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Riliquidazione

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249 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Riliquidazione pensione: i termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza introdotto nel 2011 si applica anche alle domande di riliquidazione pensione per trattamenti già in essere. La controversia riguardava alcuni pensionati del settore elettrico che chiedevano il ricalcolo del trattamento includendo tutte le voci retributive. Mentre i giudici di merito avevano escluso la decadenza per le pensioni liquidate prima della riforma, la Suprema Corte ha chiarito che il termine triennale opera per tutte le azioni giudiziarie, decorrendo dall'entrata in vigore della norma per le situazioni pendenti. La decadenza non colpisce il diritto alla pensione in sé, ma limita il recupero delle differenze economiche ai soli ratei maturati nel triennio precedente alla domanda.
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Giurisprudenza Pubblico Impiego: competenza TFS
Una lavoratrice ha agito contro una Pubblica Amministrazione per ottenere la corretta quantificazione dell'indennità premio di fine servizio relativa a periodi di lavoro non di ruolo. Sebbene tali periodi fossero antecedenti al 1998, il rapporto di lavoro è proseguito fino al 2002. La Corte di Cassazione, applicando i principi della Giurisprudenza Pubblico Impiego, ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. Quando il rapporto di lavoro è unitario e prosegue oltre la data spartiacque del 30 giugno 1998, non è ammesso il frazionamento della tutela giurisdizionale.
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Ricalcolo pensione: onere prova e decadenza mobile
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un pensionato al ricalcolo pensione includendo gli emolumenti extramensili, come tredicesima e ferie non godute, maturati durante il periodo di mobilità. L'ordinanza chiarisce che l'onere della prova circa l'esatto adempimento spetta all'ente previdenziale e non al cittadino. Inoltre, viene ribadito il principio della decadenza mobile: il termine triennale per agire in giudizio non annulla l'intero diritto alla riliquidazione, ma limita il recupero delle somme solo ai ratei maturati nei tre anni precedenti alla domanda giudiziale.
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Previdenza integrativa: guida alla tassazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente che chiedeva il rimborso delle imposte pagate su prestazioni di previdenza integrativa ricevute nel 2006. Il fulcro della controversia riguardava l'applicabilità del vecchio regime fiscale rispetto alle novità introdotte nel 2005. I giudici hanno chiarito che per le somme erogate prima del 2007 o relative a montanti accumulati da soggetti non più iscritti alla data di entrata in vigore della nuova legge, resta valida la tassazione basata sull'articolo 20 del TUIR. La decisione conferma che il potere di riliquidazione dell'Agenzia delle Entrate non è inibito se il contribuente non rientra nei requisiti soggettivi per il nuovo regime agevolato.
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Neutralizzazione contributiva: limiti al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla richiesta di ricalcolo di una pensione di anzianità. La controversia verte sulla neutralizzazione contributiva di periodi di lavoro domestico meno favorevoli. I giudici hanno chiarito che il termine di decadenza triennale si applica anche alle domande di riliquidazione di trattamenti già in essere. Inoltre, è stato ribadito che il principio di neutralizzazione non può essere esteso oltre l'ultimo quinquennio antecedente il pensionamento, specialmente sotto il regime normativo che mira a riflettere l'intera vita lavorativa del beneficiario.
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Pensione complementare: calcolo sulla qualifica finale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni ex dipendenti bancari alla riliquidazione della pensione complementare con l'aliquota dell'85%. Il Fondo di previdenza sosteneva l'applicazione dell'aliquota dell'82%, tipica della precedente qualifica di funzionari. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che, ai fini del calcolo, rileva esclusivamente la qualifica rivestita al momento della cessazione dal servizio. Poiché i lavoratori erano inquadrati come quadri direttivi al momento del pensionamento, l'interpretazione letterale dello statuto impone l'applicazione dell'aliquota superiore, rendendo irrilevanti i precedenti inquadramenti o il trattamento economico pregresso.
