LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ricorrente Incidentale

Pagina 12 di 17

329 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ripartizione spese processuali: chi paga l’avvocato?
In una complessa causa per vizi in un contratto d'appalto, la Corte di Cassazione affronta il tema della ripartizione spese processuali. La vicenda vedeva un'impresa edile citare in giudizio la committente, la quale a sua volta chiamava in causa il direttore dei lavori, che infine coinvolgeva l'ingegnere progettista. Poiché l'ingegnere è stato ritenuto estraneo ai fatti, la Corte ha stabilito che le sue spese legali non devono essere pagate dall'impresa edile (che non lo aveva mai citato), ma dalle parti che lo hanno effettivamente chiamato in causa, applicando il principio di causalità.
Continua »
Notifica all’estero: la Cassazione ordina il rinvio
La Corte di Cassazione ha posticipato la decisione di un complesso caso tributario a causa della mancata prova di una valida notifica all'estero a uno dei soci, parte necessaria del giudizio. Nonostante i tentativi, la notifica in Brasile non si è perfezionata. La Corte ha quindi concesso un nuovo termine di 120 giorni per regolarizzare la procedura, sottolineando come l'integrità del contraddittorio sia un presupposto indispensabile per la prosecuzione del processo.
Continua »
Aliud pro alio: limiti nelle vendite forzate
Una società di navigazione acquistava una nave in una procedura concorsuale, scoprendo poi che la sua capacità di carico era inferiore a quella descritta. La società ha tentato di ottenere un risarcimento sostenendo che si trattasse di una vendita "aliud pro alio" (una cosa per un'altra), unica eccezione alla regola che esclude la garanzia per vizi nelle vendite forzate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che si ha "aliud pro alio" solo quando il bene è radicalmente diverso o totalmente inidoneo all'uso. Una minore capacità, non alterando la funzione principale della nave, non rientra in questa casistica.
Continua »
Integrità del contraddittorio: l’obbligo di notifica
La Corte di Cassazione, in un caso relativo al compenso di un custode di beni sequestrati, ha sospeso la decisione per verificare l'integrità del contraddittorio. L'ordinanza interlocutoria evidenzia la necessità di acquisire il fascicolo d'ufficio per accertare che la notifica sia stata effettuata a tutte le parti necessarie, inclusa la corretta Procura della Repubblica, prima di procedere.
Continua »
Reddito da scommesse: il caso attende le Sezioni Unite
Un'impresa individuale, operante nel settore delle scommesse, ha ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati derivanti dalla raccolta di giocate per un bookmaker estero non autorizzato. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha esaminato il caso. Rilevando la sopravvenuta assoluzione penale della contribuente "perché il fatto non sussiste" e la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite, la Corte ha deciso di sospendere il procedimento (rinvio a nuovo ruolo) in attesa della pronuncia nomofilattica sul vincolo tra giudicato penale e processo tributario.
Continua »
Imposta di registro concessioni: pagamento annuale
L'Ente Fiscale richiedeva il pagamento dell'imposta di registro per l'intera durata di una concessione pluriennale per la derivazione d'acqua. Il Consorzio concessionario si opponeva. La Cassazione ha respinto entrambi i ricorsi, stabilendo che, in caso di canone non fisso ma variabile, l'imposta di registro concessioni può essere pagata annualmente. Ha inoltre negato l'esenzione fiscale al Consorzio, non ritenendolo parte dell'amministrazione statale in senso stretto.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento a seguito della rinuncia al ricorso principale da parte di una società di gestione idrica e della rinuncia al ricorso incidentale da parte di un ente per lo sviluppo agricolo. Le rinunce, essendo state reciprocamente accettate dalle controparti, hanno soddisfatto i requisiti di legge, portando alla chiusura del caso con compensazione delle spese legali.
Continua »
Responsabilità sindaci: non basta la mala gestio
Una società cooperativa ha citato in giudizio i propri ex amministratori e sindaci per mala gestio e omessa vigilanza. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha ribadito un principio fondamentale: la condanna degli amministratori non comporta automaticamente la responsabilità dei sindaci. Per affermare la responsabilità dei sindaci, è necessario dimostrare la loro specifica inerzia di fronte alle irregolarità gestionali e il nesso causale tra tale omissione e il danno subito dalla società, prova che nel caso di specie non è stata raggiunta.
Continua »
Azione revocatoria: vendita tra coniugi e pregiudizio
Una donna, poi dichiarata fallita, vende l'unica sua proprietà immobiliare al marito a un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato. Il Fallimento agisce con un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo che l'azione revocatoria è ammissibile anche se l'immobile è gravato da ipoteca. Il pregiudizio per i creditori (eventus damni) si valuta in prospettiva, poiché la vendita rende più incerta la soddisfazione dei crediti.
Continua »
Cessione bancaria e debiti da rapporti estinti
Una società ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente trattenute. A seguito della liquidazione della banca e della cessione di parte delle sue attività a un altro istituto di credito, è sorto un contenzioso sulla titolarità passiva del debito. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione bancaria: le passività derivanti da rapporti contrattuali già estinti al momento della cessione non vengono trasferite alla banca acquirente, anche se oggetto di cause pendenti. Di conseguenza, la banca acquirente non è la parte corretta da citare in giudizio per tali debiti.
Continua »
Indennità di occupazione: chi paga se cambia il gestore?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22487/2025, ha stabilito un importante principio in materia di espropriazione per pubblica utilità. In un caso di successione tra due società concessionarie per la realizzazione di un'opera autostradale, la Corte ha chiarito che la responsabilità per il pagamento dell'indennità di occupazione legittima ricade esclusivamente sul concessionario che ha gestito tale fase. Il concessionario subentrante, che ha poi regolarizzato l'occupazione illegittima tramite 'acquisizione sanante', non è solidalmente responsabile per le indennità maturate nel periodo precedente al suo subentro. La Corte ha inoltre ribadito che le domande di manleva tra i soggetti coobbligati sono inammissibili nel giudizio speciale di determinazione dell'indennità.
Continua »
Ammissione al passivo: interpretazione della domanda
Una società in amministrazione straordinaria si oppone allo stato passivo del fallimento di un'altra società, da cui aveva acquistato un ramo d'azienda, rivendicando la titolarità di alcuni conti correnti. Il tribunale interpreta la domanda di restituzione come una richiesta di ammissione al passivo per il credito corrispondente al saldo di un conto, accogliendola solo in parte. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso della società, poiché non ha contestato correttamente, secondo le rigide regole processuali, l'interpretazione della domanda fornita dal giudice di merito, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo per intervenuta rinuncia al ricorso da parte di tutte le parti coinvolte in un'azione di responsabilità societaria. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Prova cessione crediti: la Cassazione chiarisce
Una società cessionaria di crediti ha agito contro un fallimento per l'ammissione al passivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sola pubblicazione dell'avviso di cessione in Gazzetta Ufficiale non costituisce prova della cessione dei crediti. Se il debitore contesta l'esistenza del contratto, il cessionario deve fornire la prova documentale dell'atto di cessione stesso per dimostrare la propria titolarità.
Continua »
Notifica atti impositivi: le regole per l’assenza
Un contribuente ha impugnato un'azione di riscossione sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha chiarito che per la notifica atti impositivi effettuata direttamente dall'amministrazione via posta, si applicano le regole semplificate del servizio postale ordinario. In caso di assenza temporanea del destinatario, la notifica si perfeziona trascorsi 10 giorni dall'avviso di giacenza, senza necessità di una seconda raccomandata. La decisione del giudice di secondo grado è stata quindi annullata.
Continua »
Opposizione tardiva CTU: nullità e inammissibilità
Un mutuatario ha contestato il compenso liquidato a un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) in una causa per usura bancaria. Il giudice dell'opposizione ha ridotto il compenso, ma il CTU ha presentato ricorso incidentale in Cassazione, eccependo che l'opposizione originaria era una opposizione tardiva, in quanto presentata oltre il termine di 30 giorni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso incidentale, dichiarando nulla l'ordinanza di opposizione e, di conseguenza, inammissibile il ricorso principale del mutuatario, stabilendo la prevalenza delle norme procedurali sul merito della questione.
Continua »
Giudicato esterno e retribuzione: la Cassazione rinvia
Una dirigente sanitaria ha citato in giudizio l'azienda sanitaria per la rideterminazione del fondo per la retribuzione di risultato per gli anni 2008-2018, sostenendo l'esistenza di un giudicato esterno derivante da una precedente causa per gli anni 2000-2007. I tribunali di merito hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato la complessità della questione, legata all'efficacia del giudicato su periodi diversi e all'impatto delle nuove normative contrattuali. Pertanto, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una discussione approfondita prima di emettere una decisione finale.
Continua »
Retribuzione di risultato: Cassazione rinvia alla pubblica udienza
Una dirigente sanitaria ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per il ricalcolo della sua retribuzione di risultato per gli anni 2008-2018. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di un altro ricorso tra le stesse parti su annualità precedenti che potrebbe avere effetto di giudicato, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha ritenuto opportuno rinviare la causa a una pubblica udienza per approfondire le complesse questioni giuridiche prima di una decisione finale.
Continua »
Obbligo di informazione: quando scatta per il dipendente?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di informazione di un dipendente pubblico al proprio ente circa l'esercizio di un'azione penale a suo carico non sorge solo con il rinvio a giudizio, ma già con la notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare. La Corte ha accolto il ricorso dell'Azienda Sanitaria, annullando la sentenza d'appello che aveva dato ragione al lavoratore, il quale aveva ricevuto una sanzione disciplinare per omessa comunicazione. La Suprema Corte ha chiarito che la richiesta di rinvio a giudizio notificata all'imputato costituisce un atto idoneo a far scattare tale obbligo contrattuale.
Continua »
Visto infedele: la competenza territoriale è decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento emessa a carico di un professionista per l'apposizione di un visto di conformità infedele. La decisione si fonda sull'incompetenza territoriale dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate che ha emesso l'atto. Secondo la Corte, la competenza a sanzionare il professionista spetta inderogabilmente alla direzione regionale del suo domicilio fiscale, non a quella del contribuente assistito. Questa violazione procedurale ha portato all'annullamento dell'atto, assorbendo ogni altra questione, inclusa quella relativa all'applicazione di una legge più favorevole (lex mitior).
Continua »