche dopo le riforme del 1992, garantendo che la prosecuzione dell'attività lavorativa non penalizzi l'importo dell'assegno pensionistico. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Costi da reato: quando non sono deducibili dal reddito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31944/2024, ha stabilito che i costi del lavoro non sono deducibili se le assunzioni sono parte di un meccanismo fraudolento per ottenere sgravi contributivi. Anche se il lavoro è stato effettivamente svolto e l'attività aziendale è lecita, il collegamento diretto tra la spesa e il compimento di un illecito penale rende tali costi da reato fiscalmente indeducibili, in applicazione dell'art. 14, comma 4-bis, della Legge 537/1993.
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Riliquidazione pensione estera: il calcolo corretto
Un pensionato ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione, basata su 35 anni di lavoro in Svizzera. Lamentava l'uso di una retribuzione teorica anziché quella effettiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del metodo di calcolo previsto dalla legge italiana per la riliquidazione pensione estera in caso di contributi trasferiti da paesi convenzionati, stabilendo che la normativa specifica prevale sui principi generali.
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Ricalcolo pensione spettacolo: i limiti della Cassazione
Un pensionato del settore spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione. La Corte di Cassazione ha annullato la precedente decisione favorevole al lavoratore, stabilendo due principi chiave sul ricalcolo pensione spettacolo. In primo luogo, ha confermato l'applicazione di una decadenza triennale sugli arretrati. In secondo luogo, ha chiarito che lo specifico tetto di retribuzione giornaliera per gli artisti si applica anche alla "quota B" della pensione (periodi successivi al 1992). Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Calcolo pensione spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso cruciale riguardante il calcolo pensione spettacolo. La controversia vedeva contrapposti un pensionato del settore e l'ente previdenziale in merito alla corretta metodologia di calcolo della cosiddetta "Quota B" della pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale giornaliero previsto dalla normativa del 1971 (DPR 1420/1971) rimane applicabile, seppur aggiornato, e non è stato abrogato dalle riforme successive. Inoltre, ha chiarito che la decadenza triennale per le richieste di riliquidazione si applica solo ai ratei maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale, senza estinguere il diritto alla pensione ricalcolata per il futuro.
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Pensione lavoratori spettacolo: calcolo Quota B
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, accogliendo il ricorso di un ente previdenziale. La Corte ha stabilito che per il calcolo della "Quota B" della pensione si applica uno specifico massimale giornaliero di retribuzione, come previsto da una normativa del 1971, e non il massimale annuo generale. Inoltre, ha chiarito che la decadenza triennale per le richieste di ricalcolo non estingue il diritto, ma limita solo gli arretrati recuperabili a quelli maturati nei tre anni precedenti la domanda giudiziale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un ente previdenziale di categoria ha impugnato una sentenza che dichiarava illegittimo il "contributo di solidarietà" applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Prescrizione contributi: 10 anni per la restituzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione per ottenere la restituzione dei contributi di solidarietà illegittimamente trattenuti da una cassa previdenziale è soggetta alla prescrizione ordinaria di dieci anni, e non a quella breve di cinque. La decisione si basa sul fatto che il credito del pensionato, essendo contestato nella sua legittimità, non possiede i requisiti di liquidità ed esigibilità necessari per l'applicazione del termine breve. L'ordinanza chiarisce che non si tratta di una semplice riliquidazione della pensione, ma del recupero di somme indebitamente prelevate, confermando così la tutela estesa per i pensionati in tema di prescrizione contributi.
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Massimale pensionabile Quota B: la Cassazione decide
Un pensionato, ex lavoratore dello spettacolo, ha contestato il calcolo della sua pensione, in particolare della "quota B", a causa dell'applicazione di un tetto massimo alla retribuzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31955/2024, ha stabilito due principi chiave: la decadenza triennale si applica solo ai ratei arretrati e non al diritto al ricalcolo per il futuro; il vecchio "massimale pensionabile" previsto dal D.P.R. 1420/1971 è ancora valido per il calcolo della "quota B", non essendo stato abrogato dalle riforme successive. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'ente previdenziale su questo punto, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche alla "quota B" della pensione per i lavoratori dello spettacolo. L'ordinanza ribalta una decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato sulla legittimità di tale limite nel calcolo della pensione lavoratori spettacolo.
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Indebito previdenziale: quando restituire la pensione
Un pensionato è stato chiamato a restituire oltre 14.000 euro percepiti in eccesso a seguito della riliquidazione della sua pensione, inizialmente calcolata in via provvisoria. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della richiesta di restituzione dell'indebito previdenziale, stabilendo che il principio di tutela dell'affidamento non si applica ai pagamenti provvisori, poiché il beneficiario era consapevole che l'importo poteva subire future modifiche. Di conseguenza, il ricorso del pensionato è stato respinto.
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Pensione lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31748/2024, interviene sulla pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha chiarito che la decadenza per le richieste di ricalcolo si applica solo ai ratei pregressi, non al diritto in sé. Inoltre, ha confermato che il massimale giornaliero di retribuzione pensionabile si applica anche al calcolo della "quota B" della pensione, riformando la precedente decisione della Corte d'Appello. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Annullata la sentenza d'appello che escludeva il massimale pensionabile spettacolo per la quota B della pensione. La Cassazione conferma la vigenza del limite sulla retribuzione giornaliera e chiarisce l'applicazione della decadenza solo sui ratei pregressi, non sull'intero diritto.
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Prescrizione indennità mobilità: 10 anni per ricalcolo
Due lavoratori hanno contestato il calcolo della loro indennità di mobilità. La Cassazione ha stabilito che la prescrizione indennità mobilità per il ricalcolo è decennale, non quinquennale, poiché il credito non era stato correttamente liquidato dall'Ente Previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello.
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Principio pro rata: la Cassazione sui diritti quesiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10980/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa Previdenziale, confermando la tutela dei diritti pensionistici maturati da un professionista. La Corte ha ribadito la validità del principio pro rata, che impedisce modifiche peggiorative retroattive al calcolo della pensione per i periodi antecedenti al 2007. Inoltre, ha precisato che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Tassazione pensione estero: il caso Italia-Bulgaria
Un pensionato italiano residente in Bulgaria ha impugnato la decisione di assoggettare a tassazione in Italia la sua pensione privata. La Corte d'Appello di Firenze ha respinto l'appello, confermando la sentenza di primo grado. La decisione si fonda sull'interpretazione della Convenzione Italia-Bulgaria, secondo cui per beneficiare dell'esenzione fiscale non è sufficiente la residenza fiscale nel paese estero, ma è necessario il possesso della cittadinanza bulgara. La Corte ha escluso la violazione del diritto UE, poiché il ricorrente non ha dimostrato di subire un'effettiva doppia imposizione.
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Emendabilità dichiarazione fiscale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito il principio di generale emendabilità della dichiarazione fiscale. Una società aveva rettificato una dichiarazione passata per usufruire di un'agevolazione fiscale (Tremonti ambiente), ma l'Agenzia delle Entrate aveva contestato la tardività. La Corte ha stabilito che la dichiarazione, in quanto atto di scienza, può essere sempre corretta per rimediare a errori di fatto o di diritto, garantendo che il contribuente paghi solo quanto effettivamente dovuto, a prescindere da specifici termini di decadenza. La mancata richiesta del beneficio era dovuta a un'oggettiva incertezza normativa, poi risolta.
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