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Pensione complementare: calcolo sulla qualifica finale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni ex dipendenti bancari alla riliquidazione della pensione complementare applicando l'aliquota dell'85% anziché dell'82%. Il Fondo di previdenza sosteneva che, essendo i lavoratori ex funzionari, dovesse applicarsi l'aliquota inferiore prevista per tale categoria. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che, ai fini del calcolo, rileva esclusivamente la qualifica di Quadro Direttivo rivestita al momento del pensionamento, conformemente al tenore letterale dello Statuto del Fondo.
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Pensione complementare: ricalcolo e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni ex dipendenti bancari alla riliquidazione della pensione complementare. Il contenzioso riguardava l'aliquota applicabile: l'85% previsto per i Quadri o l'82% per i Funzionari. La Corte ha stabilito che deve prevalere la qualifica rivestita al momento della cessazione dal servizio. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione decennale sollevata dal Fondo, ribadendo che il diritto all'esatta misura della pensione è imprescrittibile, mentre si prescrivono solo i singoli ratei arretrati.
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Rivalutazione Istat: calcolo pensione e contributi
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della corretta Rivalutazione Istat dei redditi professionali per il calcolo della pensione di vecchiaia. Un professionista contestava il calcolo della Cassa di previdenza, che applicava la rivalutazione dal 1981 anziché dal 1980. La Suprema Corte ha confermato che la rivalutazione deve decorrere dal 1980, anno di entrata in vigore della legge di settore. Tuttavia, ha stabilito un principio fondamentale: l'importo della pensione deve essere parametrato alla contribuzione effettivamente versata. Se il professionista ha versato meno contributi a causa di un errore nel calcolo della rivalutazione, la pensione sarà ridotta proporzionalmente, a meno che non venga fornita una prova liberatoria sull'errore non imputabile.
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Rivalutazione ISTAT: calcolo pensione forense
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Rivalutazione ISTAT dei redditi per il calcolo della pensione forense decorre dal 1980. Tuttavia, l'importo della prestazione è strettamente legato alla contribuzione effettivamente versata. Se i contributi risultano inferiori a causa di un errore, anche se indotto dall'ente previdenziale, il professionista riceverà una pensione ridotta a meno che non dimostri la scusabilità dell'errore secondo i canoni della diligenza professionale.
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Rivalutazione ISTAT: calcolo pensione professionisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Rivalutazione ISTAT dei redditi per il calcolo della pensione dei professionisti deve decorrere dal 1980. Tuttavia, l'importo del trattamento pensionistico è strettamente legato alla contribuzione effettivamente versata. Se un professionista versa contributi inferiori a causa di un errore dell'ente previdenziale, la pensione sarà ridotta proporzionalmente, a meno che non venga fornita la prova liberatoria di un errore scusabile e non evitabile con la diligenza professionale.
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Rivalutazione ISTAT e calcolo pensione forense
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Rivalutazione ISTAT dei redditi per il calcolo della pensione forense deve decorrere dal 1980. Tuttavia, l'importo della prestazione pensionistica è strettamente vincolato alla contribuzione effettivamente versata. In assenza del principio di automaticità delle prestazioni, il professionista non può ottenere una pensione calcolata su redditi rivalutati se non ha corrisposto i relativi maggiori contributi, indipendentemente dall'eventuale prescrizione del credito della Cassa.
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Principio del pro rata e ricalcolo pensione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un professionista alla riliquidazione della pensione di vecchiaia, ribadendo l'inderogabilità del principio del pro rata. La Cassa di previdenza aveva tentato di applicare criteri di calcolo peggiorativi introdotti nel 2004 a trattamenti maturati precedentemente. La Suprema Corte ha chiarito che il principio del pro rata impedisce modifiche in peius non solo sul sistema di calcolo (retributivo vs contributivo), ma anche sui parametri reddituali utilizzati. È stata inoltre respinta l'eccezione di prescrizione quinquennale, confermando il termine decennale per il diritto al ricalcolo, e stabilita la decorrenza degli interessi dai singoli ratei.
