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Regolamento Di Competenza — Anno 2025

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230 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Regolamento Di Competenza

Provvedimenti

Competenza per valore: la domanda riconvenzionale
Un'analisi sulla competenza per valore in un'opposizione all'esecuzione. La Cassazione chiarisce che la domanda riconvenzionale del creditore, se supera i limiti di valore, sposta la competenza dal Giudice di Pace al Tribunale, anche se proposta in risposta a un'eccezione di compensazione del debitore.
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Competenza territoriale lavoratore: la guida completa
Un lavoratore, dopo aver ottenuto il riconoscimento del suo rapporto di lavoro subordinato, ha nuovamente citato in giudizio l'azienda per ottenere il versamento dei contributi previdenziali omessi a favore dell'ente previdenziale. È sorto un conflitto di competenza territoriale tra il Tribunale del luogo di lavoro e quello della sede dell'ente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5799/2025, ha chiarito che tale azione non è una controversia previdenziale, ma un'azione risarcitoria in forma specifica derivante dal rapporto di lavoro. Di conseguenza, la competenza territoriale del lavoratore si determina secondo le regole delle controversie di lavoro (art. 413 c.p.c.), radicandosi presso il giudice del luogo in cui si svolgeva la prestazione lavorativa.
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Regolamento competenza: inammissibile contro G.E.
Un contribuente ha proposto opposizione a un pignoramento tributario. Il giudice dell'esecuzione ha dichiarato l'atto inammissibile. Il contribuente ha allora presentato un ricorso per regolamento di competenza, ma la Cassazione lo ha a sua volta dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che chiude la fase sommaria non è definitiva e, in ogni caso, i suoi provvedimenti sulla competenza non sono impugnabili con questo strumento.
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Competenza territoriale: casa non è dipendenza aziendale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'abitazione di un dipendente che lavora da remoto non costituisce automaticamente una "dipendenza aziendale". Di conseguenza, per le controversie di lavoro, la competenza territoriale non può essere radicata nel luogo di residenza del lavoratore solo perché vi svolge la sua prestazione, ma si deve fare riferimento ai criteri ordinari come la sede dell'azienda o il luogo di stipula del contratto. La decisione chiarisce che per qualificare l'abitazione come dipendenza aziendale è necessario un collegamento funzionale significativo con l'organizzazione dell'impresa, non essendo sufficiente la mera disponibilità di strumenti come un computer.
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Competenza fideiussione antitrust: decide Milano
L'erede di un fideiussore ha avviato una causa per far dichiarare la nullità di una garanzia bancaria basata su una presunta violazione della normativa antitrust. Dopo un passaggio tra due tribunali territoriali, la Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza fideiussione antitrust spetta in via esclusiva alla Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano. La decisione si fonda sul fatto che la nullità è stata richiesta come domanda principale (in via di azione) e non come semplice difesa (in via di eccezione), rendendo tale competenza funzionale e inderogabile.
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Foro societario: quando si applica per le quote S.r.l.?
La Corte di Cassazione stabilisce che la competenza territoriale per una controversia tra soci, relativa all'esercizio del diritto di prelazione e all'interpretazione delle clausole statutarie, spetta esclusivamente al tribunale del luogo in cui la società ha la sede legale. Questo principio, noto come foro societario, prevale sui fori generali (come quello di residenza del convenuto) quando la disputa non riguarda un semplice contratto di compravendita, ma attiene direttamente al rapporto sociale e alle norme interne della società.
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Competenza territoriale multa: la Cassazione decide
Un cittadino si oppone a un'intimazione di pagamento per multe stradali mai notificate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, stabilisce che la competenza territoriale multa spetta al Giudice di Pace del luogo dove è stata commessa la violazione e non a quello di residenza del presunto trasgressore, poiché si tratta di un'opposizione che contesta il merito della sanzione.
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Valore indeterminabile: richiesta documenti bancari
Una cliente ha richiesto a un istituto di credito la consegna di documentazione bancaria. La banca si è opposta sostenendo la competenza del Giudice di Pace in base al basso costo di produzione dei documenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto a ottenere tale documentazione ha un valore indeterminabile, radicando la competenza presso il Tribunale. La Corte ha chiarito che il valore della causa non può essere ridotto al mero costo materiale delle copie, ma riguarda l'esercizio di un diritto sostanziale.
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Competenza equa riparazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 713/2025, ha risolto un conflitto di giurisdizione in materia di equa riparazione (Legge Pinto). È stato stabilito che, nel caso di un avvocato che agisce per ottenere un indennizzo a causa del ritardo nel recupero delle proprie spese legali, la competenza territoriale spetta alla Corte d'Appello nel cui distretto si trova il giudice che ha gestito il giudizio di ottemperanza. Questo procedimento è considerato autonomo rispetto alla causa originaria del cliente, definendo un principio chiave sulla competenza equa riparazione per i professionisti legali.
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Competenza Sezioni Impresa: il caso di concorrenza
