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Ricorrente Incidentale

329 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La parte che, pur essendo convenuta nel ricorso principale, presenta a sua volta un proprio ricorso contro la stessa sentenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Discriminazione sul lavoro: Cassazione conferma danni, esclude demansionamento
Un medico dirigente ha citato in giudizio un'Azienda USL per i danni subiti a causa di una condotta discriminatoria da parte del suo superiore. Il primario aveva scelto un collega più giovane e meno esperto per sostituirlo, emarginando il lavoratore. La Corte d'Appello ha riconosciuto il carattere discriminatorio della condotta e ha condannato l'Azienda al risarcimento del danno non patrimoniale, escludendo però il danno patrimoniale da mancata qualificazione. La Cassazione ha rigettato sia il ricorso del lavoratore che quello dell'Azienda, confermando la decisione precedente. Ha ribadito il principio dell'unitarietà del danno non patrimoniale e ha escluso il risarcimento per il danno patrimoniale non dimostrato, consolidando l'interpretazione sulla Discriminazione sul lavoro.
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Notificazione del ricorso errata blocca la divisione dei beni
La controversia nasce dalla richiesta di scioglimento della comunione e rimborso spese tra comproprietari. Dopo le sentenze di merito, I Ricorrenti Principali propongono ricorso in Cassazione. Tuttavia, emerge un vizio nella notificazione del ricorso: l'atto è stato notificato a un avvocato non risultante come difensore domiciliatario nell'ultimo grado di merito. La Corte Suprema di Cassazione, rilevando la potenziale nullità, ordina l'acquisizione del fascicolo d'ufficio e concede ai ricorrenti novanta giorni per rinnovare la notificazione del ricorso, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Dallo scontro all’accordo: la rinuncia al ricorso per cassazione
Un gruppo di comproprietari e una società immobiliare erano coinvolti in una controversia contro il fallimento di un imprenditore. Dopo aver proposto ricorso principale e ricorso incidentale davanti alla Corte di Cassazione, entrambe le parti hanno deciso di depositare formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Essendo le rinunce reciprocamente accettate, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese tra le parti, ponendo fine alla vicenda senza entrare nel merito della disputa.
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Vendita circolare di energia elettrica: il Fisco contro i giudici
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava le sanzioni irrogate a una Società energetica. La contestazione riguardava una presunta operazione di vendita circolare di energia elettrica, un meccanismo commerciale sospettato di essere privo di reale sostanza economica e finalizzato unicamente a ottenere vantaggi fiscali indebiti ai fini Iva e Ires. La Corte di Cassazione, tramite un'ordinanza interlocutoria, ha esaminato il ricorso del fisco contro l'annullamento delle sanzioni, disponendo il rinvio della causa per un ulteriore approfondimento della complessa questione giuridica legata alla legittimità delle sanzioni in assenza di un effettivo danno erariale.
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Definizione agevolata delle liti: stop al fisco milionario
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una grande società di costruzioni per imposte non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. Avendo la società pagato quanto dovuto e depositato la documentazione corretta, l'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Vendita multiproprietà: stop in Cassazione per errore telematico
Nel corso di un giudizio riguardante una vendita multiproprietà tra una società turistica e un acquirente, quest'ultimo ha nominato un nuovo avvocato. A causa di un problema tecnico, il nome del nuovo difensore non è stato inserito nel sistema informatico della Corte di Cassazione. Per garantire il pieno diritto di difesa e la regolarità del processo, la Corte ha deciso di non discutere la causa e ha disposto il rinvio a nuovo ruolo, rimandando la decisione a una successiva udienza.
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Sentenza incompleta: la Cassazione corregge il proprio errore
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza di correzione errore materiale su una propria precedente sentenza. I giudici si erano dimenticati di inserire nel verdetto finale l'obbligo, per la parte che aveva perso il ricorso incidentale, di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato. Questo versamento aggiuntivo, previsto dalla legge in caso di rigetto dell'impugnazione, era stato omesso per una semplice svista. Con la correzione, la Corte ha integrato la sentenza, ristabilendo l'obbligo di pagamento e rendendo il provvedimento completo e conforme alla normativa vigente.
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Disconoscimento copia: quando la fotocopia fa prova
Un contribuente contesta una cartella di pagamento, effettuando il disconoscimento della copia della notifica prodotta dall'Agente della riscossione. La Corte di Cassazione stabilisce che un disconoscimento generico e tardivo è inefficace. Di conseguenza, la copia fotostatica assume pieno valore probatorio, portando al rigetto del ricorso del contribuente.
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Pensione integrativa: quando spetta? La Cassazione
Un ex dipendente di un istituto di credito ha richiesto una pensione integrativa basata su una convenzione aziendale. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che l'integrazione è dovuta solo se la pensione pubblica (INPS) non raggiunge un trattamento minimo garantito dalla convenzione stessa, e non come somma aggiuntiva automatica. La Corte ha rigettato sia il ricorso del lavoratore che quello della banca, ritenendo 'plausibile' e non sindacabile in sede di legittimità l'interpretazione del contratto fornita dai giudici di merito.
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Sanzioni accatastamento parco eolico: la Cassazione
Una società energetica ha ricevuto un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'ICI su un parco eolico, a causa della sua omessa registrazione catastale. La società ha impugnato l'atto, sostenendo che le sanzioni non fossero dovute per via di una presunta incertezza normativa sulla classificazione di tali impianti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale, confermando che le sanzioni per mancato accatastamento del parco eolico sono dovute, poiché la normativa in materia era chiara già dal 2005. L'incertezza oggettiva è stata esclusa, rendendo ingiustificabile l'omissione. La causa è stata rinviata al giudice di secondo grado solo per esaminare un motivo specifico sollevato dal Comune.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contenzioso tributario relativo a avvisi di accertamento IRPEF è giunto in Cassazione. Il caso si è concluso prima di una decisione nel merito, poiché il contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata della controversia. Di conseguenza, non essendo stata presentata istanza di prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia del contendere, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Accordo transattivo tributario: rinvio della causa
La Corte di Cassazione ha rinviato una causa relativa a una controversia sulla tassa rifiuti (Tarsu-Tia) tra una società di logistica e la concessionaria per la riscossione di un Comune. La decisione è stata presa a seguito di un'istanza congiunta delle parti, che hanno comunicato di essere vicine a concludere un accordo transattivo tributario per risolvere la disputa. Il caso verteva sulla tassazione di ampie aree destinate a terminal e movimentazione container, con questioni relative alla produzione di rifiuti speciali e alla decadenza del potere di accertamento.
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Inammissibilità del ricorso: limiti e oneri processuali
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso principale di una società di factoring e dei ricorsi incidentali in una complessa causa su cessione di crediti sanitari. La decisione sottolinea i rigidi limiti processuali, come il divieto di domande nuove in appello e l'onere di specificità nella denuncia di omesso esame di fatti decisivi, confermando come i vizi procedurali possano precludere l'esame nel merito.
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Nullità atto di permuta: quando è valida la vendita?
Un comproprietario ha impugnato un atto di permuta di una quota immobiliare, sostenendo la sua nullità per irregolarità edilizie e la lesione del proprio diritto di prelazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la nullità dell'atto di permuta si configura solo in caso di assenza nel contratto degli estremi della concessione edilizia originaria o in sanatoria, e non per opere interne o ristrutturazioni che non richiedono tale concessione, anche se realizzate senza altre autorizzazioni. La commerciabilità del bene non era quindi compromessa.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia spegne il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia congiunta ai ricorsi, sia principale che incidentale, presentata da tutte le parti coinvolte. La decisione si fonda sull'accordo delle parti, che hanno anche pattuito la compensazione delle spese legali, rendendo superflua una pronuncia della Corte in merito.
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Discriminazione NCC: Cassazione annulla multa a Venezia
Una società di trasporto acqueo si opponeva a una sanzione del Comune per violazione delle norme di accesso alla ZTL. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, ritenendo illegittima l'ordinanza comunale. La Corte ha stabilito che la normativa locale creava una ingiustificata discriminazione NCC, trattando diversamente gli operatori con licenza rilasciata da altri comuni rispetto a quelli locali. Questo trattamento differenziato viola i principi di concorrenza e supera i poteri regolamentari del Comune.
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Rimborso spese pubbliche e rendicontazione
Una società che ha agito per conto dello Stato durante un'emergenza, ha pagato un subappaltatore per i servizi resi. Quando ha richiesto il rimborso spese pubbliche, la Pubblica Amministrazione lo ha negato per la mancanza di una procedura di rendicontazione amministrativa. La Corte di Cassazione, rilevando l'esistenza di precedenti non univoci, ha ritenuto la questione meritevole di un approfondimento in pubblica udienza. Pertanto, ha sospeso la decisione per consentire un'analisi più completa sul se tale procedura sia un requisito assoluto o se il diritto al rimborso possa essere provato in giudizio con altri mezzi.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio pendente in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata prevista da una legge del 2022. Avendo fornito prova della domanda e del pagamento della prima rata, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione dell'intero processo, senza pronunciarsi nel merito dei ricorsi. La decisione evidenzia come la definizione agevolata sia uno strumento per terminare definitivamente le liti fiscali.
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Anzianità docenti precari: sì senza abilitazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'anzianità dei docenti precari deve essere riconosciuta ai fini della progressione stipendiale, equiparandoli ai docenti di ruolo, anche in assenza del titolo di abilitazione. La Corte ha specificato che il principio di non discriminazione, derivante dalla normativa europea, impone di considerare la sostanza del lavoro svolto, che è identica. Tuttavia, ha negato che tale riconoscimento possa estendersi al periodo di prova successivo all'immissione in ruolo, poiché in quella fase il docente è già un lavoratore a tempo indeterminato e la comparazione non è più tra precario e di ruolo.
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Notifica accertamento società cancellata: la Cassazione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema cruciale della notifica di un accertamento a una società cancellata. A seguito di un avviso fiscale notificato all'erede di un ex socio, basato su documenti non allegati, la Corte ha ritenuto la questione di tale rilevanza da richiedere una trattazione in pubblica udienza. La decisione finale chiarirà le corrette modalità di notifica in questi complessi scenari tributari.
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