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Riliquidazione pensione: le regole Cassa Forense
La Corte di Cassazione ha stabilito principi fondamentali in materia di riliquidazione pensione per gli iscritti alla Cassa Forense. La controversia riguardava il calcolo della pensione di vecchiaia basato sulla rivalutazione dei redditi secondo gli indici ISTAT a partire dal 1980. La Corte ha chiarito che, sebbene la rivalutazione debba decorrere dall'entrata in vigore della legge del 1980, l'importo della prestazione pensionistica deve essere strettamente parametrato alla contribuzione effettivamente versata dal professionista. In caso di versamenti parziali derivanti da errori interpretativi della Cassa, il professionista non ha diritto automatico alla pensione maggiorata, a meno che non fornisca la prova liberatoria della scusabilità dell'errore commesso.
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Rivalutazione pensione: calcolo e contributi versati
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della rivalutazione pensione per i professionisti iscritti alla Cassa Forense. Un avvocato aveva richiesto il ricalcolo del trattamento pensionistico basandosi sulla rivalutazione dei redditi a partire dal 1980. Sebbene la Corte abbia confermato che la rivalutazione dei redditi debba decorrere dall'anno di entrata in vigore della legge (1980), ha stabilito un principio fondamentale: la pensione deve essere parametrata ai contributi effettivamente versati. Qualora il professionista abbia versato meno del dovuto, anche a causa di un errore dell'ente previdenziale, non può ottenere una pensione maggiorata a meno che non dimostri che l'errore non era evitabile con la diligenza professionale.
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Tassazione previdenza complementare: nuove regole
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per la tassazione previdenza complementare dei cosiddetti vecchi iscritti a fondi pensione. Il caso riguarda la riliquidazione dell'IRPEF su prestazioni erogate in forma di capitale. La Corte ha stabilito che, per chi era iscritto prima del 1993, si applica il regime tributario vigente al 2006 per i montanti maturati fino a quella data, confermando la legittimità dell'azione dell'Agenzia delle Entrate basata su specifici regimi transitori.
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Rivalutazione redditi previdenza forense: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rivalutazione redditi previdenza forense per il calcolo della pensione deve decorrere dal 1980. Tuttavia, il ricalcolo della rendita è strettamente limitato ai contributi effettivamente versati, escludendo l'automatismo delle prestazioni per i professionisti. Il provvedimento chiarisce inoltre l'applicazione della prescrizione decennale sul diritto alla riliquidazione.
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Decadenza riliquidazione pensioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affermato l'applicabilità della decadenza triennale alle domande di riliquidazione delle pensioni. Con l'ordinanza n. 33829/2023, ha chiarito che, anche per i trattamenti sorti prima della legge del 2011, il termine di tre anni per agire decorre dal 6 luglio 2011. La decadenza non estingue il diritto, ma limita il recupero degli arretrati a quelli maturati nei tre anni precedenti la domanda giudiziale.
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Decadenza pensione: la Cassazione chiarisce i termini
La Cassazione ha stabilito l'applicabilità della decadenza triennale per la richiesta di riliquidazione della pensione. Il caso riguardava un pensionato che chiedeva il ricalcolo del suo assegno. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza pensione, introdotto nel 2011, si applica anche ai diritti preesistenti, con il conteggio che parte dalla data di entrata in vigore della nuova legge. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva escluso tale termine, è stata annullata con rinvio.
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Decadenza triennale pensione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33809/2023, ha stabilito che la decadenza triennale pensione si applica alle richieste di riliquidazione presentate dopo l'entrata in vigore della normativa del 2011. La Corte ha annullato la decisione di merito che negava l'applicazione del termine, chiarendo che questo decorre dal 6 luglio 2011 per i trattamenti pensionistici anteriori. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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