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Regolarità Contributiva Durc

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Regolarità contributiva DURC: scontro tra INPS e azienda rinviato
L'INPS ha proposto ricorso contro la sentenza che annullava un avviso di addebito da circa quattordicimila euro emesso nei confronti di una società, ordinando il rilascio del certificato di regolarità contributiva DURC. Al centro della controversia vi è l'individuazione della normativa applicabile nel tempo per stabilire i requisiti della regolarità contributiva DURC, nello specifico la scelta tra il decreto ministeriale del 2007 e quello del 2015. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sulla successione temporale dei decreti ministeriali ha una forte rilevanza nomofilattica ed è già oggetto di un'altra imminente trattazione in pubblica udienza, ha deciso di non decidere immediatamente il merito, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per una successiva trattazione coordinata.
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Regolarità contributiva DURC: il certificato non cancella i debiti
L'Inps ha richiesto a un'azienda il pagamento di oltre 51.000 euro per contributi non versati, revocando le agevolazioni tariffarie a causa di una precedente irregolarità. La Corte d'appello aveva dato ragione all'azienda, ritenendo che il rilascio di DURC regolari avesse creato un legittimo affidamento. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Inps, stabilendo che la regolarità contributiva DURC deve essere reale, continua e permanente. Il mero possesso del documento non impedisce il recupero degli sgravi indebitamente fruiti, poiché il DURC non ha valore costitutivo ma solo di certificazione, superabile davanti al giudice in caso di accertata irregolarità.
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Regolarità contributiva DURC: pagare non basta senza i dati
Un'azienda ha pagato regolarmente tutti i contributi previdenziali ma ha inviato in ritardo le dichiarazioni mensili obbligatorie (Uniemens). L'INPS ha quindi revocato le agevolazioni di cui l'impresa beneficiava. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'ente previdenziale, stabilendo che la regolarità contributiva DURC richiede non solo il pagamento delle somme dovute, ma anche la tempestiva e corretta trasmissione dei flussi informativi. Senza questi dati, l'ente non può verificare l'esattezza dei versamenti. Di conseguenza, il ritardo nell'invio dei modelli costituisce un'irregolarità bloccante che comporta la perdita dei benefici contributivi. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza d'appello favorevole all'azienda, rinviando la causa per una nuova decisione.
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DURC regolare ma con debiti? L’Azienda perde gli sgravi
Un'azienda si vede revocare quasi 200.000 euro di agevolazioni contributive per l'assunzione di lavoratori. L'Ente Previdenziale ha scoperto un'irregolarità nei pagamenti passati, nonostante l'azienda avesse un DURC formalmente regolare nel periodo in cui ha goduto dei benefici. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: la regolarità contributiva DURC deve essere sostanziale e costante. Il possesso del solo certificato non è sufficiente se, nei fatti, esiste un debito. Di conseguenza, l'azienda ha perso la causa e deve restituire tutti gli sgravi ottenuti.
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Regolarità contributiva DURC: debito di 50 euro costa 59mila
Una società calzaturiera ha perso il diritto a oltre 59.000 euro di benefici a causa di un debito previdenziale di soli 50 euro. La Corte di Cassazione ha stabilito che la regolarità contributiva DURC deve essere totale e costante per godere degli sgravi. Sebbene un decreto del 2015 preveda una soglia di tolleranza di 150 euro, tale norma non era ancora in vigore al momento della richiesta (maggio 2015). Di conseguenza, si applica la normativa del 2007, che non consentiva scostamenti per la fruizione di benefici contributivi generali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che l'onere della prova della regolarità spetta sempre al datore di lavoro, indipendentemente da avvisi preventivi dell'ente.
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