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Ricorrente — Anno 2024

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2154 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: il rinvio alle SU
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso relativo al patrocinio a spese dello Stato in ambito tributario. La Corte attende una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione di massima importanza: l'esistenza e le modalità di impugnazione dei provvedimenti di diniego o revoca del beneficio in materia fiscale. La futura decisione influenzerà l'ammissibilità del ricorso in esame.
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Estinzione giudizio per transazione: il caso in Cassazione
Una società tecnologica aveva impugnato in Cassazione un'ordinanza di pagamento per compensi professionali. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per transazione, ponendo fine alla controversia con compensazione delle spese legali.
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COSAP ponti autostradali: la Cassazione conferma
Una società concessionaria di autostrade è stata condannata a pagare il COSAP per i ponti sovrastanti le strade di un Comune. La società aveva impugnato la decisione, sostenendo che l'esenzione per le occupazioni statali dovesse applicarsi anche a lei, in quanto gestore di un'infrastruttura pubblica per conto dello Stato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29625/2024, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che il soggetto tenuto al pagamento del COSAP non è il proprietario dell'opera, ma chi la gestisce traendone un utile economico, come la società concessionaria. Inoltre, in assenza di una concessione comunale, l'occupazione è considerata "abusiva", giustificando l'applicazione di sanzioni e maggiorazioni.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale si applica
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale per la pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche alla cosiddetta "Quota B" del trattamento pensionistico. La decisione ribalta i precedenti giudizi di merito, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e affermando la piena vigenza del limite, considerato parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più favorevole per la categoria.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto per la Quota B
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale per la pensione lavoratori spettacolo, stabilendo che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una normativa del 1971, si applica anche alla cosiddetta "Quota B", ovvero ai contributi versati dopo il 1° gennaio 1993. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello. Secondo i giudici, questo limite non è mai stato abrogato e la sua applicazione è legittima, nonostante la base per il versamento dei contributi sia più alta, in virtù del regime complessivamente più favorevole previsto per questa categoria di lavoratori.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite sulla Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29604/2024, ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa del 1971 si applica anche alla cosiddetta "Quota B" della pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha ribaltato la decisione di merito, affermando la perdurante vigenza di tale limite, ritenendolo non abrogato e coessenziale alla disciplina speciale e di favore per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29602/2024, ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo, previsto da una normativa del 1971, si applica anche alla "Quota B" della pensione. La Corte ha ribaltato la decisione di merito che aveva escluso tale limite, riaffermando un orientamento consolidato secondo cui il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile non è mai stato abrogato e contribuisce a bilanciare un sistema previdenziale altrimenti molto favorevole per la categoria. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Fiscalizzazione oneri sociali: esclusa per imprese edili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile che richiedeva il beneficio della fiscalizzazione oneri sociali per gli anni dal 1992 al 1998. La Corte ha stabilito che la normativa di riferimento (L. n. 92/1979) esclude espressamente e inequivocabilmente le 'imprese edili ed affini' da tale agevolazione, a prescindere dalla natura intrinsecamente manifatturiera dell'attività svolta.
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COSAP per viadotti: la concessione non esenta
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria di autostrade è tenuta al pagamento del COSAP per i viadotti che sovrastano le strade comunali. La concessione statale non esenta dal pagamento del canone, e l'occupazione senza un titolo rilasciato dal Comune è considerata abusiva, legittimando l'applicazione di sanzioni. Il soggetto passivo è l'operatore che trae un'utilità economica dall'occupazione.
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Riconoscimento fotografico: prova valida per la condanna
Due individui, condannati per tentato furto, hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'insufficienza del riconoscimento fotografico come unica prova. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il riconoscimento fotografico ha piena efficacia probatoria quando il giudice ne motiva logicamente l'attendibilità, specialmente se corroborato da altri elementi come il numero di targa del veicolo utilizzato e la descrizione di segni particolari degli imputati.
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Art. 937 c.c. Appalto: tutela del subfornitore
Un subfornitore di materiali edili per un'opera pubblica non viene pagato dall'appaltatore e agisce contro quest'ultimo e la stazione appaltante. Il caso giunge in Cassazione, che si interroga sulla corretta applicazione dell'art. 937 c.c. appalto. Con un'ordinanza interlocutoria, la Corte sospende la decisione per verificare un aspetto procedurale, rinviando la trattazione della questione di merito.
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Deposito copia incompleta: ricorso inammissibile
L'Agenzia Fiscale contesta a una Società di Logistica costi e IVA per fatture generiche. Dopo i primi due gradi di giudizio, l'Agenzia ricorre in Cassazione. Tuttavia, il ricorso viene dichiarato improcedibile a causa del deposito di una copia incompleta della sentenza impugnata, mancante di pagine cruciali della motivazione. La Corte ribadisce che tale adempimento è un requisito essenziale di procedibilità.
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Distrazione spese legali: la correzione è possibile
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza per correzione di errore materiale, ha rettificato una propria precedente sentenza. La Corte aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore del difensore della parte vittoriosa. Il provvedimento stabilisce che tale omissione costituisce un errore materiale, sanabile con una procedura rapida anziché con un'impugnazione ordinaria, garantendo così al legale il diritto di ricevere il pagamento delle spese direttamente dalla parte soccombente.
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Sospensione giudizio cassazione per definizione agevolata
Un gestore di un'attività commerciale ricorre in Cassazione contro una sanzione amministrativa. Durante il procedimento, chiede e ottiene la sospensione del giudizio di cassazione per aderire alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Corte Suprema accoglie la richiesta, subordinando l'estinzione definitiva del processo al completo pagamento delle somme dovute secondo la procedura di sanatoria.
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Esenzione TASI alloggi sociali: la Cassazione chiarisce
Un ente gestore di edilizia pubblica ha impugnato un avviso di accertamento per TASI relativa all'anno 2014, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: l'esenzione TASI alloggi sociali non era prevista dalla normativa vigente nel 2014. La Corte ha chiarito che, in quell'anno, il tributo era dovuto anche per gli alloggi sociali in quanto la legge mirava a finanziare i servizi indivisibili a carico di tutti i possessori di immobili, senza estendere le esenzioni valide per l'IMU. L'esenzione è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2016.
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Notifica avviso accertamento: valida anche a vecchia sede
Una società ha contestato un avviso di accertamento ICI, sostenendo che la notifica fosse nulla perché inviata alla sua precedente sede legale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica di un avviso di accertamento è valida se, pur inviata a un indirizzo obsoleto, l'atto viene di fatto consegnato presso una sede operativa della società a una persona che si dichiara autorizzata a riceverlo. La Corte ha applicato il principio della presunzione di conoscenza, ritenendo la consegna efficace.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un proprietario immobiliare in una causa per l'accertamento negativo di una servitù di passaggio. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello e quindi di agire entro il termine breve, non ha depositato la relativa relata di notifica. La Corte ha ribadito che tale adempimento è un onere imprescindibile per dimostrare la tempestività del ricorso, la cui omissione determina l'improcedibilità senza possibilità di sanatoria tardiva.
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Definizione agevolata: il rinvio a nuovo ruolo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società, durante un ricorso tributario, ha aderito alla procedura di definizione agevolata nota come 'rottamazione quater'. Avendo il contribuente fornito prova dell'adesione e dei pagamenti rateali, la Corte ha deciso di non procedere con il giudizio di merito, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del completamento del piano di pagamento. La decisione sospende il processo fino alla conclusione della procedura di sanatoria.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria per motivazione apparente. I giudici di secondo grado avevano emesso una decisione contraddittoria, utilizzando due metodi di calcolo del reddito completamente diversi e incompatibili tra loro (analitico e forfettario). Questa insanabile illogicità ha reso impossibile comprendere il percorso giuridico seguito, determinando la nullità della pronuncia. Il caso riguardava un accertamento fiscale a carico di una società priva di scritture contabili.
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Decorrenza pensione: la domanda è decisiva
Un lavoratore ha maturato i requisiti per la pensione nel 2006 ma ha presentato domanda solo nel 2015, chiedendo di unire i contributi di diverse gestioni. La Corte di Cassazione ha stabilito che in questi casi la decorrenza pensione parte dalla data della domanda e non dal momento in cui sono stati soddisfatti i requisiti, poiché l'opzione di computo dei contributi richiede una specifica richiesta. La decisione ribalta la sentenza della Corte d'Appello.
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