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Ricorrente Incidentale

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329 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pensione e rapporto di lavoro: cosa succede al posto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18209/2024, ha stabilito che la percezione della pensione di anzianità non comporta l'automatica estinzione del rapporto di lavoro. In un caso di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima, il lavoratore ha diritto alla reintegrazione anche se nel frattempo è andato in pensione. Tuttavia, il diritto alle retribuzioni matura solo dal momento della formale messa in mora del datore di lavoro. La sentenza chiarisce la distinzione tra la relazione previdenziale e quella lavorativa, confermando che la compatibilità tra pensione e rapporto di lavoro è la regola, salvo esplicita volontà contraria del dipendente.
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Onere della prova: chi deve dimostrare il danno?
Una correntista ha citato in giudizio la propria banca e una compagnia assicurativa per il riscatto non autorizzato di alcune polizze vita da parte del convivente. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento, sottolineando che la ricorrente non ha adempiuto al proprio onere della prova. Nello specifico, non è stato dimostrato che il denaro, una volta confluito su un altro conto a lei intestato, sia stato sottratto contro la sua volontà, interrompendo così il nesso causale tra l'inadempimento degli intermediari e il danno lamentato.
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Integrazione del contraddittorio: il rinvio in Corte
Una complessa disputa commerciale, nata da un contratto preliminare per la cessione di un cantiere navale e passata per un lodo arbitrale e un giudizio di appello, giunge in Cassazione. La Corte, prima di esaminare il merito, emette un'ordinanza interlocutoria. Rilevando la mancata notifica del ricorso a tutti i coeredi di una delle parti e alla società originaria titolare del diritto controverso, dispone l'integrazione del contraddittorio. La causa viene quindi rinviata per consentire la corretta instaurazione del processo nei confronti di tutti i litisconsorti necessari, a garanzia del diritto di difesa e della validità della futura sentenza.
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Estinzione del giudizio: la guida alla rinuncia
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia reciproca al ricorso da parte dei contendenti. A seguito di un ricorso principale e di un ricorso incidentale, le parti hanno deciso di rinunciare alle proprie pretese. La Corte, applicando il Codice di Procedura Civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza disporre sulle spese legali, data l'adesione di ciascuna parte alla rinuncia dell'altra. Questa decisione evidenzia un meccanismo processuale che consente di chiudere definitivamente una lite.
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Ricorrente incidentale: la sua duplice veste
La Corte di Cassazione esamina un ricorso presentato da una società contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso evidenzia la complessa figura del **ricorrente incidentale**, che agisce sia come resistente al ricorso principale sia come appellante per specifiche questioni. L'ordinanza si concentra sugli aspetti procedurali di questa duplice veste.
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Concordato: relazione attestatore incompleta, sì ricorso
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un creditore, annullando l'omologa di un concordato preventivo a causa di una relazione dell'attestatore carente. La relazione non valutava correttamente tutti gli asset del debitore, inclusi l'avviamento aziendale e partecipazioni societarie, impedendo ai creditori una scelta informata. La Corte ha invece respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ribadendo che solo chi si oppone in primo grado può impugnare l'omologa.
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Calcolo TFR: indennità estero, la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul caso di un ex dipendente di banca riguardo al calcolo TFR per il periodo di lavoro svolto all'estero. La Corte cassa con rinvio la sentenza di secondo grado, accogliendo un motivo di ricorso della banca per difetto di motivazione e un motivo del lavoratore sull'inclusione del 'contributo alloggio' nella base di calcolo TFR. Viene ribadita la distinzione tra base imponibile fiscale e previdenziale per i redditi esteri.
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Esenzione IVA viaggi studio: quando si applica?
Una società di formazione linguistica si è vista negare l'esenzione IVA per i viaggi studio organizzati all'estero. L'Amministrazione Finanziaria ha riqualificato l'attività come quella di un'agenzia di viaggi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16406/2024, ha confermato che l'organizzazione di pacchetti comprensivi di corso, vitto e alloggio tramite fornitori terzi ricade nel regime speciale IVA delle agenzie di viaggi (art. 74-ter), escludendo quindi l'applicazione dell'esenzione IVA viaggi studio prevista per le prestazioni didattiche.
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Minimale contributivo: obbligo inderogabile per le aziende
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29840/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di diritto del lavoro: i contributi previdenziali devono essere calcolati sulla base del minimale contributivo stabilito dai contratti collettivi nazionali, e non sulla retribuzione effettivamente inferiore corrisposta al lavoratore. Nel caso specifico, un ente previdenziale aveva contestato a una società cooperativa l'omissione di contributi, poiché questa aveva versato somme basate su stipendi più bassi di quelli previsti dal CCNL di settore. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente, affermando che l'obbligazione contributiva ha natura pubblicistica e non è derogabile da accordi individuali, garantendo così la sostenibilità del sistema previdenziale.