Una società ha citato in giudizio un'azienda concorrente e i suoi dirigenti, ex dipendenti della prima, per concorrenza sleale basata sulla sottrazione di informazioni riservate. La società convenuta ha eccepito l'incompetenza del tribunale ordinario, sostenendo la competenza delle Sezioni Specializzate in materia di Impresa. Il tribunale ordinario ha respinto l'eccezione, ma la Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza delle Sezioni Impresa sussiste anche quando la causa, pur formalmente qualificata come concorrenza sleale, si fonda su fatti che integrano la violazione di diritti di proprietà industriale, come i segreti commerciali. Poiché la domanda civile faceva esplicito riferimento a una precedente condanna penale per violazione di segreti industriali, il collegamento sostanziale con la materia specialistica era evidente, radicando così la competenza del tribunale delle imprese.
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Competenza territoriale: la scelta spetta all’attore
La Corte di Cassazione stabilisce che in una causa per vizi di un immobile, la competenza territoriale può essere radicata alternativamente presso il tribunale del luogo in cui il contratto è stato concluso o dove il bene doveva essere consegnato. La Corte chiarisce che la scelta effettuata dall'acquirente (attore) tra i due fori previsti dalla legge è decisiva, rigettando il ricorso della venditrice che contestava la scelta del tribunale.
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Sospensione facoltativa: l’obbligo di motivazione
Un creditore si oppone all'ordinanza di sospensione di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la sospensione facoltativa, in attesa della definizione di un'altra causa pendente in appello, non è automatica. Il giudice deve esercitare un potere discrezionale e motivare specificamente sulle ragioni che lo portano a ritenere probabile una riforma della sentenza pregiudicante, cosa che nel caso di specie non era avvenuta.
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Rilievo incompetenza territoriale: il termine ultimo
Una lavoratrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria pubblica per ottenere il riconoscimento del suo rapporto di lavoro come subordinato. Il giudice di primo grado ha dichiarato la propria incompetenza territoriale dopo la prima udienza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice, stabilendo che il potere del giudice di sollevare d'ufficio l'incompetenza territoriale si esaurisce con la prima udienza. Di conseguenza, il caso è stato rinviato al giudice originariamente adito.
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Competenza per valore: la riconvenzionale decide
Un istituto di credito si oppone a un'esecuzione forzata, eccependo un controcredito maggiore. I creditori, a loro volta, presentano una domanda riconvenzionale per una somma superiore, che eccede i limiti del primo giudice. La Corte di Cassazione stabilisce che tale domanda, anche se formulata in modo generico, è sufficiente a radicare la competenza per valore presso il Tribunale, superando quella del Giudice di Pace.
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Eccezione incompetenza: come formularla correttamente
Una società subappaltatrice ottiene un decreto ingiuntivo contro una società costruttrice. Quest'ultima solleva un'eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che il foro competente sia quello della propria sede legale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'eccezione di incompetenza è incompleta, e quindi considerata come non proposta, se la società convenuta non contesta specificamente, oltre alla sede legale, anche l'inesistenza di una sede secondaria o di uno stabilimento con rappresentante legale nel foro adito.
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Competenza territoriale pagamento: la Cassazione decide
Una società fornitrice di calcestruzzo ha agito in giudizio per ottenere il pagamento di una fornitura. La società acquirente si è opposta, eccependo l'incompetenza territoriale del Tribunale adito. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che in tema di competenza territoriale pagamento per la vendita di beni mobili, si applica la norma speciale dell'art. 1498 c.c. Pertanto, se il pagamento non avviene alla consegna, il foro competente è quello del domicilio del venditore-creditore, a prescindere da contestazioni sul prezzo che attengono al merito della causa.
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Eccezione di incompetenza: guida completa e oneri
Un committente ha citato in giudizio un professionista invocando il foro del consumatore. Il professionista ha sollevato un'eccezione di incompetenza, negando la qualifica di consumatore all'attore. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha dichiarato competente il tribunale originariamente adito, non entrando nel merito della questione "consumatore", ma rilevando un vizio procedurale: l'eccezione del convenuto era incompleta, poiché non contestava tutti i possibili fori alternativi previsti dalla legge. Questa omissione ha reso l'eccezione nulla, radicando la competenza presso il giudice scelto dall'attore.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Una società proponeva un regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale che aveva affermato la propria giurisdizione in modo molto sintetico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che tale mezzo di impugnazione non è esperibile contro provvedimenti che, non essendo stati preceduti da una rimessione in decisione della causa, mancano del carattere della decisorietà e sono quindi revocabili dal giudice stesso.
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Foro competente appalto: la scelta spetta al lavoratore
La Corte di Cassazione stabilisce che in una causa per appalto illecito, il lavoratore ha la facoltà di scegliere il foro competente. Può legittimamente citare in giudizio la società utilizzatrice presso il tribunale dove ha sede l'azienda, anche se la prestazione lavorativa si è svolta in un'altra circoscrizione. Questa decisione chiarisce l'applicazione dei criteri alternativi previsti dalla legge sul foro competente appalto, dando prevalenza alla scelta del ricorrente.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un regolamento di competenza proposto contro un'ordinanza di un tribunale. La decisione si fonda sul principio che l'ordinanza impugnata non aveva statuito in modo definitivo sulla questione di competenza, ma si era limitata a respingere l'eccezione in via preliminare per poter proseguire con l'istruttoria del caso. La Suprema Corte ribadisce che il regolamento di competenza è ammissibile solo contro provvedimenti che risolvono la questione in maniera inequivocabile e incontrovertibile.
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