LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ricorrente Incidentale

Pagina 14 di 17

329 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Onere della prova: banca condannata senza contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una banca alla restituzione di somme indebitamente percepite da un correntista. Il principio chiave è l'inversione dell'onere della prova: se il cliente lamenta la mancata consegna del contratto, spetta all'istituto di credito dimostrarne l'esistenza e la validità delle clausole applicate. La Corte ha inoltre validato la consulenza tecnica basata su documenti regolarmente prodotti, anche se temporaneamente smarriti, e ha respinto le altre eccezioni della banca.
Continua »
Vendite a distanza IVA: rinvio per decisione unitaria
Una società che opera nell'e-commerce di pneumatici da altri paesi UE verso clienti italiani ha contestato l'applicazione dell'IVA italiana sulle sue operazioni. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul tema delle vendite a distanza IVA. Rilevando la presenza di un altro caso identico, ha disposto il rinvio di entrambe le cause a una futura udienza pubblica per una trattazione congiunta, al fine di garantire una decisione uniforme e coerente sulla materia.
Continua »
Visto infedele: competenza e sanzioni per il CAF
Un professionista ha apposto un visto di conformità errato su una dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate gli ha notificato una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha annullato l'atto, stabilendo che l'ufficio emittente era territorialmente incompetente. La Corte ha chiarito che la competenza spetta alla direzione regionale del domicilio fiscale del professionista e non a quella del contribuente. La decisione, incentrata sul cosiddetto visto infedele, è fondamentale per definire responsabilità e regole procedurali per gli intermediari fiscali.
Continua »
Visto di conformità infedele: competenza territoriale
In un caso di visto di conformità infedele, la Corte di Cassazione ha annullato una cartella di pagamento perché emessa da un ufficio territorialmente incompetente. La Corte ha stabilito che la competenza a sanzionare il professionista spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del luogo di domicilio fiscale del professionista stesso, e non a quella del contribuente assistito.
Continua »
Esenzione IRPEF vittime del dovere: via libera a tutte le pensioni
Una contribuente, familiare superstite di una vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF sulla sua pensione di reversibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IRPEF vittime del dovere ha natura soggettiva, legata allo status della persona, e si applica a tutti i trattamenti pensionistici percepiti dal beneficiario, non solo a quelli direttamente connessi all'evento lesivo. La Corte ha quindi respinto i ricorsi dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS, confermando il diritto al beneficio fiscale in modo estensivo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società proponeva ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento. A seguito di un accordo, le parti presentavano una rinuncia al ricorso principale e a quello incidentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Un contribuente impugna una cartella esattoriale di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova normativa (ius superveniens), dichiara il ricorso inammissibile. La decisione stabilisce che per l'impugnazione estratto di ruolo è necessario dimostrare un pregiudizio specifico e concreto, onere non assolto nel caso di specie, portando alla cassazione senza rinvio della sentenza.
Continua »
Conoscenza qualificata per riduzione IMU: la Cassazione
Una società immobiliare ha richiesto la riduzione del 50% dell'IMU per un immobile inagibile, sostenendo che il Comune fosse a conoscenza del suo stato di degrado. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente di riscossione, stabilendo che una generica conoscenza dei fatti non è sufficiente. È necessaria una 'conoscenza qualificata', ovvero basata su atti e documenti ufficiali dell'ente. La prova di tale conoscenza è a carico del contribuente. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando la causa per un nuovo esame basato su questo principio.
Continua »
Responsabilità appaltatore progettista: la Cassazione
Un condominio cita in giudizio l'impresa costruttrice per gravi vizi dell'immobile. L'impresa, a sua volta, chiama in causa il progettista e direttore dei lavori chiedendo di essere manlevata. La Cassazione chiarisce la distinzione tra la responsabilità dell'appaltatore verso il committente (ex art. 1669 c.c.) e quella, di natura contrattuale, nei confronti del progettista. La Suprema Corte rigetta i ricorsi, confermando la ripartizione della responsabilità e la condanna in solido, e spiegando perché i termini di decadenza e prescrizione dell'art. 1669 c.c. non si applicano al rapporto interno tra costruttore e professionista.
Continua »
Equo compenso avvocati: non è retroattivo
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi a un istituto di credito, che si è opposto invocando accordi tariffari. La Corte di Cassazione ha stabilito due principi chiave: primo, l'accordo sul compenso deve essere provato per iscritto e non può desumersi dalla mancata contestazione; secondo, la normativa sull'equo compenso avvocati (art. 13 bis L. 247/2012) non è retroattiva e si applica solo alle prestazioni successive al 1° gennaio 2018.
Continua »
Manleva assicurativa: quando scatta la seconda polizza?
La Corte di Cassazione chiarisce le condizioni per l'attivazione di una polizza assicurativa 'a secondo rischio'. In un caso di responsabilità medica, la Corte ha respinto il ricorso di una dottoressa che chiedeva di essere tenuta indenne dalla propria assicurazione, poiché non era stato dimostrato il superamento del massimale della polizza primaria dell'azienda sanitaria. La decisione sottolinea l'importanza di provare le condizioni contrattuali per ottenere la manleva assicurativa.
Continua »
Cessione del credito volo: quando è valida?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce indirettamente i contorni della cessione del credito volo per indennizzi da ritardo aereo. Il caso, originato dalla richiesta di una società di recupero crediti nei confronti di una compagnia aerea, si è concluso con l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso. Tuttavia, il provvedimento riporta la decisiva motivazione della corte d'appello, la quale aveva stabilito che la cessione del credito non costituisce attività di finanziamento illecita se il passeggero viene pagato solo dopo l'effettiva riscossione del credito dalla compagnia aerea, rendendo così l'operazione legittima.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per contestare cartelle di pagamento che sosteneva non fossero mai state notificate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda sul principio, consolidato da recenti interventi normativi e giurisprudenziali, secondo cui l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, non essendo più sufficiente il solo interesse a contestare l'atto presupposto. In assenza di tale prova, il ricorso è privo di interesse ad agire.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello a causa di una motivazione apparente e contraddittoria. Il caso riguardava una disputa familiare sulla legittimità di alcuni impianti (tubazioni, canna fumaria) installati in un giardino la cui proprietà era contesa. La Corte d'Appello aveva qualificato il giardino come pertinenza comune a due immobili, ma aveva contemporaneamente ordinato la rimozione di una tubazione per violazione delle distanze legali, creando un contrasto logico insanabile. La Cassazione ha accolto il ricorso, ravvisando una motivazione apparente che impedisce di comprendere il ragionamento del giudice e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Giudicato sulla giurisdizione: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudicato sulla giurisdizione formatosi su un'ordinanza che decide la competenza del giudice ordinario si estende anche ai presupposti di fatto e di diritto che ne costituiscono il fondamento. Nel caso di specie, una precedente ordinanza non impugnata aveva escluso l'esistenza di un'espropriazione, rendendo tale circostanza non più riesaminabile nelle fasi successive del giudizio. La Corte ha inoltre ribadito che l'azione legale per la tutela di un bene ereditario costituisce accettazione tacita dell'eredità.
Continua »
Destituzione autoferrotramvieri: il Consiglio di disciplina
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della destituzione di un autista di una società di trasporti. La sanzione era stata irrogata senza la pronuncia del Consiglio di disciplina, nonostante la richiesta del lavoratore, come previsto dalla normativa speciale (R.D. 148/1931). La Corte ha ribadito che questa procedura è una garanzia inderogabile per il dipendente e la sua omissione determina la nullità del licenziamento, con conseguente reintegrazione e risarcimento del danno. La sentenza chiarisce che le successive evoluzioni normative non hanno soppresso l'obbligo di costituire tale organo. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda è stato respinto, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »
Indennità di trasferta: limiti di esenzione contributiva
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sull'indennità di trasferta. Un ricorso di un'azienda per sgravi contributivi è stato respinto per motivi procedurali, mentre è stato accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. La Corte ha stabilito che le indennità di trasferta non sono sempre esenti da contributi; il giudice deve verificare il superamento dei limiti di legge. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Abuso permessi legge 104: licenziamento illegittimo
Una società editoriale ha licenziato una dipendente per un presunto abuso dei permessi previsti dalla legge 104/92, sostenendo che non avesse assistito il padre disabile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando l'annullamento del licenziamento. La Corte ha stabilito che l'assistenza non richiede una presenza costante e che l'onere di provare l'abuso dei permessi legge 104 grava interamente sul datore di lavoro. Poiché l'abuso non è stato provato, il licenziamento è stato ritenuto illegittimo con diritto alla reintegrazione.
Continua »
Garanzia per evizione: la buona fede non salva
Un acquirente compra un quadro che si rivela essere rubato e viene successivamente restituito al legittimo proprietario. La Corte di Cassazione conferma la condanna del venditore a restituire il prezzo pagato, applicando la garanzia per evizione. La Corte stabilisce che la buona fede del venditore è irrilevante, poiché la garanzia si attiva per il solo fatto oggettivo della perdita del diritto acquistato dal compratore.
Continua »
Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Una società e una struttura sanitaria privata, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, vi hanno rinunciato. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia al ricorso comporta la condanna alle spese legali a favore della controparte, anche se quest'ultima non ha formalmente accettato la rinuncia. La decisione chiarisce inoltre che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »