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Ricorrente Incidentale

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329 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Plusvalenza terreno edificabile: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la vendita di un immobile con edificio, anche se destinato alla demolizione e ricostruzione, non genera una plusvalenza tassabile come cessione di area edificabile. L'Agenzia delle Entrate non può riqualificare l'atto in base alle intenzioni future dell'acquirente. La sentenza chiarisce che la distinzione fiscale è netta tra terreni già edificati e terreni edificabili, senza categorie intermedie, proteggendo il contribuente da un'imposizione basata su una presunta plusvalenza da terreno edificabile.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un professionista ha contestato alla sua cassa previdenziale il pagamento di contributi basandosi su un estratto di ruolo. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Citando una recente legislazione e sentenze di riferimento, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo non è permessa a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio diretto, condizione non soddisfatta nel caso di specie. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente senza rinvio.
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Accessione su suolo comune: la guida della Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce il principio dell'accessione su suolo comune in un caso di divisione ereditaria. Alcuni coeredi avevano costruito degli immobili su un cortile comune. La Corte d'Appello aveva escluso il diritto al conguaglio per gli altri coeredi, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che la costruzione su terreno comune diventa proprietà di tutti i coeredi per accessione e il suo valore deve essere considerato nella divisione, garantendo un giusto compenso a chi non riceve una quota fisica del bene.
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Incarico dirigenziale sanitario: la scelta fiduciaria
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che annullava la nomina di un dirigente medico. Sebbene la scelta per un incarico dirigenziale sanitario abbia natura fiduciaria, deve essere supportata da una motivazione congrua e basata su una reale comparazione dei candidati, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede. La mancanza di una motivazione chiara e coerente con le risultanze della commissione tecnica ha portato alla condanna dell'Azienda Sanitaria al risarcimento del danno per perdita di chance in favore del candidato escluso.
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Compensazione minori introiti ICI: la Cassazione chiarisce
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della compensazione dei minori introiti ICI per i Comuni, derivanti dalla modifica del calcolo della base imponibile per gli immobili di categoria D. La Corte stabilisce due principi chiave: primo, nel calcolo annuale della perdita di gettito non si deve tener conto delle perdite già compensate e consolidate negli anni precedenti. Secondo, il Comune non è tenuto a presentare una nuova certificazione annuale se, dopo il consolidamento di un contributo, non si sono verificate ulteriori riduzioni di gettito. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Retribuzione pubblico impiego: sì alle differenze
Una lavoratrice di un'Azienda Sanitaria Regionale, assunta con contratti di collaborazione, ha ottenuto il riconoscimento della natura subordinata del suo lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che, pur negando la conversione del contratto in un posto a tempo indeterminato, le ha riconosciuto il diritto alle differenze retributive per le mansioni effettivamente svolte. La sentenza sottolinea l'importanza del principio di effettività della prestazione nella retribuzione nel pubblico impiego e corregge l'importo delle spese legali liquidate in appello, ritenuto troppo basso.
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Risarcimento danno pubblico impiego: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di contratti di collaborazione illegittimi nel settore pubblico. Viene confermato il diritto del lavoratore al risarcimento del danno per pubblico impiego e alle differenze retributive, ma non alla conversione del rapporto. La Corte accoglie parzialmente il ricorso del lavoratore riguardo all'errata liquidazione delle spese legali da parte della corte d'appello, stabilendo i corretti parametri tariffari.
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Diritti autodeterminati: usucapione in appello
La Corte di Cassazione chiarisce che i diritti di proprietà sono 'diritti autodeterminati'. Di conseguenza, una parte che ha chiesto l'usucapione ordinaria in primo grado può legittimamente chiedere l'usucapione abbreviata in appello. Questo non costituisce una domanda nuova, inammissibile, ma una mera specificazione della difesa basata su un diverso titolo di acquisto dello stesso diritto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile tale richiesta, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Impugnazione contratto a termine: la Cassazione decide
Una lavoratrice, dopo una lunga serie di contratti a termine con una pubblica amministrazione, ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento del danno da reiterazione abusiva. Sebbene vittoriosa in primo grado, la sua domanda è stata dichiarata inammissibile in appello e in Cassazione. Il motivo è stato il mancato rispetto del termine di decadenza per l'impugnazione contratto a termine. La Suprema Corte ha precisato che per contestare la successione illecita di contratti è necessario impugnare almeno l'ultimo rapporto entro i termini di legge, cosa che nel caso di specie non era avvenuta.
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Cessione volontaria: quando spetta la retrocessione
Un cittadino cede un terreno a un Comune per la realizzazione di un'opera pubblica, che però non viene mai costruita. Il cittadino chiede la restituzione del terreno (retrocessione). La Corte di Cassazione nega tale diritto, qualificando l'atto come una semplice compravendita e non come una cessione volontaria, poiché mancava un elemento essenziale della procedura espropriativa: il sub-procedimento di determinazione dell'indennità. La sentenza chiarisce i requisiti indispensabili per la cessione volontaria.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: analisi ordinanza
Una società alberghiera ha presentato ricorso in Cassazione dopo aver perso in appello una causa per danni derivanti da un'operazione di cartolarizzazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio nei confronti di una parte per rinuncia al ricorso e ha stabilito l'inammissibilità ricorso Cassazione nei confronti di un'altra parte per mancanza di motivi specifici, confermando di fatto la decisione precedente. L'ordinanza chiarisce i requisiti procedurali essenziali per un valido ricorso.
