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Riliquidazione

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249 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rivalutazione redditi previdenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema della rivalutazione redditi previdenza per i professionisti. Pur confermando che la rivalutazione dei redditi debba partire dal 1980 e non dal 1981, ha stabilito un principio cruciale: se i contributi sono stati versati in misura minore, basandosi su un coefficiente di rivalutazione errato (più basso), la pensione deve essere calcolata su tale base contributiva effettivamente versata. La Corte ha quindi accolto parzialmente il ricorso della Cassa di Previdenza, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per una nuova valutazione basata sul principio della contribuzione effettiva.
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Contribuzione effettiva: calcolo pensione avvocati
Un professionista ha ottenuto la riliquidazione della pensione basata su una rivalutazione dei redditi più favorevole. Tuttavia, la Cassa di previdenza ha contestato che su tali maggiori redditi non erano stati versati i relativi contributi. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza del principio di automaticità delle prestazioni per i liberi professionisti, la pensione deve essere calcolata secondo il principio di **contribuzione effettiva**. Pertanto, l'importo della pensione deve corrispondere ai redditi sui quali i contributi sono stati effettivamente pagati, anche se ciò significa applicare un coefficiente di rivalutazione inferiore a quello teoricamente corretto. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Rivalutazione redditi professionali: calcolo pensione
Un professionista ha richiesto il ricalcolo della sua pensione basandosi su una più favorevole rivalutazione dei redditi professionali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la data di decorrenza della rivalutazione fosse corretta, l'importo finale della pensione deve essere proporzionale ai contributi effettivamente versati. Un versamento contributivo inferiore, anche se causato da un errore di calcolo dell'ente previdenziale, comporta una pensione calcolata sulla base imponibile corrispondente, affermando il principio della "contribuzione effettiva".
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Riliquidazione TFS: il termine annuale è perentorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che un ente previdenziale non può procedere alla riliquidazione del TFS (Trattamento di Fine Servizio) dopo la scadenza del termine perentorio di un anno. Il caso riguardava l'erede di un dipendente pubblico il cui TFS, inizialmente liquidato, era stato successivamente ricalcolato in peius dall'ente ben oltre il termine annuale previsto dalla legge. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, sottolineando che il termine di decadenza annuale ha una portata generale e serve a garantire la certezza dei rapporti giuridici, impedendo recuperi tardivi di somme dovute a errori dell'amministrazione stessa.
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Calcolo pensione commercialisti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo pensione commercialisti, rigettando il ricorso di una Cassa previdenziale. L'ordinanza stabilisce l'illegittimità dell'applicazione retroattiva di regolamenti peggiorativi e del contributo di solidarietà imposto senza base legale. Accolto invece il ricorso del professionista sulla corretta inclusione degli anni di reddito per la determinazione della media pensionabile, riaffermando il principio del pro rata.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale la cui imposizione è riservata esclusivamente alla legge dello Stato, come previsto dall'art. 23 della Costituzione. Le casse private non possono, di propria iniziativa, introdurre trattenute di questo tipo, neanche per garantire l'equilibrio di bilancio. Il ricorso dell'ente è stato dichiarato inammissibile.
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Trattamento di fine servizio: quando è unico?
Una dipendente pubblica, trasferita tra diversi enti senza interruzione, ha richiesto la riliquidazione del suo trattamento di fine servizio (TFS) calcolato sull'intera carriera. L'ente previdenziale sosteneva la definitività di un acconto versato anni prima e la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla lavoratrice, stabilendo che in caso di continuità del rapporto di lavoro, il TFS è unico e il diritto a richiederlo si prescrive solo dalla cessazione definitiva del servizio, non da pagamenti intermedi.
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Spese processuali: quando non si pagano in appello
Una pensionata ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. Dopo aver vinto in primo grado, la Corte d'Appello ha riformato la sentenza, condannandola anche al pagamento delle spese processuali di entrambi i gradi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione nel merito ma ha annullato la condanna alle spese, accogliendo il motivo di ricorso relativo all'esenzione per basso reddito, dimostrato da un'autocertificazione. La sentenza chiarisce l'importanza della dichiarazione reddituale per evitare il pagamento delle spese processuali in caso di sconfitta.
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Rimborso IRES: quando parte la decadenza per perdite?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per la richiesta di rimborso IRES, derivante da un'agevolazione fiscale che ha generato una perdita riportabile, decorre non dall'anno dell'investimento ma dal momento in cui avviene l'effettivo versamento indebito, a seguito dell'utilizzo di tali perdite. La sentenza accoglie il ricorso di un gruppo societario, chiarendo le regole sul dies a quo per la decadenza in casi di riporto delle perdite fiscali.
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