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Resistente

143 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La parte che si difende in un giudizio di impugnazione, opponendosi alle richieste del ricorrente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fisco vs Contribuente: L’Estinzione del Giudizio Tributario chiude la lite
Un'Azienda e i suoi Soci hanno presentato ricorso contro l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale. Successivamente, i Contribuenti hanno chiesto l'estinzione del giudizio tributario, dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata della lite prevista dalla legge. L'Agenzia delle Entrate non si è opposta a questa richiesta. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta dei Contribuenti, dichiarando l'estinzione del giudizio e ponendo le spese a carico dei Ricorrenti, come previsto dalla normativa.
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Rimessione della causa tributaria: la Cassazione corregge la CTR
Un Contribuente ha presentato ricorso contro l'Agenzia delle Entrate. La Commissione Tributaria Regionale (CTR) aveva rimesso la causa alla Commissione Tributaria Provinciale (CTP) per una decisione nel merito, dopo che la Cassazione aveva già dichiarato ammissibile il ricorso iniziale. La Suprema Corte ha ora stabilito che la CTR ha sbagliato a disporre la rimessione della causa tributaria al primo grado. L'articolo 59 del d.lgs. 546/1992 prevede la rimessione solo in casi tassativi e l'ammissibilità del ricorso non rientra tra questi. La CTR avrebbe dovuto decidere la causa nel merito. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza della CTR e ha rinviato la causa alla stessa CTR, ma in diversa composizione, per una nuova decisione sul merito.
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Agevolazione fiscale terreni agricoli: la destinazione conta, non l’attività
Un Contribuente ha acquistato terreni agricoli e ha richiesto un'agevolazione fiscale prevista da una legge regionale siciliana. L'Agenzia delle Entrate ha negato il beneficio, sostenendo che il Contribuente non possedeva i requisiti soggettivi e oggettivi legati all'attività agricola. La Commissione Tributaria Regionale aveva confermato il diniego. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Contribuente. Ha chiarito che l'agevolazione fiscale terreni agricoli, secondo l'interpretazione autentica della legge regionale, si applica esclusivamente in base alla destinazione agricola dei terreni negli strumenti urbanistici, senza richiedere che l'acquirente svolga effettivamente attività agricola. Il Contribuente ha quindi ottenuto il beneficio fiscale.
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Definizione agevolata: il contribuente vince, il giudizio si estingue
L'Agenzia delle Entrate aveva presentato ricorso contro una sentenza favorevole a un Contribuente riguardo imposte ipotecarie e catastali. Il Contribuente ha poi aderito alla "definizione agevolata controversie tributarie", versando l'importo ridotto del 5% del valore della lite e non presentando istanza di trattazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di tale istanza, il processo si estingue automaticamente, come previsto dal d.l. n. 119/2018, art. 6. Il giudizio è stato dichiarato estinto e le spese compensate tra le parti.
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Appello sospeso: la Cassazione attende le Sezioni Unite sul processo
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria che dispone la sospensione del processo di un ricorso presentato da un cittadino contro il Ministero dell'Interno, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione e la Prefettura di Latina. La Corte ha ritenuto necessario attendere la decisione delle Sezioni Unite su una questione di diritto già sollevata in un'altra ordinanza. Questo rinvio a nuovo ruolo implica che la decisione finale sul ricorso sarà posticipata, in attesa di un chiarimento interpretativo fondamentale per la risoluzione del caso, determinando una sospensione del processo.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla causa con lo Stato
Un cittadino straniero ha proposto ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Interno avverso una sentenza della Corte d'Appello. Successivamente, lo stesso ricorrente ha depositato un atto formale con cui ha dichiarato la propria rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte e verificata la regolarità dell'atto, ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, ponendo fine alla controversia senza esaminare il merito della vicenda e rendendo definitiva la decisione precedente.
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Correzione errore materiale: una lettera cambia il destino del ricorso
Il cittadino ha richiesto la correzione errore materiale contenuta in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nel provvedimento originario, infatti, il cognome del ricorrente era stato erroneamente trascritto come "Bodli" anziché "Bodlli". La Suprema Corte, esaminata la richiesta e constatata l'evidente svista di battitura, ha accolto l'istanza ai sensi dell'articolo 287 del codice di procedura civile. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la correzione ufficiale del testo, stabilendo che il cognome corretto da considerare a tutti gli effetti di legge sia "Bodlli". Il cittadino ottiene così la rettifica formale del provvedimento senza dover avviare un nuovo giudizio di merito.
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Mancato deposito del ricorso: la negligenza cancella il giudizio
Due società notificavano a un cittadino un ricorso per regolamento di competenza contro una sentenza del Tribunale che aveva declinato la propria competenza. Tuttavia, le società omettevano di depositare l'atto presso la cancelleria della Corte di Cassazione nei termini previsti dalla legge. Il cittadino si costituiva presentando una memoria difensiva per chiedere il rigetto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso proprio a causa del mancato deposito del ricorso. Non sono state liquidate le spese di giudizio in favore del resistente poiché non vi era prova della notifica della sua memoria difensiva alle controparti.