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Definizione Agevolata: Lite Fiscale Estinta in Cassazione
Un contribuente, ritenuto responsabile per una quota del debito fiscale di una società estinta, ha visto il suo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate, giunto fino alla Corte di Cassazione, concludersi con una declaratoria di estinzione. La soluzione è arrivata grazie all'adesione alla Definizione Agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del relativo pagamento, ha dichiarato estinto il giudizio, confermando l'efficacia dello strumento deflattivo del contenzioso in ogni grado di giudizio.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia tra un condominio e una società di telecomunicazioni riguardo un contratto di locazione per l'installazione di antenne. La decisione non entra nel merito della validità del contratto, ma si fonda sulla rinuncia formale ai rispettivi ricorsi, principale e incidentale, presentata dalle parti. Di conseguenza, il processo si è concluso con la compensazione delle spese legali tra tutti i soggetti coinvolti.
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Rinunzia al ricorso: estinzione del giudizio e spese
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza tributaria favorevole a un contribuente in materia di trust. Successivamente, ha presentato una rinunzia al ricorso, che è stata formalmente accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, prendendo atto di ciò, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. In conformità con il codice di procedura civile, dato che la rinuncia è stata accettata, la Corte non ha emesso alcuna statuizione sulla ripartizione delle spese legali.
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Estinzione del processo: accordo tra le parti
Una controversia di lavoro tra un'agenzia di stampa e un giornalista sulla natura del rapporto (autonomo o subordinato) giunge in Cassazione. Dopo la sentenza d'appello favorevole al lavoratore, le parti decidono di porre fine alla lite. Attraverso la rinuncia reciproca ai rispettivi ricorsi, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo. Questa decisione chiude definitivamente il caso senza una pronuncia nel merito, esonerando le parti dal pagamento delle spese e dal raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata controversie: estinzione giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata delle controversie, prevista dalla Legge n. 197/2022. A fronte della regolare presentazione della domanda e del relativo pagamento, confermati anche dall'Amministrazione Finanziaria, i giudici hanno posto fine alla lite, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso che vedeva contrapposti un istituto bancario e una società immobiliare. La decisione è seguita alla presentazione di atti di rinuncia reciproca al ricorso principale e a quello incidentale, notificati e accettati da tutte le parti coinvolte prima della camera di consiglio. Questo provvedimento conferma che l'accordo tra le parti può porre fine al contenzioso in qualsiasi fase, anche davanti alla Suprema Corte, senza una pronuncia nel merito.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando si può agire?
Un professionista ha impugnato un estratto di ruolo per contributi previdenziali non versati. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), ha dichiarato l'azione inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e specifico, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o la perdita di benefici. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire, condizione essenziale per l'azione legale. La sentenza d'appello è stata quindi annullata senza rinvio.
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Definizione Agevolata: estinzione del processo
Un complesso contenzioso tributario giunto in Corte di Cassazione, relativo a un accertamento per imposte dirette, si è concluso con l'estinzione del processo. Il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, presentando la relativa domanda e il pagamento della prima rata. La Corte, applicando la normativa specifica, non ha esaminato il merito della vicenda (che verteva su questioni di socio occulto e amministratore di fatto), ma ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo che le spese legali restassero a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata delle controversie pendenti. Il caso, originato da un accertamento IVA, si è concluso non con una decisione nel merito ma con una pronuncia processuale, poiché il contribuente ha presentato istanza, pagato le somme dovute e richiesto la chiusura del giudizio, come previsto dalla normativa sulla tregua fiscale.
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Collaboratori linguistici: diritto alla retribuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13490/2024, ha affrontato il caso di due collaboratori linguistici contro un'università per il corretto inquadramento retributivo e previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ateneo, confermando la natura privatistica del rapporto di lavoro. Il punto cruciale della decisione è il riconoscimento del diritto alla retribuzione per un collaboratore anche per il periodo di lavoro svolto dopo una dichiarazione di decadenza per cumulo di impieghi, stabilendo che le norme sull'incompatibilità del pubblico impiego non si applicano a questa categoria.
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Ferie non godute: obbligo di contribuzione per l’azienda
Una società del settore aereo contestava una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi su ferie non godute e altre indennità per i propri piloti. La Corte di Cassazione ha stabilito che le ferie sono un diritto irrinunciabile e non possono essere assorbite da altri periodi di riposo. Di conseguenza, l'obbligo di versare i contributi previdenziali sulle ferie non godute sorge per l'azienda anche se non viene corrisposta alcuna indennità sostitutiva al lavoratore, confermando la posizione dell'ente.
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