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Riliquidazione

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249 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Massimale pensionabile: l’INPS blocca il ricalcolo dei lavoratori
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto la riliquidazione della propria pensione senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo il tetto per la quota di pensione maturata dopo il 1992. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile previsto dalla legge speciale del 1971 si applica anche alla quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. Non esiste infatti un principio di necessaria corrispondenza totale tra contributi versati e pensione erogata. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Massimale pensionabile: INPS vince sul ricalcolo del lavoratore
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della propria pensione ex ENPALS senza l'applicazione del limite massimo alla retribuzione giornaliera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, escludendo il tetto per la quota di pensione maturata dopo il 1992. L'INPS ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il massimale pensionabile si applica anche alla cosiddetta Quota B della pensione per i lavoratori dello spettacolo iscritti prima del 1995. La Suprema Corte ha chiarito che questo limite non è stato abrogato e serve a garantire l'equilibrio del sistema previdenziale, respingendo i dubbi di costituzionalità. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Riliquidazione della pensione: la decadenza non cancella il diritto
Un pensionato ha chiesto la riliquidazione della pensione di anzianità per ottenere un ricalcolo favorevole. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo che fosse decorso il termine di decadenza di tre anni per l'intera pretesa. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza triennale non cancella l'intero diritto al ricalcolo, ma colpisce esclusivamente i singoli ratei arretrati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Riliquidazione della pensione: il diritto non scade del tutto
Un pensionato ha chiesto la ricostituzione del proprio trattamento pensionistico per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilita non vantaggiose. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda dichiarando la decadenza totale del diritto per il decorso del termine triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza prevista dalla legge non estingue il diritto alla riliquidazione della pensione in modo definitivo. Essa si applica solo come decadenza mobile, limitando la perdita esclusivamente ai ratei mensili maturati prima del triennio precedente alla domanda giudiziale. Il pensionato conserva quindi il diritto al ricalcolo per il futuro e per i tre anni antecedenti alla causa.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: salvi gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'INPS la ricostituzione della propria pensione di anzianità per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo prescritto l'intero diritto per decorso del termine triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza prevista dalla legge non estingue il diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico in sé. Al contrario, essa opera come decadenza mobile, limitando la perdita economica esclusivamente ai ratei maturati oltre i tre anni precedenti la domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato conserva il diritto al ricalcolo della pensione per il futuro e al recupero delle differenze relative all'ultimo triennio.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: arretrati salvi
Un pensionato ha chiesto all'INPS la riliquidazione del trattamento pensionistico per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'appello ha respinto la domanda, ritenendo che il pensionato fosse decaduto dal diritto per aver superato il termine di tre anni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato. I giudici hanno stabilito che il decorso del termine di tre anni non cancella del tutto il diritto a ricalcolare la pensione. La decadenza colpisce unicamente le singole rate mensili scadute prima del triennio precedente alla causa. Il pensionato conserva quindi il diritto a ottenere l'adeguamento della pensione per il futuro e a recuperare gli arretrati degli ultimi tre anni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la decadenza non cancella il diritto
Un pensionato ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per neutralizzare la contribuzione finale meno favorevole. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ritenendo interamente prescritto il diritto per il decorso del termine triennale di decadenza. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza non estingue il diritto alla rideterminazione dell'assegno. L'effetto della decadenza si limita esclusivamente ai ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato conserva il diritto a ottenere l'adeguamento della prestazione per il futuro e il recupero delle somme arretrate relative all'ultimo triennio. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la Cassazione salva gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per escludere la contribuzione finale meno favorevole. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo che il diritto fosse interamente prescritto per il decorso del termine triennale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza non estingue il diritto alla riliquidazione ma colpisce solo i ratei maturati prima del triennio antecedente alla domanda giudiziale.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione la applica anche ai vecchi diritti
Un pensionato, titolare di un trattamento maturato prima del 2011, aveva chiesto il ricalcolo del suo assegno. L'Ente Previdenziale si era opposto, invocando il termine di tre anni introdotto da una legge del 2011. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza ricalcolo pensione si applica anche ai trattamenti pensionistici sorti prima dell'entrata in vigore della norma. Il termine di tre anni, però, non cancella il diritto in sé, ma limita la possibilità di recuperare gli arretrati ai soli tre anni precedenti la domanda giudiziale. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente che favoriva il pensionato.
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Decadenza ricalcolo pensione: diritto salvo, ma arretrati a rischio
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della sua pensione a causa di un errore. L'Ente Previdenziale si è opposto, sostenendo che il diritto fosse perso per il decorso del termine triennale. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza del ricalcolo pensione: il diritto a una pensione calcolata correttamente è imprescrittibile e non si perde mai. La decadenza triennale si applica solo agli arretrati maturati più di tre anni prima della domanda giudiziale, ma non pregiudica il diritto a ricevere la pensione giusta per il futuro e per l'ultimo triennio. Di conseguenza, il pensionato ha vinto la causa, ottenendo il ricalcolo e il recupero parziale degli arretrati.
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Pensione spettacolo: il vecchio massimale vince sulla riforma
Un lavoratore dello spettacolo ha chiesto il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il vecchio tetto retributivo non dovesse più applicarsi ai contributi versati dopo il 1993 (la cosiddetta 'Quota B'). I giudici di merito gli avevano dato ragione. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo, previsto da una legge del 1971, è ancora pienamente valido e non è stato cancellato dalle riforme successive. La sua applicazione è giustificata dalla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale e dalla specialità del regime pensionistico di questa categoria.
