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143 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso in un contenzioso previdenziale. Una professionista, dopo aver impugnato la sentenza d'appello sfavorevole in materia di contributi alla Gestione Separata, ha rinunciato al proprio ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, in quanto prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento per IRES fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, raggiungendo un accordo con l'Agenzia delle Entrate. A seguito della rinuncia al ricorso, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del doppio contributo unificato.
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Indennità di buonuscita multipla: si può cumulare?
Un lavoratore pubblico, che ha svolto contemporaneamente due distinti rapporti di lavoro versando contributi a due diverse casse previdenziali (INADEL ed ENPAS), ha richiesto il ricalcolo della sua indennità di buonuscita. Dopo una decisione favorevole in primo grado e una riforma in appello, la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione di particolare rilevanza. Nello specifico, il caso solleva dubbi sulla possibilità di maturare una pluralità di trattamenti di fine servizio. Data la complessità, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una discussione approfondita, senza ancora decidere nel merito.
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Punteggio graduatoria: 12 punti per servizio e TFA
Il Tribunale di Venezia, in funzione di Giudice del Lavoro, ha accolto il ricorso di alcuni docenti precari. L'amministrazione scolastica aveva negato loro l'attribuzione di 12 punti per il servizio prestato nell'anno scolastico 2023/2024, poiché svolto contemporaneamente alla frequenza del corso di specializzazione per il sostegno (TFA). Il giudice ha stabilito che il divieto di valutazione del servizio contestuale, previsto da una circolare del 2020, si applica solo ai percorsi di abilitazione e non a quelli di specializzazione sul sostegno. Pertanto, ha riconosciuto il diritto dei docenti al corretto punteggio in graduatoria, ordinando all'amministrazione la rettifica e il conseguente riposizionamento nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).
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Trattamento di fine servizio: quando è unico?
Una dipendente pubblica, trasferita tra diversi enti senza interruzione, ha richiesto la riliquidazione del suo trattamento di fine servizio (TFS) calcolato sull'intera carriera. L'ente previdenziale sosteneva la definitività di un acconto versato anni prima e la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla lavoratrice, stabilendo che in caso di continuità del rapporto di lavoro, il TFS è unico e il diritto a richiederlo si prescrive solo dalla cessazione definitiva del servizio, non da pagamenti intermedi.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tributario. La società ricorrente non ha dato seguito, entro il termine di quaranta giorni, alla proposta di definizione del giudizio formulata dalla Corte. Tale inerzia è stata interpretata come una rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del processo e alla condanna della società al pagamento delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso tributario: guida pratica
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso tributario. A seguito della rinuncia formale del contribuente e dell'accettazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la procedura soddisfaceva i requisiti degli articoli 390 e 391 c.p.c. e che, data l'accettazione, non vi era luogo a provvedere sulle spese.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione in un caso in cui il ricorrente, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del ricorso, non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. L'inerzia è stata equiparata a una rinuncia all'impugnazione, portando alla chiusura del procedimento.
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Esenzione imposta di registro: vale per tutti i gradi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione dall'imposta di registro per le cause di valore inferiore a 1.033,00 euro, prevista dall'art. 46 della L. 374/1991, si estende a tutti gli atti e provvedimenti del processo, inclusi quelli della fase esecutiva, indipendentemente dal tribunale che li emette. La Corte ha chiarito che il criterio determinante è il valore della causa originaria, non la competenza del giudice dell'esecuzione, accogliendo il ricorso di un contribuente contro l'Agenzia delle Entrate.
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Gestione Separata INPS: obbligo per professionisti
Un professionista, anche lavoratore dipendente, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per i redditi da libera professione. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo, specificando che il versamento del solo contributo integrativo alla cassa professionale non è sufficiente a esonerare. Tuttavia, ha accolto il motivo di ricorso relativo alla prescrizione dei contributi per alcune annualità, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Giudicato esterno: effetti su accertamenti futuri
Una società immobiliare in fallimento ha impugnato avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che il principio del giudicato esterno prevale: una precedente sentenza definitiva, che aveva già qualificato la società come non operativa per un'annualità, estende i suoi effetti agli accertamenti successivi basati sulla stessa situazione di fatto. La Corte ha inoltre chiarito che, per i tributi non armonizzati, non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per le società di comodo.
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Rinuncia al ricorso: ecco l’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti e della contestuale accettazione della controparte. Il decreto chiarisce che, in presenza di un accordo tra le parti, il processo si conclude senza una pronuncia sulle spese legali, in applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione del giudizio: il silenzio che costa caro
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a causa del silenzio di un ente fiscale. A seguito della proposta di definizione della lite, l'ente non ha chiesto una decisione entro 40 giorni, portando alla presunzione di rinuncia al ricorso e alla conseguente condanna al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce come l'inerzia del ricorrente, successiva alla comunicazione della proposta di definizione del giudizio, comporti una presunzione di rinuncia al ricorso. In applicazione dell'art. 380-bis del codice di procedura civile, il mancato deposito di un'istanza di decisione entro quaranta giorni ha determinato l'estinzione del giudizio senza alcuna statuizione sulle spese, data la mancata attività difensiva della controparte.
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Estinzione giudizio per inerzia: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario poiché la società ricorrente non ha chiesto la prosecuzione del ricorso entro 40 giorni dalla proposta di definizione. La mancata azione è equiparata a rinuncia, comportando la chiusura del procedimento.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria. A seguito della proposta di definizione del giudizio, il ricorrente non ha richiesto una decisione entro 40 giorni, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio per abbandono del ricorso e a condannarlo al pagamento delle spese legali.
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Notifica atti INPS: vale la compiuta giacenza?
Una società contesta la notifica di atti INPS per contributi non versati, sostenendo la nullità per mancato invio della raccomandata informativa (CAD) dopo un tentativo di consegna fallito. La Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che per la notifica diretta a mezzo posta vale la presunzione di conoscenza con la compiuta giacenza, senza necessità di ulteriori formalità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un contribuente aveva impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, lo stesso contribuente ha presentato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità, senza provvedere alla liquidazione delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso contro un ente previdenziale. I ricorrenti, dopo aver ricevuto una proposta di definizione della lite ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., non hanno chiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Tale inerzia, per legge, equivale a una rinuncia al ricorso, portando alla chiusura definitiva del procedimento senza una decisione nel merito.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e conseguenze
Una società impugna una sentenza della Commissione Tributaria, ma successivamente rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese, secondo l'art. 391 c.p.c. Questo decreto chiarisce le conseguenze procedurali di tale atto.
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