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Ricorrente Incidentale

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329 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio dopo che tutte le parti coinvolte, un istituto bancario, un privato e una società di investimenti, hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi, principale e incidentali. La decisione si fonda sull'accettazione reciproca delle rinunce, conformemente agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, senza alcuna statuizione sulle spese legali.
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Acquisizione verbali: Cassazione rinvia la causa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso e ha disposto l'acquisizione dei verbali del giudizio di primo grado. La Corte ha ritenuto tale acquisizione indispensabile per poter definire la causa, rinviando il caso a una nuova udienza. Questo provvedimento sottolinea l'importanza della completezza degli atti processuali per una corretta valutazione in sede di legittimità.
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Contributo regionale: quando è dovuto ai lavoratori?
Una società di trasporti ha interrotto il pagamento di un contributo regionale integrativo ai suoi dipendenti dopo la cessazione dei finanziamenti regionali. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale contributo non era un elemento fisso della retribuzione, ma una somma condizionata sia alla disponibilità dei fondi regionali sia al raggiungimento di specifici obiettivi di produttività. Di conseguenza, ha respinto sia il ricorso dei lavoratori, che ne chiedevano il pagamento, sia quello dell'azienda, che chiedeva la restituzione delle somme già versate in esecuzione di una precedente sentenza, a causa della mancata prova dell'effettivo pagamento.
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Ricorso inammissibile: valutazione fatti del giudice
Un gruppo di lavoratori ha presentato ricorso in Cassazione per far dichiarare la responsabilità solidale di una seconda società nel loro rapporto di lavoro. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché le censure mosse miravano a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale tardivo della società datrice di lavoro è stato dichiarato inefficace.
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Accordo compensi avvocato: la parola della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante la determinazione dei compensi professionali di un avvocato. La controversia verteva sull'interpretazione di un accordo transattivo del 2015, che la Corte ha ritenuto onnicomprensivo per tutte le attività svolte fino a una certa data, respingendo le ulteriori pretese del legale. È stata inoltre esclusa l'applicazione retroattiva della legge sull'equo compenso, poiché il rapporto professionale si era concluso prima della sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'avvocato sia quello incidentale della banca, confermando la decisione del Tribunale che aveva parzialmente accolto l'opposizione della banca al decreto ingiuntivo iniziale.
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Licenziamento autoferrotranvieri: la procedura è sacra
Un'azienda di trasporto ha licenziato un dipendente senza seguire la procedura speciale che prevede il coinvolgimento del Consiglio di Disciplina. La Corte di Cassazione ha dichiarato nullo tale licenziamento, ordinando la reintegrazione del lavoratore. La sentenza ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente qualificato la violazione come un mero vizio formale meritevole solo di un indennizzo economico, sottolineando invece il carattere inderogabile e protettivo della procedura speciale per il licenziamento autoferrotranvieri.
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Estinzione del processo: la rinuncia chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente principale e di quello incidentale. Tale rinuncia, accettata dalla controparte, ha portato alla chiusura definitiva del caso senza una decisione sul merito e senza statuizione sulle spese, in applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile.
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Prove nuove in appello: quando sono ammissibili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22521/2025, ha chiarito i presupposti per l'ammissibilità di prove nuove in appello. Nel caso specifico, i creditori avevano prodotto in secondo grado un documento attestante l'estinzione anticipata di un mutuo, la cui durata era stata usata dal giudice di primo grado come riferimento per fissare un termine di adempimento molto lungo. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che le prove nuove in appello sono ammissibili se la loro rilevanza emerge in modo imprevedibile solo dalla sentenza di primo grado. In tale situazione, l'omessa produzione precedente non è considerata imputabile alla parte, giustificando la produzione documentale nel giudizio di gravame.
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Correzione errore materiale: spese legali dimenticate
La Corte di Cassazione, tramite una ordinanza per correzione errore materiale, ha integrato una precedente sentenza che aveva omesso di pronunciarsi sulla condanna alle spese processuali in favore di un controricorrente. Quest'ultimo, pur avendo resistito con successo al ricorso principale, non era stato menzionato nel dispositivo riguardo alle spese. La Corte ha chiarito che la compensazione delle spese disposta nella sentenza originaria riguardava unicamente il rapporto tra i ricorrenti principali e un altro ricorrente incidentale, e non il controricorrente vittorioso. Di conseguenza, ha corretto l'omissione condannando i ricorrenti principali a rifondere le spese al controricorrente, sanando così l'errore materiale.
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