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Ricorrente

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5873 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Anzianità docenti precari: sì alla parità retributiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30937/2023, ha stabilito che ai fini della progressione stipendiale, non vi è differenza tra il servizio svolto da docenti di ruolo e quello svolto da supplenti. Il principio di non discriminazione impone il pieno riconoscimento dell'anzianità dei docenti precari, anche se privi del titolo di abilitazione o impiegati per supplenze brevi. La Corte ha rigettato il ricorso di un'amministrazione regionale, confermando che la diversità di trattamento non è giustificata, poiché la mansione svolta è sostanzialmente identica.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per costi indeducibili. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla normativa, pagando la prima rata. La Corte di Cassazione, preso atto dell'adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Inammissibilità ricorso: i motivi manifestamente infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello di Milano. I motivi del ricorso, relativi alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto, all'esclusione della recidiva e al mancato riconoscimento di attenuanti, sono stati giudicati manifestamente infondati. La Corte ha confermato la logicità e coerenza della motivazione della sentenza impugnata, ribadendo i principi giurisprudenziali in materia e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Opposizione atti esecutivi: la fase sommaria è d’obbligo
Un'amministrazione comunale proponeva ricorso per cassazione avverso una sentenza che dichiarava inammissibile la sua opposizione atti esecutivi. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità, ribadendo che tale opposizione deve obbligatoriamente iniziare con una fase sommaria dinanzi al giudice dell'esecuzione. L'aver introdotto il giudizio direttamente come una causa di merito ordinaria costituisce un vizio insanabile che porta alla cassazione senza rinvio della sentenza.
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Tassazione indennità esproprio: no tasse con ritardo PA
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione dell'indennità di esproprio non è dovuta se il pagamento avviene con decenni di ritardo a causa dell'inerzia della Pubblica Amministrazione. In un caso in cui l'esproprio risaliva agli anni '70 e il pagamento al 2014, la Corte ha annullato la pretesa fiscale, affermando che il contribuente non può essere penalizzato dal colpevole ritardo dell'ente pubblico. La decisione si fonda su un principio affermato anche dalla CEDU, derogando al criterio di cassa quando il ritardo è ingiustificato.
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Liberazione coobbligato e rateizzazione: il no della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30855/2023, ha chiarito che l'ammissione del debitore principale a un piano di rateizzazione non comporta l'automatica liberazione del coobbligato solidale. Se il debitore principale decade dal beneficio della rateizzazione, omettendo i pagamenti, il coobbligato rimane pienamente responsabile per l'intero debito residuo. La Corte ha ritenuto legittima la cartella di pagamento notificata al coobbligato, respingendo il ricorso in quanto basato su questioni giuridiche e non su omessi esami di fatti storici decisivi.
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Accertamento presuntivo: la prova contraria vince
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'annullamento di un accertamento presuntivo a carico di un'azienda di mobili. La Corte ha stabilito che la documentazione extracontabile, qualificata dal Fisco come 'conferme d'ordine', era stata correttamente interpretata dai giudici di merito come semplici preventivi non andati a buon fine, sulla base di un'analisi complessiva delle prove fornite dal contribuente, incluse le dichiarazioni dei clienti.
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Terzo elemento contrattuale: escluso per neo-assunti
L'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, poi trasformato in tempo indeterminato, non hanno diritto al cosiddetto "terzo elemento contrattuale" se questo è stato soppresso dalla contrattazione collettiva, che ne ha previsto la conservazione solo per i dipendenti già a tempo indeterminato al momento della modifica. La Corte ha stabilito che tale differenziazione non è discriminatoria, poiché i lavoratori in formazione non avevano mai percepito tale emolumento e non possono vantare un diritto quesito, nonostante il riconoscimento dell'anzianità maturata.
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Prova del credito: la fattura non basta in giudizio
Una società di costruzioni ottiene un decreto ingiuntivo basato su fatture non pagate. Il cliente si oppone e vince sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione conferma le decisioni, ribadendo un principio fondamentale: nel giudizio di opposizione, la fattura non è più una prova del credito sufficiente. Spetta al creditore, che diventa attore sostanziale, dimostrare il proprio diritto con prove ordinarie, cosa che in questo caso non è avvenuta, portando al rigetto del ricorso.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché l'appellante ha contestato la quantificazione della pena in modo generico, senza confrontarsi con le motivazioni della Corte d'Appello relative alla sua capacità criminale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Interruzione del processo: vale il certificato di morte
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un Comune, confermando l'estinzione di un processo d'appello. La Corte ha stabilito che, per l'interruzione del processo a seguito del decesso di una parte, la produzione in udienza del certificato di morte da parte del suo avvocato equivale a una dichiarazione formale, facendo scattare automaticamente l'interruzione e il relativo termine per la riassunzione.
