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143 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Malattia professionale OSS: riconosciuta la discopatia
Una Operatrice Socio Sanitaria (OSS) ha ottenuto il riconoscimento della discopatia lombare come malattia professionale. Il Tribunale del Lavoro ha accolto il ricorso, basandosi sulle testimonianze che descrivevano le pesanti mansioni di movimentazione manuale dei pazienti e sulla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) che ha confermato il nesso causale tra l'attività lavorativa e la patologia. All'operatrice è stata riconosciuta un'invalidità dell'8%, con condanna dell'ente al pagamento delle relative prestazioni e delle spese legali.
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Correzione materiale: obbligo di notifica alla controparte
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha chiarito che un'istanza di correzione materiale di un precedente provvedimento deve essere notificata a tutte le controparti. Nel caso specifico, i richiedenti avevano omesso di notificare la loro istanza volta ad aggiungere il nominativo di un ricorrente dimenticato nella precedente decisione. La Corte ha quindi sospeso il giudizio, ordinando ai richiedenti di effettuare la notifica entro 60 giorni, riaffermando il principio del contraddittorio anche in questa fase procedurale.
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Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Una ditta individuale aveva impugnato un avviso di accertamento fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, presentando poi rinuncia al giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario a seguito della richiesta di definizione agevolata da parte di un contribuente. Il caso riguardava un accertamento per maggiori utili extracontabili di una S.r.l. imputati al socio. L'adesione alla procedura e il pagamento della prima rata hanno comportato la cessazione della materia del contendere, chiudendo definitivamente la lite con il Fisco.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su presunti maggiori ricavi, calcolati in base ai valori OMI. Durante il ricorso in Cassazione, l'azienda ha presentato istanza di definizione agevolata. La Corte ha sospeso il giudizio, invitando l'Agenzia delle Entrate a verificare la regolarità della procedura di definizione, che potrebbe estinguere il contenzioso.
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Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante contributi previdenziali. L'ente di riscossione aveva impugnato una sentenza d'appello che annullava un avviso di addebito. Tuttavia, prima della decisione, lo stesso ente ha presentato una formale rinuncia al ricorso. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una pronuncia nel merito, rendendo definitiva la decisione favorevole al contribuente dei giudici di secondo grado. Non sono state liquidate spese legali poiché la controparte non si era costituita attivamente nel giudizio di cassazione.
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Difensore antistatario: correzione errore materiale
La Cassazione corregge una propria ordinanza per errore materiale, disponendo l'attribuzione delle spese legali al difensore antistatario. La Corte ha riconosciuto che l'omessa statuizione, a fronte di una specifica richiesta, era un errore da emendare, accogliendo il ricorso e modificando il dispositivo della precedente decisione.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge
Una società di servizi ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore dei suoi avvocati. La Corte ha riconosciuto che tale omissione costituisce un errore materiale, derivante da mera disattenzione, e ha quindi accolto il ricorso, ordinando la correzione del provvedimento per includere la distrazione delle spese in favore dei procuratori della parte ricorrente.
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Condanna generica e retribuzione: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico, trasferito tra due enti, ha citato in giudizio il nuovo datore di lavoro per differenze retributive legate al mancato riconoscimento di una voce salariale maturata in precedenza. La Corte d'Appello aveva emesso una condanna generica, riconoscendo il diritto del lavoratore ma senza quantificare l'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, a fronte di una domanda per una somma specifica, il giudice non può limitarsi a una condanna generica ma deve pronunciarsi anche sul 'quantum debeatur', ovvero sull'importo esatto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la corretta liquidazione delle somme.
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Procura speciale: inammissibilità del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia tributaria a causa di un vizio nella procura speciale. L'ordinanza chiarisce che il difensore deve certificare esplicitamente che la procura è stata conferita in data successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. La semplice autenticazione della firma del cliente non è sufficiente a soddisfare il requisito di specialità, impedendo così l'esame nel merito del ricorso.
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Estinzione giudizio tributario: la definizione agevolata
Una società in accomandita semplice, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole dalla Commissione Tributaria Regionale, si è trovata di fronte a un ricorso per cassazione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Durante il procedimento, i soci hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge 197/2022. Avendo presentato istanza e prova del pagamento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo fine alla lite.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione decide sul caso
La Corte di Cassazione esamina un ricorso presentato da un contribuente contro l'Agenzia delle Entrate in materia di iscrizione ipotecaria. Il caso verte sull'annullamento di una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva a sua volta annullato una decisione di primo grado sfavorevole al cittadino.
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Rinuncia al credito: quando si estingue il giudizio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio in materia di IVA su una presunta operazione di rinuncia al credito. La controversia è nata dalla contestazione dell'Agenzia Fiscale, che assimilava la rinuncia al credito per servizi resi da una società madre alla sua controllata a un pagamento imponibile ai fini IVA. Tuttavia, prima della decisione nel merito, la società ha aderito a una definizione agevolata, saldando il debito e portando la Corte a chiudere il procedimento senza pronunciarsi sulle questioni di fondo.
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Definizione agevolata: rinvio della causa in Cassazione
Un contribuente, durante un ricorso in Cassazione per un diniego di una precedente sanatoria, ha presentato una nuova istanza di definizione agevolata ai sensi della L. 197/2022. La Corte Suprema, in un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento del piano di pagamento rateale, subordinando l'estinzione del giudizio al versamento integrale delle somme.
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Estinzione del giudizio: la definizione agevolata
Un contribuente, dopo aver perso in appello contro un avviso di accertamento basato sul redditometro, ha aderito a una definizione agevolata durante il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del pagamento e della domanda del contribuente, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia. La decisione chiarisce che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica dell'avviso di accertamento presupposto. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello per vizio di motivazione apparente, poiché i giudici di secondo grado avevano ignorato le specifiche contestazioni della contribuente sulla prova della notifica, limitandosi a una conclusione generica e assertiva. La Suprema Corte ha ribadito che una motivazione è apparente quando non permette di comprendere l'iter logico seguito dal giudice, violando così il diritto a una decisione giustificata.
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Revocazione sentenza: giudice astenuto, caso rinviato
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di un ricorso per revocazione di una propria precedente sentenza. La decisione è stata presa per garantire l'imparzialità del giudizio, poiché uno dei magistrati del collegio giudicante aveva già partecipato alla stesura del provvedimento oggetto di revocazione. Il caso di origine riguarda un accertamento fiscale per imposta di successione.
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Definizione agevolata coobbligato: effetti estesi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18339/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso di accertamento IVA a carico di un'associazione sportiva e del suo legale rappresentante. La controversia è stata risolta grazie alla definizione agevolata richiesta dall'associazione. La Corte ha chiarito che gli effetti di tale definizione si estendono automaticamente al coobbligato solidale, estinguendo di conseguenza anche il procedimento a suo carico. Questa decisione conferma un importante principio di estensione dei benefici della pace fiscale.
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Nullità della sentenza per errore sul caso deciso
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della sentenza di una corte tributaria di secondo grado. Il giudice d'appello, pur indicando correttamente le parti in causa nell'intestazione, aveva motivato e deciso su una controversia completamente diversa, riguardante altri soggetti e questioni fiscali. A causa di questo macroscopico errore, che viola le norme procedurali, la Suprema Corte ha cassato la decisione e rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene d'ufficio per effettuare una correzione errore materiale su una propria precedente ordinanza. Quest'ultima, a sua volta, correggeva un'altra decisione ma conteneva un refuso nel numero di riferimento. La Corte ha quindi rettificato il numero errato, ripristinando la coerenza formale degli atti giudiziari e sottolineando l'importanza della precisione procedurale.
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