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Art. 4 D.M. 30 gennaio 2015

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Decadenza dagli sgravi contributivi: non basta il saldo tardivo
Un'azienda ha impugnato alcuni avvisi di addebito notificati dall'INPS a seguito della revoca delle agevolazioni previdenziali. L'impresa aveva saldato un piccolo debito contributivo con notevole ritardo rispetto ai termini stabiliti. La Corte d'Appello ha limitato il recupero delle somme al solo periodo di scoperto effettivo. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'ente previdenziale, evidenziando che la decadenza dagli sgravi contributivi è inevitabile se la regolarità dei versamenti non è costante e permanente. Il saldo tardivo del debito, eseguito fuori dalle procedure di sanatoria, non impedisce il recupero di tutti i benefici indebitamente usufruiti.
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Recupero sgravi contributivi: il DURC non evita la sanzione
Una società cooperativa ha impugnato la pretesa dell'INPS relativa al versamento di differenze contributive e al conseguente recupero sgravi contributivi. La cooperativa allontanava i lavoratori a turno iniziato riducendo l'orario senza preavviso e non applicava le maggiorazioni per lo straordinario. Inoltre, la società conteneva i costi anziché adeguare i salari ai rinnovi contrattuali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il mero possesso del DURC non garantisce l'immunità dai controlli. La regolarizzazione avvenuta a verbale iniziato non evita la revoca delle agevolazioni. Di conseguenza, il datore di lavoro deve versare i contributi calcolati sul minimale retributivo e restituire i benefici fruiti indebitamente.
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Sgravi contributivi: regolarità reale batte il DURC formale
Un'azienda ha beneficiato di sgravi contributivi per l'assunzione di dipendenti senza possedere la necessaria regolarità contributiva attestata dal DURC. L'ente previdenziale ha emesso note di rettifica e un avviso di addebito per circa quattromila euro. L'azienda si è difesa lamentando la mancata ricezione di un preavviso di DURC negativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che il diritto a usufruire e mantenere gli sgravi contributivi è subordinato alla costante e permanente regolarità dei pagamenti previdenziali. La sanatoria delle irregolarità è consentita solo entro i termini perentori previsti dalla legge, escludendo qualsiasi regolarizzazione tardiva o spontanea oltre le scadenze. L'azienda perde la causa e viene condannata a pagare le spese di giudizio.
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Regolarizzazione del DURC: la Cassazione frena il recupero INPS
Un'azienda ha impugnato la richiesta dell'INPS di restituire gli sgravi contributivi fruiti, contestando la regolarità delle procedure di controllo. L'ente previdenziale aveva segnalato anomalie senza fornire dettagli analitici, nonostante l'azienda avesse un DURC regolare e avesse effettuato un pagamento sanante. La Corte d'Appello ha dato ragione all'INPS, ma l'azienda ha fatto ricorso in Cassazione. I giudici di legittimità, rilevando la complessità della normativa sulla regolarizzazione del DURC, hanno deciso di sospendere il giudizio. Con un'ordinanza interlocutoria, la causa è stata rinviata a nuovo ruolo in attesa che una pubblica udienza chiarisca i confini temporali e formali del recupero dei contributi. Al momento non c'è un vincitore definitivo, ma l'attesa di una decisione di principio che farà chiarezza per tutte le imprese.
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DURC regolare ma con debiti? L’Azienda perde gli sgravi
Un'azienda si vede revocare quasi 200.000 euro di agevolazioni contributive per l'assunzione di lavoratori. L'Ente Previdenziale ha scoperto un'irregolarità nei pagamenti passati, nonostante l'azienda avesse un DURC formalmente regolare nel periodo in cui ha goduto dei benefici. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: la regolarità contributiva DURC deve essere sostanziale e costante. Il possesso del solo certificato non è sufficiente se, nei fatti, esiste un debito. Di conseguenza, l'azienda ha perso la causa e deve restituire tutti gli sgravi ottenuti.
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Revoca sgravi contributivi: rateizzazione tardiva non salva i bonus
Un'azienda si è vista notificare un avviso di addebito di oltre 100.000 euro per la revoca di sgravi contributivi precedentemente goduti. La causa scatenante è stata un DURC negativo, emesso perché l'azienda non aveva sanato le sue irregolarità entro il termine di 15 giorni fissato dall'INPS. La successiva richiesta di rateizzazione del debito non è servita a sanare la situazione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca sgravi contributivi, stabilendo che la procedura di regolarizzazione ha termini perentori. La richiesta di rateizzazione presentata dopo la scadenza non impedisce la perdita dei benefici. L'Azienda ha quindi perso la causa e il diritto agli sconti.
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