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Ricorrente

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5873 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Patto commissorio: quando il lease back è nullo
Una società di leasing ha visto il suo contratto di sale and lease back dichiarato nullo per violazione del divieto di patto commissorio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che l'operazione mascherasse una garanzia per un debito preesistente, data la difficoltà economica del venditore e le condizioni sproporzionate. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Estinzione processo: rinuncia al ricorso in Cassazione
In un caso di differenze retributive, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte della parte ricorrente, accettata dalla controparte. La Corte ha chiarito che in caso di estinzione del processo non sono dovute né le spese legali né il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Licenziamento condizionato: quando è valido?
Una lavoratrice impugna un secondo licenziamento condizionato, sostenendo che avesse revocato il primo. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la validità del primo licenziamento, regolarmente notificato tramite 'compiuta giacenza'. La sentenza chiarisce che il secondo licenziamento, subordinato a una condizione, era privo di effetti.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei crediti di lavoro, come le differenze retributive, inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto e non durante il suo svolgimento. Questa decisione si basa sulla constatazione che le riforme del lavoro, a partire dal 2012, non garantiscono una stabilità reale del posto, esponendo il lavoratore a un potenziale 'metus' (timore) nel far valere i propri diritti. Di conseguenza, il ricorso di una società di trasporti, che sosteneva l'avvenuta prescrizione del diritto di un dipendente al riconoscimento dell'anzianità maturata in apprendistato, è stato respinto.
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Leasing pre-fallimento: onere della prova del credito
Una società di leasing ha visto respingere la sua domanda di ammissione al passivo nel fallimento di un'azienda cliente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che in un caso di leasing pre-fallimento, spetta al creditore (la società di leasing) fornire la prova necessaria a quantificare il proprio credito, in particolare allegando elementi sul valore del bene recuperato. Senza questa prova, la domanda non può essere accolta.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso accettata dalla controparte. Con l'ordinanza in esame, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, compensato le spese legali e escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica in caso di rinuncia.
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Distrazione delle spese: rimedio per l’omissione
La Corte di Cassazione stabilisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'impugnazione, ma la più celere procedura di correzione, garantendo al difensore un rapido ottenimento del titolo esecutivo. La Corte ha accolto il ricorso di un legale, ordinando di integrare una precedente ordinanza con la disposizione sulla distrazione delle spese a suo favore.
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Cessazione materia del contendere: no al raddoppio
Un dipendente pubblico aveva avviato una causa contro un ente previdenziale per questioni di remunerazione. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, specificando che tale esito esclude l'obbligo del 'raddoppio del contributo unificato', in quanto non si tratta di un rigetto del ricorso ma di una risoluzione concordata della lite.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
In una controversia tra un ente previdenziale e un professionista per la remunerazione di perizie, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere a seguito di un accordo transattivo tra le parti. La decisione sottolinea che tale esito, basato su un accordo, fa venir meno l'efficacia delle sentenze precedenti e, soprattutto, esclude l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Revoca gratuito patrocinio per colpa grave: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca del gratuito patrocinio a un richiedente protezione internazionale, stabilendo che la colpa grave può essere desunta dalla complessiva inverosimiglianza della narrazione. Ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso dell'avvocato in proprio, poiché la legittimazione a opporsi alla revoca spetta solo alla parte interessata e non al suo difensore per questioni che non riguardano la liquidazione dei compensi.
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Dimidiazione compenso gratuito patrocinio: sì al taglio
Un avvocato aveva ottenuto un compenso per l'assistenza a un cliente con gratuito patrocinio in un caso di espulsione. Il tribunale di merito aveva escluso la riduzione del 50% della parcella. Il Ministero della Giustizia ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la **dimidiazione compenso gratuito patrocinio**, prevista dall'art. 130 del D.P.R. 115/2002, è una regola generale che si applica anche nei casi di ammissione automatica ("ex lege") al beneficio, dimezzando di conseguenza l'importo liquidato.