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Massimale Pensione Spettacolo: Tetto Valido, l’INPS Vince
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità del massimale pensione lavoratori spettacolo anche per la cosiddetta 'quota B'. Alcuni pensionati del settore avevano chiesto il ricalcolo della pensione senza applicare il vecchio tetto retributivo, ritenendolo superato dalle nuove leggi. La Corte ha dato ragione all'Ente Previdenziale, affermando che il limite è ancora in vigore. La decisione si fonda sulla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale e sulla coerenza normativa. L'assenza di un'abrogazione esplicita del massimale ne conferma la piena applicabilità, bilanciando gli interessi dei lavoratori con la sostenibilità della spesa pubblica.
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Decadenza Ricalcolo Pensione: Diritto Salvo, Arretrati Persi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della sua pensione dopo molti anni dalla sua liquidazione. L'Ente Previdenziale sosteneva che il diritto fosse perso per il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza ricalcolo pensione: la richiesta tardiva non cancella il diritto a una pensione corretta per il futuro. La decadenza si applica solo ai ratei arretrati maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. Il diritto alla pensione, costituzionalmente protetto, non può essere azzerato, ma solo limitato nel recupero delle somme passate. Vince quindi il Pensionato, che ottiene il ricalcolo della pensione da quel momento in poi e per gli ultimi tre anni, perdendo solo gli arretrati più vecchi.
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Decorrenza Pensione: Lavoro Nero Sanato Non Retroagisce
Un lavoratore ha regolarizzato periodi di lavoro 'in nero' per raggiungere i contributi necessari alla pensione. Chiedeva che la pensione partisse dalla sua domanda originaria, ma l'Istituto Previdenziale si è opposto. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro: la decorrenza della pensione di anzianità non può essere retroattiva. Il diritto alla pensione, e quindi il suo pagamento, scatta solo dal momento in cui il lavoratore matura effettivamente tutti i requisiti richiesti dalla legge, inclusi quelli contributivi ottenuti con la sanatoria. La richiesta del lavoratore è stata quindi respinta.
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Decadenza ricalcolo pensione: diritto salvo ma arretrati persi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo di una pensione con decorrenza dal 1997. L'Istituto Previdenziale si è opposto, invocando la perdita del diritto per il decorso di un termine. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza ricalcolo pensione. Ha chiarito che il termine di decadenza triennale, introdotto nel 2011, si applica anche alle pensioni nate prima di tale data. Tuttavia, questa decadenza non estingue completamente il diritto al ricalcolo. Il suo effetto si limita a impedire il recupero degli arretrati maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. Il diritto a una pensione ricalcolata correttamente per il futuro e per l'ultimo triennio è salvo.
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Imposta annullata? Nuovo termine di decadenza per la riliquidazione
La Cassazione chiarisce il termine di decadenza per la riliquidazione dell'imposta di successione dopo l'annullamento parziale di un avviso da parte di un giudice. Se la sentenza obbliga l'Agenzia delle Entrate a una nuova attività di accertamento per ricalcolare l'imposta, scatta un nuovo termine di decadenza di tre anni dalla data in cui la decisione giudiziaria diventa definitiva. Se invece la sentenza determina già l'importo esatto o rigetta il ricorso, l'Agenzia deve solo riscuotere il credito entro il termine di prescrizione di dieci anni. Nel caso specifico, il nuovo avviso è stato emesso entro il triennio, risultando legittimo. L'Agenzia delle Entrate vince la causa.
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Tassazione pensione integrativa: niente rimborso per i vecchi fondi
Un pensionato ha richiesto il rimborso delle imposte sulla sua pensione complementare, sostenendo di aver diritto a un regime fiscale più favorevole introdotto nel 2007. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio chiave sulla tassazione pensione integrativa: il regime fiscale applicabile dipende da quando il capitale è stato accumulato, non da quando viene pagata la pensione. Poiché il montante del pensionato era maturato prima della riforma, si applicano le vecchie e meno vantaggiose regole fiscali. Di conseguenza, la richiesta di rimborso del contribuente è stata definitivamente respinta.
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Tassazione Pensione Integrativa: Fisco usa Legge Abrogata?
Un contribuente ha contestato la tassazione della pensione integrativa ricevuta nel 2006. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato una norma (Art. 20 T.U.I.R.) che, sebbene in vigore al momento dell'erogazione, era stata abrogata con effetto dal 1° gennaio 2007. Il pensionato ha chiesto un rimborso, sostenendo l'applicazione errata della legge. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha ancora emesso una decisione finale. Ha invece disposto di acquisire l'intero fascicolo del processo per poter esaminare a fondo la questione. La risoluzione del caso sulla corretta tassazione della pensione integrativa è quindi sospesa in attesa della pronuncia definitiva.
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Massimale pensionabile spettacolo: tetto confermato, vince l’INPS
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto il ricalcolo della pensione senza il limite sulla retribuzione giornaliera per i contributi versati dopo il 1993 (Quota B). L'Ente Previdenziale ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo che il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e si applica anche alla Quota B. Secondo la Corte, le riforme successive non hanno cancellato questa regola, né implicitamente né esplicitamente. La decisione si fonda sulla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale specifico del settore, che ha regole diverse e più favorevoli rispetto a quello generale.
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Massimale Pensione Spettacolo: la Cassazione conferma il tetto
Un lavoratore dello spettacolo chiedeva il ricalcolo della sua pensione. Sosteneva che il vecchio tetto alla retribuzione giornaliera non dovesse applicarsi alla 'Quota B' (contributi post 1993). I giudici di merito gli avevano dato ragione. L'Ente Previdenziale ha però fatto ricorso in Cassazione, che ha ribaltato la decisione. La Corte Suprema ha stabilito che il massimale pensione lavoratori spettacolo resta pienamente in vigore anche per la Quota B. La vecchia norma non è stata annullata dalle riforme successive, poiché garantisce l'equilibrio finanziario del sistema. Vince l'Ente Previdenziale, la pensione non verrà aumentata.
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