LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Riliquidazione

Pagina 8 di 13

249 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del tetto retributivo. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale pensionabile spettacolo deve essere applicato anche alla "quota B" della pensione (anzianità maturate dopo il 1992). Secondo la Corte, tale limite non è mai stato abrogato ed è un elemento essenziale per bilanciare il sistema previdenziale specifico del settore.
Continua »
Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile si applica anche alla 'quota B' delle pensioni dei lavoratori dello spettacolo (ex ENPALS). Accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale, ha annullato la decisione di merito che escludeva tale limite, rinviando il caso per un nuovo calcolo.
Continua »
Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27015/2024, ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla "quota B" della pensione, maturata dopo il 31 dicembre 1992. La Corte ha chiarito che tale limite non è stato abrogato dalle riforme successive e costituisce un elemento essenziale del regime previdenziale di favore di questa categoria. La sentenza di merito, che aveva escluso l'applicazione del tetto, è stata quindi annullata con rinvio.
Continua »
Tassazione previdenza integrativa: la riliquidazione
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'Irpef versata su una prestazione di previdenza integrativa, contestando la riliquidazione dell'imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per i cosiddetti "vecchi iscritti" a fondi pensione, la cui posizione è cessata prima del 1° gennaio 2007, si applica il regime di tassazione della previdenza integrativa vigente al momento della maturazione dei montanti (ante 2007) e non le normative successive. La riliquidazione è stata quindi ritenuta un atto legittimo.
Continua »
Riliquidazione pensione: l’indice ISTAT corretto
La Corte d'Appello di Napoli si è pronunciata su un caso di riliquidazione pensione, stabilendo il diritto degli eredi di un professionista a un ricalcolo basato su un indice ISTAT più favorevole. La sentenza ha confermato l'applicazione della prescrizione ordinaria decennale, respingendo la tesi dell'ente previdenziale che invocava quella quinquennale. Inoltre, la Corte ha corretto un errore di calcolo del primo grado, accogliendo parzialmente l'appello incidentale degli eredi e rideterminando la somma dovuta in loro favore.
Continua »
Massimale pensionabile: la Cassazione fa chiarezza
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, sostenendo la non applicabilità del massimale pensionabile sulla "quota B". La Corte d'Appello aveva accolto la sua richiesta, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il limite massimo di retribuzione giornaliera, previsto da una normativa del 1971, rimane valido anche per le anzianità contributive maturate dopo il 1993. Questa decisione si basa sulla mancata abrogazione, espressa o tacita, della norma e sulla necessità di bilanciare il sistema previdenziale, che offre condizioni di favore a questa categoria di lavoratori.
Continua »
Indennità premio di servizio: no a calcolo unitario
Un ex dirigente pubblico ha richiesto un calcolo unificato della sua indennità premio di servizio, sostenendo la continuità tra due contratti successivi con la stessa amministrazione regionale: uno a tempo indeterminato e uno a termine di diritto privato. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la diversa natura giuridica dei due rapporti interrompe la continuità, legittimando il calcolo separato delle indennità da parte dell'Istituto di Previdenza.
Continua »
Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, sostenendo la non applicabilità del massimale di retribuzione giornaliera alla "quota B". Sebbene la Corte d'Appello avesse accolto la sua tesi, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo rimane pienamente in vigore anche per i contributi versati dopo il 1° gennaio 1993, poiché non è stato tacitamente abrogato dalle riforme successive e rappresenta un elemento essenziale per bilanciare il sistema previdenziale, complessivamente più favorevole, di questa categoria.
Continua »
Prescrizione decennale pensioni: la Cassazione decide
Un professionista ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. La Cassa di previdenza si è opposta, invocando un termine di prescrizione quinquennale per gli arretrati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando l'orientamento consolidato secondo cui, in caso di contestazione sull'ammontare del trattamento pensionistico, si applica la prescrizione decennale ordinaria e non quella breve. La Corte ha inoltre ribadito che le modifiche peggiorative ai regolamenti delle Casse privatizzate non possono avere effetto retroattivo su pensioni maturate prima del 1° gennaio 2007.
Continua »
Prescrizione ratei pensione: la domanda amministrativa
Un pensionato, dopo aver ottenuto il riconoscimento del diritto alla rivalutazione della pensione per esposizione all'amianto, si è visto negare parte degli arretrati dall'ente previdenziale per intervenuta prescrizione. La Corte di Appello di Bari ha confermato la decisione di primo grado, stabilendo che la domanda amministrativa presentata dal pensionato nel 2016 era idonea a interrompere la prescrizione decennale. La sentenza analizza l'applicazione delle norme transitorie sulla prescrizione ratei pensione, ridotta da 10 a 5 anni, salvaguardando il diritto del lavoratore agli arretrati a partire dal 2006.