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Correzione di errore materiale: raddoppiano le spese di lite
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per la correzione di errore materiale presentato da una Società di Trasporti. Nel precedente decreto di estinzione del giudizio, il giudice aveva erroneamente condannato la ricorrente a pagare le spese di lite a un solo resistente, anziché a entrambi i soggetti coinvolti (un'altra società e un Comune). Con questa ordinanza, la Suprema Corte ha corretto il testo del provvedimento, specificando che la condanna alle spese di quattromila euro per compensi e duecento euro per esborsi deve intendersi riferita a ciascuno dei resistenti singolarmente. Di conseguenza, la Società di Trasporti dovrà versare l'importo raddoppiato, ovvero la quota intera a favore di ognuna delle due parti opposte.
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Procura speciale: ricorso perso per una data non certificata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero a causa di un vizio formale. La legge in materia di protezione internazionale impone requisiti molto rigidi per la procura speciale e certificazione della data. L'avvocato deve infatti attestare che la procura sia stata firmata in una data successiva alla comunicazione del provvedimento da impugnare. In questo caso, la certificazione mancava. La Corte ha confermato che questa omissione non è sanabile e impedisce di esaminare il merito della questione, portando alla sconfitta del ricorrente per una ragione puramente procedurale.
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Indennità malattia gente di mare: tassazione IRPEF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11763/2023, ha stabilito che l'indennità malattia gente di mare è soggetta a tassazione IRPEF. La vecchia esenzione, legata alla soppressa imposta sulla ricchezza mobile, non è più applicabile. L'indennità ha natura di reddito sostitutivo del lavoro dipendente e, come tale, deve essere tassata, riformando la precedente decisione della Commissione Tributaria Regionale.
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Carta del Docente anche ai precari: la sentenza
Una recente sentenza del Tribunale di Milano ha affermato il diritto di un insegnante con contratto a tempo determinato a ricevere la Carta del Docente. Il giudice ha stabilito che negare il bonus di 500 euro ai docenti precari costituisce una discriminazione ingiustificata, contraria ai principi costituzionali italiani e al diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il Ministero è stato condannato a corrispondere l'importo per gli anni scolastici richiesti, riconoscendo che la necessità di formazione e aggiornamento è identica per tutto il personale docente, a prescindere dalla natura del contratto.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento, ricorre in Cassazione. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata prevista da una norma sopravvenuta, pagando la prima rata. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura, dichiara estinto il giudizio, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha anticipate.
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Prassi commerciale: quando non prevale sul contratto
Un fornitore ha citato in giudizio una società finanziaria per il rifiuto di attivare due contratti di leasing, sostenendo la violazione di una consolidata prassi commerciale. Il Tribunale di Milano ha respinto la domanda, affermando che le chiare clausole contrattuali, che riservavano alla finanziaria il diritto di rifiuto dopo opportune verifiche, prevalgono su qualsiasi presunta pratica informale. Questo caso sottolinea la supremazia degli accordi scritti sulla prassi commerciale, specialmente quando il contratto stesso ne esclude la rilevanza.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva liquidato le spese legali per un importo errato. La Corte, riconoscendo la discrepanza tra quanto deliberato e quanto scritto nel dispositivo, ha accolto l'istanza. La decisione evidenzia il potere del giudice di procedere alla correzione errore materiale anche di propria iniziativa, ripristinando l'importo corretto delle spese di lite da € 4.400,00 a € 10.700,00.
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Assegno ad personam: la Cassazione rinvia la decisione
Una dipendente pubblica ha contestato la revoca di un assegno ad personam e richiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio. Dopo una decisione parzialmente favorevole in primo grado e un rigetto in appello, la Corte di Cassazione, data la complessità della questione legata all'assegno ad personam nel pubblico impiego privatizzato, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per una trattazione più approfondita.
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Decadenza previdenziale: la nuova legge non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza previdenziale. Un nuovo termine di decadenza, introdotto da una legge successiva, si applica anche alle situazioni preesistenti, ma la sua decorrenza inizia solo dalla data di entrata in vigore della nuova norma. Nel caso di specie, la richiesta di una pensionata per il riconoscimento di vecchi contributi, presentata nel 2012, non poteva essere considerata decaduta in base a una legge del 2011, poiché il termine non era ancora trascorso. La sentenza di appello è stata quindi annullata.
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Sentenza straniera: cessazione della materia del contendere
Un ente pubblico aveva impugnato il decreto di esecutività di una sentenza straniera emessa in Svizzera. Successivamente, la stessa sentenza straniera è stata annullata da un tribunale d'appello svizzero. La Corte d'Appello italiana ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere. Per decidere sulle spese, ha valutato chi avrebbe vinto (soccombenza virtuale), ritenendo infondati i motivi dell'ente. Tuttavia, ha compensato le spese a causa della complessità del caso e dell'annullamento della decisione estera.
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Sospensione processo tributario: il rinvio della Cassazione
Un contribuente, in lite con l'Amministrazione finanziaria per un avviso di accertamento IRPEF, ha aderito alla definizione agevolata (c.d. rottamazione). La Corte di Cassazione, preso atto del piano di rateizzazione in corso fino al 2027, ha disposto la sospensione del processo tributario, rinviando la causa ad un'udienza successiva al termine dei pagamenti per verificare l'esito della procedura.
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Rendita vitalizia: la Cassazione e il caso complesso
Un Ente Previdenziale ricorre contro una sentenza che riconosceva a un lavoratore il diritto alla costituzione di una rendita vitalizia. La Cassazione, rilevando che la stessa sentenza era già stata cassata in un altro procedimento, emette un'ordinanza interlocutoria per sollecitare il contraddittorio tra le parti sulla complessa situazione processuale venutasi a creare.
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