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143 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Notifica avvocato: l’ordinanza interlocutoria
La Corte di Cassazione emette un'ordinanza interlocutoria in un caso tributario. La decisione riguarda un vizio nella notifica avvocato della data dell'udienza, emerso da informazioni del Consiglio dell'Ordine. Il caso di merito verteva sull'annullamento di un fermo amministrativo e di cartelle di pagamento per mancata notificazione al contribuente.
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Definizione Agevolata: Sospensione del Giudizio
Un contribuente, socio accomandante di una società, impugna avvisi di accertamento per redditi d'impresa. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata ('rottamazione-quater'), sostenendo di aver saldato il debito. La Corte, con ordinanza interlocutoria, sospende il procedimento e chiede alle parti chiarimenti per verificare il collegamento tra il pagamento e gli specifici avvisi di accertamento oggetto della causa, prima di potersi pronunciare sull'eventuale estinzione del giudizio.
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Diniego autotutela: limiti all’impugnazione in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un diniego di autotutela emesso dall'Agenzia delle Entrate relativo a cartelle di pagamento ormai definitive. Il contribuente lamentava un vizio di notifica originario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che l'impugnazione di un diniego autotutela non può essere usata per rimettere in discussione il merito della pretesa tributaria, ma solo per contestare eventuali profili di illegittimità del diniego stesso.
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Giudicato esterno: blocca la pretesa contributiva INPS
La Corte di Cassazione ha annullato una pretesa contributiva dell'INPS nei confronti del coadiuvante di un'impresa familiare. La decisione si fonda sul principio del giudicato esterno: un'altra sentenza, divenuta definitiva, aveva già stabilito che per lo stesso periodo e per la stessa identica pretesa i contributi non erano dovuti. La Suprema Corte ha ribadito che un giudicato, anche se formatosi successivamente alla sentenza d'appello, deve essere sempre rilevato per garantire la certezza del diritto e impedire decisioni contrastanti.
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Emendabilità dichiarazione: correzione in giudizio
Una società ha commesso un errore nella dichiarazione Ires e Irap. Nonostante il rigetto in autotutela e nei primi due gradi di giudizio, la Cassazione ha accolto il ricorso, affermando il principio di emendabilità della dichiarazione. Il contribuente può sempre correggere un errore di fatto o di diritto in sede contenziosa per far valere la pretesa tributaria corretta, a prescindere dai termini per la dichiarazione integrativa.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio e spese
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia agli atti presentata da un'agente della riscossione in un contenzioso tributario. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che, in assenza di attività difensiva delle controparti, non vi è luogo a provvedere sulle spese. Inoltre, ha chiarito che la rinuncia non comporta il pagamento del doppio contributo unificato, data la natura eccezionale e sanzionatoria di tale misura.
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Notifica atti fiscali: vale se l’ufficio è vicino?
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la nullità della notifica degli atti prodromici. Il problema risiedeva nel fatto che l'avviso di accertamento, spedito da un ufficio postale, era stato depositato per il ritiro presso un altro ufficio, sebbene più vicino alla residenza della destinataria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica di atti fiscali è perfettamente valida. La Corte ha chiarito che il deposito presso una dipendenza dell'ufficio postale di spedizione, territorialmente più comoda per il destinatario, non solo è legittimo ma agevola l'esercizio del diritto di difesa del contribuente.
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Iscrizione Gestione Separata: obbligo per ingegneri
Un ingegnere, sia dipendente pubblico che libero professionista, ha contestato la sua iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il versamento del contributo integrativo alla sua cassa professionale fosse sufficiente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione gestione separata è obbligatoria. La Corte ha chiarito che solo i versamenti contributivi che creano una posizione pensionistica specifica possono esonerare da tale obbligo, funzione non assolta dal contributo integrativo, che ha natura solidaristica.
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Reverse charge oro: quando si applica? La Cassazione
Un'impresa individuale operante nel settore dell'oro usato ha ricevuto un avviso di accertamento IVA per non aver applicato l'aliquota ordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, chiarendo che per l'applicazione del regime del 'reverse charge oro', è onere del cedente dimostrare che i beni siano stati venduti a soggetti che li sottoporranno a trasformazione. In assenza di tale prova, si applica il regime IVA ordinario. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo di ricorso basato su una presunta motivazione insufficiente, in quanto non più censurabile secondo la normativa vigente.
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Carenza di interesse: inammissibile ricorso in Cassazione
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione un avviso fiscale per la revoca delle agevolazioni 'prima casa', dichiara una sopravvenuta carenza di interesse. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, specificando che tale inammissibilità, essendo sopravvenuta, non comporta il raddoppio del contributo unificato.
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Prova notifica appello: quando è inammissibile?
Un contribuente si rivolge alla Corte di Cassazione dopo che la Commissione Tributaria Regionale ha annullato una decisione a lui favorevole. Il nodo della questione è la tardività dell'appello dell'Agenzia delle Entrate, che secondo il contribuente non è stato presentato nei termini. La Cassazione, prima di emettere una sentenza definitiva, ha disposto l'acquisizione dei fascicoli dei gradi di merito per una verifica approfondita sulla prova notifica appello, elemento decisivo per stabilire la tempestività del gravame.
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Definizione agevolata: stop al contenzioso fiscale
L'Agenzia delle Entrate aveva sanzionato un'azienda per la mancata indicazione separata, nella dichiarazione dei redditi del 2007, di costi derivanti da operazioni con un fornitore in un paese "black list". La società contribuente, durante il giudizio in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata per le violazioni formali prevista dal D.L. 119/2018, versando l'importo richiesto. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuto pagamento e della natura formale della violazione, ha dichiarato il giudizio estinto per cessata materia del contendere.
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Nullità della sentenza: composizione del collegio
Una società impugna in Cassazione una sentenza tributaria, lamentando tra i vari motivi la nullità della sentenza per vizi procedurali gravi, come un'irregolare composizione del collegio giudicante. La Corte di Cassazione, ritenendo prioritario l'esame di questa censura, non decide nel merito ma emette un'ordinanza interlocutoria. Dispone il rinvio della causa per acquisire i fascicoli dei gradi precedenti e verificare la fondatezza delle presunte irregolarità, che potrebbero invalidare l'intero giudizio d'appello.
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Onere della prova INPS: chi deve dimostrare il debito?
Un imprenditore agricolo si è opposto a una richiesta di contributi INPS. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova INPS: quando l'ente previdenziale richiede dei contributi annullando una precedente cancellazione del lavoratore dai propri elenchi, è l'INPS stesso a dover dimostrare la sussistenza dei presupposti per il pagamento, come la prevalenza dell'attività agricola. La sentenza di merito che aveva posto tale onere a carico del contribuente è stata annullata con rinvio.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la decadenza ricalcolo pensione non annulla il diritto del pensionato a ottenere un importo corretto, ma si limita a bloccare il recupero degli arretrati più vecchi di tre anni. La Corte ha respinto il ricorso di un ente previdenziale, sostenendo che il diritto alla pensione è fondamentale e irrinunciabile, e una sua corretta determinazione prevale sui termini di decadenza, che possono incidere solo sugli aspetti patrimoniali pregressi.
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Controllo automatizzato: la Cassazione esamina il caso
La Corte di Cassazione esamina un ricorso presentato da un contribuente contro una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo automatizzato. L'ordinanza interlocutoria analizza i fatti di una controversia originata da una rettifica sulla dichiarazione dei redditi del 2012, che ha portato all'applicazione di maggiori imposte e sanzioni. Il caso solleva questioni sulla legittimità degli atti impositivi automatizzati.
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Dies a quo pubblicazione elenchi: la Cassazione decide
Un lavoratore agricolo si è visto negare il diritto a rimanere iscritto negli elenchi previdenziali a causa di una presunta tardività del suo ricorso. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, ha chiarito un principio fondamentale sul dies a quo per la pubblicazione degli elenchi. La Corte ha stabilito che il termine per l'impugnazione non decorre dal primo, ma dall'ultimo giorno di pubblicazione telematica degli elenchi sul sito dell'ente previdenziale, garantendo così il pieno diritto di difesa del cittadino. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Deposito copia appello: la Cassazione ordina verifiche
Un contribuente si rivolge alla Cassazione sostenendo l'inammissibilità dell'appello dell'Agenzia delle Entrate per un vizio procedurale: il tardivo deposito della copia dell'appello. La Corte, prima di decidere nel merito, emette un'ordinanza interlocutoria per acquisire il fascicolo del grado precedente e verificare la fondatezza del motivo, sottolineando l'importanza del rispetto delle scadenze processuali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società contribuente ha impugnato una sentenza tributaria regionale. In Cassazione, è stata formulata una proposta di definizione semplificata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. La società non ha replicato entro il termine di 40 giorni, un'inerzia che la legge interpreta come rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza una decisione nel merito.
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Estinzione ricorso Cassazione per inerzia: il caso
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del ricorso Cassazione a seguito dell'inerzia della parte ricorrente. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio, la parte non ha richiesto una decisione entro il termine di quaranta giorni previsto dalla legge, portando la Corte a considerare il ricorso come rinunciato e a dichiarare l'estinzione del procedimento.
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