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Esenzione IRAP sindaco: onere della prova sull’uso
Un professionista, che svolge anche il ruolo di sindaco in società di capitali, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata sui compensi relativi a tale incarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IRAP sindaco spetta solo se il contribuente fornisce la prova rigorosa che tale attività è stata svolta in modo del tutto separato e senza avvalersi della propria autonoma organizzazione professionale. L'incapacità di fornire tale prova determina l'assoggettamento a imposta.
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Spese ATP: chi paga? La Cassazione chiarisce la regola
Una società era stata erroneamente condannata a pagare i costi di un Accertamento Tecnico Preventivo da essa non richiesto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che le spese ATP devono essere anticipate dalla parte che avvia il procedimento, a prescindere da una valutazione preliminare sulla colpa. La ripartizione finale dei costi avverrà solo nell'eventuale successivo giudizio di merito.
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Decorrenza pensione: conta la domanda di computo
La Cassazione stabilisce che la decorrenza pensione, in caso di computo di contributi dalla gestione AGO alla Gestione separata, coincide con il primo giorno del mese successivo alla domanda di computo e non alla maturazione del diritto, poiché l'opzione richiede una richiesta esplicita.
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Prescrizione credito tributario: il caso all’esame
Una società richiedeva il rimborso di un credito IRPEG risalente agli anni '80. L'Amministrazione Finanziaria negava il rimborso eccependo la prescrizione del credito tributario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione e rinviato la causa, in attesa che le Sezioni Unite si pronuncino sulla questione se la legge consenta all'ente fiscale di rinunciare a far valere la prescrizione per crediti così datati.
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Copertura finanziaria enti locali: contratto inefficace
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto d'appalto con un ente pubblico, pur se formalmente valido, è inefficace se privo della necessaria attestazione di copertura finanziaria. In un caso riguardante una società di servizi e un Comune, la Suprema Corte ha negato il diritto al pagamento del corrispettivo, confermando che la mancanza del visto di regolarità contabile e dell'attestazione sulla disponibilità dei fondi può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale della corretta gestione della spesa pubblica e della verifica della copertura finanziaria enti locali.
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Compensatio lucri cum damno: la Cassazione decide
Un dirigente medico ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria per il risarcimento del danno derivante dalla mancata 'pesatura' del suo incarico, che gli ha impedito di percepire la retribuzione variabile. La Corte di Cassazione, pur riconoscendo l'inadempimento dell'ente, ha cassato la sentenza d'appello. Il motivo è la mancata applicazione del principio di compensatio lucri cum damno: i giudici di merito avrebbero dovuto verificare se le somme non erogate fossero confluite nel fondo per la retribuzione di risultato, generando un vantaggio per il dipendente da detrarre dal risarcimento.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione attende
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso un giudizio riguardante l'impugnabilità di un estratto di ruolo. La decisione è stata presa in quanto pende dinanzi alla Corte Costituzionale una questione di legittimità sulla norma che limita tale impugnabilità. La Cassazione ha ritenuto necessario attendere la pronuncia della Consulta, che sarà decisiva per la risoluzione del caso in esame.
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Estinzione processo tributario: il caso ICI
Un contribuente impugnava avvisi di accertamento ICI su un'area ritenuta edificabile. Dopo aver perso in secondo grado, ricorreva in Cassazione. Tuttavia, le parti raggiungevano un accordo transattivo, portando alla rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, con compensazione delle spese legali.
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Sanzioni NCC ZTL: Cassazione chiarisce la normativa
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema delle sanzioni NCC ZTL, annullando una sentenza che aveva confermato delle multe a una cooperativa. Il caso riguardava l'accesso a zone a traffico limitato e corsie preferenziali nel 2015. La Corte ha chiarito che la normativa specifica che imponeva una comunicazione preventiva (art. 5-bis L. 21/1992) era sospesa in quel periodo. Tuttavia, ha specificato che ciò non garantiva un accesso illimitato, poiché restava in vigore la normativa precedente che permette ai Comuni di regolamentare tali accessi. La causa è stata rinviata al Tribunale per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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