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Indennizzo irragionevole durata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di indennizzo per irragionevole durata di un processo (Legge Pinto). L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso principale a seguito di una rinuncia irrevocabile degli appellanti. Accoglie, invece, il ricorso incidentale del Ministero, stabilendo principi chiave: l'indennizzo per gli eredi va calcolato separatamente per il periodo di vita del defunto e per quello successivo al loro intervento. Inoltre, si presume l'assenza di danno per le parti che non si sono costituite nel giudizio presupposto. La Corte ha cassato la decisione precedente e rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Licenziamento disciplinare: la difesa è un diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento disciplinare di un dirigente, intimato prima della scadenza del termine per presentare le difese. La Corte ha stabilito che il recesso è ingiustificato se il datore di lavoro non attende la scadenza dei termini, specialmente se il lavoratore non ha potuto esercitare pienamente il suo diritto di difesa a causa di una detenzione domiciliare. La violazione di tali garanzie procedurali non comporta la nullità del licenziamento, ma lo rende 'ingiustificato', con diritto del lavoratore a un'indennità supplementare come previsto dalla contrattazione collettiva, escludendo la reintegrazione.
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Lavoro domestico: limiti alla revisione dei fatti
In un caso di lavoro domestico, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle datrici di lavoro, confermando che il giudizio di legittimità non consente un nuovo esame del merito. La Corte ha stabilito che le censure relative alla valutazione delle prove sono inammissibili se mirano a ottenere una diversa ricostruzione dei fatti già accertata dai giudici di appello. La decisione sottolinea il principio secondo cui la Cassazione è giudice della legge, non dei fatti.
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Vittime del dovere: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 16669/2025, ha chiarito i requisiti per il riconoscimento dello status di 'vittime del dovere'. Il caso riguardava un vigile del fuoco infortunatosi cadendo da un cancello mentre soccorreva un animale. La Corte ha stabilito che non è sufficiente subire un infortunio durante il servizio, ma è necessario che l'evento lesivo sia una diretta concretizzazione del rischio specifico e qualificato tipico di quella determinata attività, e non un rischio generico. La caduta, frutto di un autonomo dinamismo corporeo, non rientra in tale casistica, pertanto il ricorso è stato respinto.
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Danno comunitario: no a contratto singolo e breve
La Corte di Cassazione ha stabilito che il risarcimento forfettario per danno comunitario non si applica all'illegittimità di un singolo e breve contratto di collaborazione occasionale stipulato con una società a partecipazione pubblica. La Corte ha chiarito che tale sanzione è prevista solo per l'abusiva reiterazione di contratti a termine, non per un unico episodio. Di conseguenza, pur confermando l'impossibilità di convertire il rapporto in un impiego a tempo indeterminato per la natura pubblica del datore di lavoro, ha annullato la condanna al risarcimento precedentemente disposta dalla Corte d'Appello.
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Trattamento economico personale trasferito: la guida
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento economico del personale trasferito da una società a partecipazione statale a un Ministero. Con la sua ordinanza, ha stabilito che i trattamenti previdenziali e sanitari integrativi, legati a specifiche polizze del precedente datore, non vanno conservati se il nuovo datore offre una copertura analoga. L'assegno 'ad personam' serve a garantire la retribuzione, non a duplicare i benefit. I ricorsi dei lavoratori sono stati respinti.
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Retribuzione dirigente scolastico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16941/2025, ha chiarito il regime della retribuzione del dirigente scolastico in caso di sostituzione. La Corte ha stabilito che la figura del "vicario" è stata superata da quella del "collaboratore", remunerato da fondi di istituto. L'indennità per mansioni superiori spetta solo in caso di "sostituzione piena" del dirigente, con carattere di prevalenza, e non per la normale sostituzione durante le ferie.
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Vittima del dovere: prescrizione e benefici
Un servitore dello Stato, ferito durante un'operazione, ha richiesto il riconoscimento dello status di 'vittima del dovere' e i relativi benefici. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: mentre lo status di 'vittima del dovere' è imprescrittibile, il diritto ai benefici economici, come la speciale elargizione, si prescrive in dieci anni. Tale termine decorre dal momento in cui la legge ha previsto il beneficio, non dalla data di formale riconoscimento dello status. Di conseguenza, sono stati respinti sia il ricorso del cittadino sulla prescrizione dei benefici, sia quello dell'Amministrazione che sosteneva la prescrittibilità dello status stesso.
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Correzione errore materiale: quando il nome è omesso
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale, disponendo l'inserimento del nominativo di una parte omesso nell'epigrafe di una precedente sentenza. Il caso chiarisce che, data la natura amministrativa del procedimento, non è prevista la liquidazione delle spese legali, poiché non si configura una situazione di soccombenza tra le parti.
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