Continua »
Restituzione contributi INPS: quando scatta la prescrizione
Un lavoratore ha richiesto la riliquidazione della pensione e la restituzione dei contributi INPS versati ma non utilizzati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato stabilito che il diritto alla restituzione dei contributi si prescrive in dieci anni. Il termine non decorre dalla data di liquidazione della pensione, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto conoscenza dell'inutilizzabilità dei versamenti, in questo caso a seguito di una comunicazione dell'ente previdenziale.
Continua »
Rivalutazione reddito pensionabile: la decisione chiave
Un professionista ha citato in giudizio il proprio ente previdenziale per un errore nel calcolo della pensione, dovuto alla mancata applicazione del corretto coefficiente di rivalutazione del reddito pensionabile a partire dal 1980. Il Tribunale ha riconosciuto il diritto del professionista alla riliquidazione della pensione con il coefficiente corretto, ma ha accolto la domanda riconvenzionale dell'ente. La decisione finale stabilisce che dall'importo degli arretrati pensionistici dovuti al professionista devono essere detratti i maggiori contributi non versati, in virtù del principio di corrispettività tra contributi e prestazioni.
Continua »
Recupero indebito TFS: i termini per l’ente
Un ex dipendente pubblico ha ricevuto un Trattamento di Fine Servizio (TFS) superiore al dovuto a causa di un errore dell'amministrazione di appartenenza. L'ente previdenziale, anni dopo, ha chiesto la restituzione della somma eccedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per il recupero indebito TFS, in questo caso, non è di un anno dal pagamento, ma di sessanta giorni dalla comunicazione dell'errore da parte dell'altra amministrazione. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso, specificando che la restituzione deve riguardare solo l'importo netto percepito dal dipendente.
Continua »
Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
Un ente previdenziale ha contestato una sentenza che imponeva il ricalcolo di una pensione, sostenendo che il diritto fosse estinto per decadenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza sul ricalcolo pensione incide unicamente sugli arretrati maturati oltre il triennio precedente alla domanda giudiziale, ma non estingue il diritto a ottenere una prestazione correttamente calcolata per il futuro. Questa decisione protegge il nucleo essenziale del diritto alla pensione, considerato irrinunciabile e imprescrittibile.
Continua »
Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione decide
Un gruppo di pensionati ha richiesto il ricalcolo della propria pensione. L'ente previdenziale ha eccepito la decadenza basata su una nuova normativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova norma sulla decadenza per il ricalcolo pensione si applica anche ai diritti sorti prima della sua entrata in vigore, cassando la precedente decisione di merito e rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza per il ricalcolo pensione, prevista dalla legge, non elimina il diritto fondamentale a una prestazione pensionistica corretta. L'Ente Previdenziale aveva sostenuto che la richiesta tardiva del pensionato dovesse precludere totalmente il ricalcolo. La Corte ha invece confermato che la decadenza incide solo sugli arretrati maturati oltre il triennio precedente alla domanda giudiziale, salvaguardando il diritto per il futuro e per gli arretrati più recenti, in quanto diritto fondamentale e irrinunciabile.
Continua »
Decadenza ricalcolo pensione: cosa dice la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15446/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza ricalcolo pensione. Ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando che il termine di decadenza triennale previsto dalla legge si applica esclusivamente agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale, ma non estingue il diritto del pensionato a ottenere la corretta quantificazione della sua pensione per il futuro. Questa decisione ribadisce la natura fondamentale e irrinunciabile del diritto alla pensione.
Continua »
Riliquidazione pensione: la Cassazione dice no
Un professionista ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, contestando i criteri di calcolo della quota retributiva e l'applicazione di un coefficiente di neutralizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le riforme adottate dalla Cassa di previdenza privatizzata sono legittime. La Corte ha sottolineato che la necessità di garantire l'equilibrio finanziario a lungo termine dell'ente prevale sull'applicazione assoluta del principio pro-rata, e che i regolamenti interni della Cassa hanno natura negoziale, limitando il sindacato della Corte alla sola violazione delle norme di interpretazione contrattuale.
Continua »
Riliquidazione pensione: conta la qualifica finale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della riliquidazione pensione complementare, si deve considerare la qualifica lavorativa detenuta al momento della cessazione del servizio. Il diritto a ottenere il calcolo corretto della pensione è imprescrittibile e non è soggetto alla prescrizione decennale. La controversia nasceva dalla richiesta di alcuni ex dipendenti di applicare l'aliquota dell'85% (per i Quadri) anziché dell'82% (per i Funzionari), come correttamente riconosciuto dalla Corte, respingendo il ricorso del Fondo Pensione.
Continua »
Contribuzione previdenziale: un diritto irrinunciabile
Un lavoratore ha richiesto il corretto calcolo della contribuzione previdenziale per il suo prepensionamento. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda basandosi su un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il diritto a una corretta contribuzione previdenziale è indisponibile e non può essere oggetto di rinuncia tramite transazione, data la sua natura pubblica e obbligatoria. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »