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Ricorso Incidentale

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2532 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rendita catastale pale eoliche: torri escluse dalla tassazione
L'Azienda energetica proponeva una variazione catastale escludendo dal calcolo la torre di sostegno dell'aerogeneratore. L'Ufficio Finanziario rettificava la dichiarazione, includendo la torre nel calcolo per aumentare il valore fiscale. L'Azienda impugnava l'atto e i giudici di merito le davano ragione, ritenendo la torre un elemento funzionale alla produzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ufficio Finanziario, confermando che la torre di sostegno, insieme a rotore e navicella, costituisce un unicum impiantistico escluso dalla stima diretta. Di conseguenza, la rendita catastale pale eoliche non deve comprendere il valore della torre di supporto, in quanto macchinario essenziale per il processo produttivo di energia.
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Rendita catastale: fisco ko sulle torri delle pale eoliche
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la rendita catastale proposta da una società energetica per un parco eolico, pretendendo di includere nel calcolo del valore anche la torre di sostegno dell'aerogeneratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che la torre è un elemento essenziale e integrato nel processo produttivo di energia elettrica. Di conseguenza, essa rientra tra i macchinari funzionali all'attività industriale (i cosiddetti imbullonati) ed è esclusa dalla stima per determinare la rendita catastale. Vince la società proprietaria dell'impianto, che non dovrà pagare le imposte su tale componente.
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Nave ferma e licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Un Comandante di imbarcazione viene licenziato per motivi organizzativi a seguito del sequestro della nave su cui era imbarcato. Il Datore di Lavoro giustifica il recesso sostenendo la soppressione del posto. Il Lavoratore impugna la decisione chiedendo il reintegro. La Corte d'Appello ritiene legittimo il provvedimento, ma la Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici di legittimità stabiliscono che, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro deve dimostrare non solo la soppressione della singola nave, ma l'effettiva impossibilità di impiegare il lavoratore in altre attività di comando ancora attive in azienda. La sentenza viene cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Principio del pro rata: no a tetti retroattivi e calcoli complessi
La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso dell'Ente Previdenziale sia quello del Pensionato. L'Ente Previdenziale contestava l'illegittimità del massimale pensionistico applicato alla pensione di anzianità del Pensionato. La Corte ha stabilito che l'introduzione di un tetto massimo viola il principio del pro rata se colpisce le anzianità già maturate. D'altro canto, la Corte ha respinto la richiesta del Pensionato di frazionare la pensione in molteplici quote per ogni singola variazione normativa passata, confermando che il calcolo deve seguire le regole vigenti al momento del pensionamento. Entrambe le parti escono sconfitte dal giudizio e le spese legali sono compensate.
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Residenza fiscale all’estero: la burocrazia batte la realtà
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento contro un contribuente per attività finanziarie non dichiarate all'estero tra il 2007 e il 2010. Il contribuente sosteneva di avere la propria residenza fiscale all'estero, precisamente in Brasile, fin dal 2007. Tuttavia, la sua cancellazione dall'anagrafe italiana e l'iscrizione all'AIRE erano avvenute solo nel 2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'iscrizione all'anagrafe della popolazione residente in Italia costituisce un criterio formale assoluto. Fino a quando non avviene la formale cancellazione dall'anagrafe italiana, il cittadino è considerato fiscalmente residente in Italia, rendendo irrilevante l'effettivo trasferimento all'estero. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale.
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Sanzioni per omesso versamento: la Cassazione punisce il ritardo
Una società agricola impugna una cartella esattoriale emessa per riscuotere imposte e sanzioni dopo la revoca di agevolazioni fiscali. La contribuente lamenta l'omessa allegazione della sentenza presupposta e l'illegittimità delle sanzioni per omesso versamento. La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i motivi sui vizi degli atti precedenti, confermando che la cartella può essere impugnata solo per vizi propri. Rileva poi una contraddizione nella sentenza d'appello tra motivazione e decisione sulle sanzioni. Decidendo nel merito, la Suprema Corte stabilisce che le sanzioni per omesso versamento previste dall'art. 13 del D.Lgs. 471/1997 hanno portata generale e si applicano a ogni ipotesi di mancato pagamento tempestivo, anche parziale. Il ricorso della contribuente viene rigettato.
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SGR e organismo di diritto pubblico: quando il mercato vince
Un'impresa di costruzioni viene esclusa da una gara d'appalto indetta da una Società di Gestione del Risparmio (SGR) controllata da un ente pubblico. L'impresa chiede l'accesso ai documenti, ma la SGR rifiuta sostenendo di essere un soggetto privato. Il Consiglio di Stato ritiene invece che la SGR sia un organismo di diritto pubblico obbligato a rispettare le regole di trasparenza. Le Sezioni Unite della Cassazione ribaltano la decisione: la SGR, pur essendo a controllo pubblico, opera sul mercato concorrenziale con scopi di lucro e sopporta il rischio d'impresa. Di conseguenza, non è qualificabile come organismo di diritto pubblico, non deve applicare le procedure di evidenza pubblica e le relative controversie spettano al Giudice ordinario.
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Risarcimento del danno: rivalutazione e interessi sono cumulabili
Una società acquirente contesta la qualità di una fornitura di materiali e richiede il risarcimento del danno alla società venditrice, la quale chiama in causa la società produttrice. La Corte d'appello riconosce il risarcimento del danno e la rivalutazione monetaria, ma omette di decidere sugli interessi compensativi richiesti dall'acquirente. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'acquirente, stabilendo che nel debito di valore, come quello da risarcimento, spettano sia la rivalutazione monetaria sia gli interessi compensativi. Questi ultimi servono a compensare il ritardo nel pagamento e non si sovrappongono alla rivalutazione, avendo funzioni diverse. La sentenza viene cassata con rinvio per la liquidazione degli interessi.
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Definizione agevolata: estinta la lite fiscale in Cassazione
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Durante la causa in Cassazione, la società si è avvalsa della definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata e presentando la documentazione necessaria. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego e nessuna delle parti ha chiesto la prosecuzione della causa entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di ciascuna parte.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva INPS
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010 alla Gestione Separata. La Corte d'Appello ha ritenuto il diritto prescritto. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento. Di conseguenza, se un decreto proroga la scadenza del versamento delle imposte e dei contributi (nel caso specifico, al 6 luglio 2011), anche il termine di inizio della prescrizione viene spostato in avanti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Accertamento tramite indagini bancarie: conti dei soci nel mirino
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento nei confronti di una società di ristorazione a ristretta base familiare e dei suoi soci, basandosi su movimentazioni bancarie registrate sia sui conti societari sia su quelli personali dei soci. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di questo accertamento tramite indagini bancarie, ribadendo che lo stretto legame familiare consente di presumere la riferibilità alla società dei flussi finanziari dei singoli soci. Inoltre, la Corte ha accolto il ricorso dell'ufficio fiscale, stabilendo che in caso di indagini bancarie non è consentito un abbattimento forfettario automatico dei ricavi per presunti costi correlati. Il contribuente deve fornire la prova specifica dei costi sostenuti. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio, segnando la vittoria dell'Amministrazione Finanziaria.
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Rinvio a nuovo ruolo: la Cassazione corregge l’errore dei ricorsi
L'Erede del Contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate - Riscossione. Durante l'esame della causa, la Corte ha rilevato che la proposta di decisione conteneva un grave errore materiale: le motivazioni del ricorso principale e di quello incidentale erano state invertite, lasciando il ricorso del cittadino privo di una reale valutazione. Per garantire il rispetto delle regole processuali, la Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa. Questo provvedimento permetterà la redazione di una nuova proposta corretta, rimandando la decisione finale sul merito della controversia delle tasse ereditate.
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Rendita vitalizia: il rifiuto della proposta cancella la pensione
Il Professionista chiedeva la retrodatazione dell'iscrizione alla Cassa Previdenziale per riscattare alcuni anni di contributi. La Cassa proponeva la costituzione di una rendita vitalizia dietro pagamento di una riserva matematica, fissando un termine perentorio per l'accettazione. Il Professionista rifiutava inizialmente la proposta, salvo poi pretenderne l'adempimento sei anni dopo la scadenza del termine. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Professionista, confermando che la proposta contrattuale era ormai scaduta e che l'interessato deve restituire le somme pensionistiche indebitamente percepite.