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Ricorso inammissibile: quando è questione di fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché il ricorrente si è limitato a riproporre una valutazione alternativa delle prove, configurando una questione di fatto non di competenza della Suprema Corte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: recidiva e gravità del fatto
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un soggetto agli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, confermando la valutazione dei giudici di merito sulla gravità del fatto (allontanamento prolungato dal domicilio) e sulla corretta applicazione della recidiva, basata sulla reiterazione delle condotte illecite e sulla maggiore capacità a delinquere del soggetto.
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Specificità appello tributario: la Cassazione decide
Un istituto di credito si è visto dichiarare inammissibile un appello in materia tributaria perché ritenuto non specifico. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il principio di specificità dell'appello tributario è rispettato anche se vengono riproposte le argomentazioni del primo grado, a condizione che queste costituiscano una critica chiara e puntuale alla sentenza impugnata. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame nel merito.
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Trattenimento migranti: l’informativa è un diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato due ricorsi connessi riguardanti il trattenimento di un migrante. Il primo provvedimento era finalizzato al rimpatrio, il secondo è seguito a una domanda di protezione internazionale ritenuta strumentale. La Corte ha riunito i due procedimenti, riconoscendo un rapporto di pregiudizialità tra di essi. Ha poi sospeso la decisione, rinviando la causa in attesa di una pronuncia a udienza pubblica su una questione fondamentale: le conseguenze della mancata informativa al migrante, al momento dell'arrivo, sulla possibilità di chiedere protezione internazionale. Questo caso sottolinea l'importanza del corretto adempimento informativo per la legittimità del successivo trattenimento migranti.
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Mancata informativa: Cassazione rinvia la decisione
Un cittadino straniero impugna due provvedimenti di convalida del suo trattenimento, lamentando la mancata informativa sul diritto di richiedere la protezione internazionale. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione, non decide nel merito ma rinvia la causa a una nuova udienza, in attesa di una pronuncia nomofilattica su casi analoghi. L'ordinanza sottolinea la criticità del rispetto degli obblighi informativi da parte delle autorità nei confronti dei migranti.
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Cessazione materia del contendere: effetti sul giudizio
Un ex dipendente pubblico contesta le trattenute sullo stipendio effettuate dall'ente previdenziale. Durante il giudizio in Cassazione, le parti raggiungono un accordo. La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere, rendendo inefficaci le sentenze precedenti e chiudendo il caso sulla base della volontà delle parti.
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Correzione errore materiale: come si corregge?
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in una propria sentenza. L'errore consisteva nella duplicazione dell'intero testo della decisione dopo la sottoscrizione dei giudici. Rilevato l'errore palese, la Corte ha disposto d'ufficio che la sentenza si consideri conclusa dopo la prima firma, eliminando di fatto la parte duplicata e ripristinando la corretta forma del documento senza alterarne il contenuto decisionale.
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Rinvio per trattative: Cassazione e accordo
Una società di gestione aeroportuale e una compagnia aerea, in lite presso la Corte di Cassazione, hanno richiesto e ottenuto un rinvio per trattative. La Corte, con ordinanza interlocutoria, ha acconsentito al posticipo dell'udienza per permettere alle parti di proseguire i negoziati in corso finalizzati a una definizione bonaria della controversia, sospendendo temporaneamente il giudizio di legittimità.
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Rinvio udienza Cassazione: accordo tra le parti
La Corte di Cassazione ha disposto un rinvio udienza Cassazione in una causa tra una società di gestione aeroportuale e diverse imprese di logistica. La decisione è stata presa a seguito di una richiesta congiunta delle parti, motivata dalla pendenza di trattative volte a una definizione bonaria del contenzioso. L'ordinanza interlocutoria rinvia il ricorso a nuovo ruolo, favorendo la possibilità di un accordo.
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