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Contributo unificato: impresa perde il rimborso contro il Comune
Una società di trasporti ha chiesto al Comune il rimborso del contributo unificato pagato per un ricorso incidentale davanti al TAR, sostenendo che l'ente pubblico fosse la parte soccombente. Dopo il rigetto nei gradi di merito, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società. La Suprema Corte ha stabilito che l'impresa non ha depositato né localizzato con precisione la sentenza del TAR su cui fondava la sua pretesa, violando il principio di autosufficienza del ricorso. Di conseguenza, la società perde la causa e viene condannata a pagare le spese processuali e il doppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali senza raddoppio dei costi
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a una Società di Trasporti l'esclusione di sanzioni IRAP. Durante il giudizio, la Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del d.l. n. 119/2018, pagando la prima rata e chiedendo la sospensione del processo. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e viene esclusa l'applicazione del raddoppio del contributo unificato a carico della Società.
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Agevolazioni prima casa: il fisco si sveglia tardi e perde
L'Agenzia delle Entrate ha revocato le agevolazioni prima casa a una contribuente che, a distanza di sei anni dall'acquisto, ha cambiato la destinazione d'uso dell'immobile. L'ufficio ha notificato l'avviso di liquidazione oltre il termine di tre anni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che il potere di accertamento decade dopo tre anni dal momento in cui l'amministrazione avrebbe potuto agire. Inoltre, la Corte ha accolto il ricorso incidentale della contribuente sulle spese legali, ingiustamente compensate nei gradi precedenti senza motivazione valida. Vince la contribuente: l'atto fiscale è nullo per decadenza dei termini.
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Accertamento tramite redditometro: barca e sanzioni confermate
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato il reddito di un contribuente applicando l'accertamento tramite redditometro, rilevando spese sproporzionate (un grande appartamento, un'imbarcazione, polizze assicurative e mutui) rispetto ai redditi dichiarati. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato le tasse ma ha annullato le sanzioni, ritenendo le norme confuse. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la disciplina del redditometro è chiara e costituzionalmente legittima. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del fisco, confermando sia le imposte dovute sia le sanzioni pecuniarie a carico del contribuente, che è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali.
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Indennità sostitutiva del preavviso: sì all’indennizzo, no danni
Un collaboratore ha chiesto a una società il pagamento di differenze retributive, il risarcimento per recesso illegittimo e l'indennità sostitutiva del preavviso. La Corte d'Appello ha riconosciuto l'indennità sostitutiva del preavviso pari a dieci mensilità, interpretando il contratto che prevedeva una durata minima di cinque anni. Ha invece rigettato le altre richieste perché già decise in un precedente processo. Entrambe le parti hanno fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato sia il ricorso del collaboratore sia quello della società. I giudici hanno confermato che l'interpretazione dei contratti spetta al giudice di merito e che il danno all'immagine non è automatico, ma va dimostrato concretamente. Di conseguenza, la decisione d'appello è rimasta confermata e le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Spese di sponsorizzazione: l’azienda di rifiuti vince contro il Fisco
Un'azienda attiva nello smaltimento dei rifiuti impugna un avviso di accertamento che nega la deducibilità di vari costi, tra cui le spese di sponsorizzazione di squadre di calcio e i rimborsi all'amministratore. L'Agenzia delle Entrate sostiene che non vi sia inerenza tra l'attività ecologica e il calcio. La Corte di Cassazione rigetta sia il ricorso principale dell'azienda sia quello incidentale del Fisco. La Corte stabilisce che le spese di sponsorizzazione costituiscono spese di rappresentanza deducibili, poiché mirano ad accrescere il prestigio e l'immagine del marchio sul mercato, senza che sia necessario un collegamento diretto con un immediato incremento dei ricavi. Al contrario, i rimborsi all'amministratore restano indeducibili per mancanza di prova dell'inerenza.
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Imposta unica sulle scommesse: nullo l’accertamento al gestore
L'Agenzia delle Dogane ha notificato un avviso di accertamento a un intermediario italiano, gestore di una ricevitoria, per il mancato versamento dell'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008, in solido con un bookmaker estero privo di concessione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del gestore. Pur confermando che gli intermediari sono in genere soggetti passivi dell'imposta, la Corte ha applicato la pronuncia della Corte Costituzionale n. 27/2018. Questa sentenza ha dichiarato illegittima l'applicazione del tributo alle ricevitorie per le annualità anteriori al 2011. Prima di tale data, infatti, i gestori non potevano rivalersi sul bookmaker (traslazione dell'imposta), poiché i contratti e le commissioni erano già definiti. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato l'atto impositivo, esentando il gestore dal pagamento.
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