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Regolamento Di Competenza — Anno 2023

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256 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Regolamento Di Competenza

Provvedimenti

Regolamento di competenza: ordinanza non finale
Una società immobiliare si opponeva alla restituzione di una somma, qualificandola come finanziamento soci e non come caparra. Sollevata questione di competenza a favore del Tribunale delle Imprese, il giudice di primo grado la rigettava con ordinanza, affermando la propria giurisdizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il successivo regolamento di competenza, stabilendo che tale mezzo di impugnazione è esperibile solo contro provvedimenti che decidono la questione in modo definitivo, e non contro ordinanze meramente interlocutorie che dispongono la prosecuzione del giudizio.
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Competenza fideiussioni antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32991/2023, ha risolto un conflitto di giurisdizione in materia di competenza per fideiussioni antitrust. Il caso riguardava una richiesta di nullità parziale di contratti di fideiussione basati su uno schema ABI ritenuto anticoncorrenziale. La Corte ha stabilito che, quando la nullità viene fatta valere tramite un'azione legale diretta, la competenza inderogabile spetta alla Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano per i distretti giudiziari del nord Italia, inclusi Brescia, Bologna, Genova e Torino, in applicazione di una normativa specifica che concentra la giurisdizione su queste materie.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della competenza fideiussione antitrust, stabilendo che se la nullità di una garanzia per violazione della normativa antitrust è sollevata come semplice eccezione difensiva in un'opposizione all'esecuzione, la giurisdizione resta al giudice ordinario e non si trasferisce alla sezione specializzata in materia di impresa. Quest'ultima è competente solo quando la nullità è oggetto di una specifica e autonoma azione legale.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33028/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza presentato da un ente locale contro un avvocato. L'ente contestava la competenza territoriale del tribunale che aveva emesso un decreto ingiuntivo per il pagamento di onorari professionali. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso è inammissibile perché l'ordinanza del giudice di merito, che rigettava l'eccezione di incompetenza senza decidere la questione in via definitiva, ha natura meramente ordinatoria e non decisoria, e quindi non è immediatamente impugnabile con questo strumento.
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Competenza società di fatto: la Cassazione decide
Un istituto di credito ha citato in giudizio diverse società a responsabilità limitata e un imprenditore, sostenendo che costituissero una "super società di fatto" al fine di ottenerne la condanna solidale al pagamento di un ingente debito. Il tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente, rimettendo la causa alla sezione specializzata in materia di impresa. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la competenza per le cause relative a una società di fatto, anche se composta da società di capitali, spetta al tribunale ordinario e non alle sezioni specializzate, la cui giurisdizione è limitata per legge a specifiche forme societarie.
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Impugnazione competenza Giudice di Pace: la guida
Un cittadino ha citato in giudizio una banca dinanzi al Giudice di Pace, che ha dichiarato la propria incompetenza per valore. Il Tribunale, in sede di appello, ha ritenuto l'impugnazione inammissibile, sostenendo che si dovesse procedere con il regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, chiarendo che per l'impugnazione competenza del Giudice di Pace, lo strumento corretto è l'appello ordinario, come previsto dall'art. 46 c.p.c., che esclude l'applicabilità degli artt. 42 e 43 c.p.c. a tali giudizi.
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Arbitrato irrituale: quando il ricorso è inammissibile
Una società cooperativa ha impugnato la decisione di un tribunale che, ignorando una clausola di arbitrato irrituale, aveva declinato la competenza a favore di una sezione specializzata. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché le decisioni sull'arbitrato irrituale non sono contestabili con il regolamento di competenza.
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Competenza diritto d’autore: quando decide il giudice?
Un traduttore ha citato in giudizio una casa editrice per il mancato pagamento di una traduzione. La questione centrale era determinare se il caso rientrasse nella competenza diritto d'autore, riservata alle sezioni specializzate in materia di Impresa, o nella giurisdizione civile ordinaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che, non essendo contestata la titolarità dei diritti ma solo il pagamento del compenso, la controversia ha natura contrattuale e la competenza spetta al giudice ordinario (in questo caso, il Giudice di Pace), secondo i criteri di valore e territorio.
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Litispendenza e decreto ingiuntivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla litispendenza. Se una causa è già pendente in appello, un nuovo giudizio identico in primo grado deve essere cancellato dal ruolo. La declaratoria di litispendenza in un'opposizione a decreto ingiuntivo comporta la revoca implicita del decreto stesso, senza necessità di una pronuncia esplicita. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che chiedeva la sospensione del secondo giudizio anziché la sua cancellazione.
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Eccezione di incompetenza: onere prova del convenuto
Una società creditrice ha agito contro una banca per il pagamento di un assegno circolare prescritto. La banca ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione era inammissibile perché la banca, convenuta in giudizio, non aveva contestato tutti i fori alternativi previsti dalla legge. Secondo la Corte, quando esistono più fori concorrenti, il convenuto ha l'onere di contestarli specificamente tutti; in caso contrario, l'eccezione si considera come non proposta e la competenza si radica presso il giudice scelto dall'attore.
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Competenza territoriale inderogabile nel rapporto agenzia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32690/2023, ha ribadito un principio cruciale in materia di competenza territoriale inderogabile nelle controversie di lavoro. Una società di buoni pasto aveva contestato la competenza del Tribunale di Napoli, in favore di quello di Roma come da clausola contrattuale, in una causa promossa da un collaboratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di agenzia. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la competenza si determina sulla base della domanda dell'attore. Solo se tale domanda risultasse palesemente fittizia o pretestuosa, il giudice potrebbe discostarsene. In questo caso, non essendo stata ravvisata una pretestuosità evidente, la competenza del foro del lavoro è stata confermata, rendendo nulla la clausola contrattuale derogatoria.
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Regolamento di competenza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro una società ippica. La Corte d'Appello aveva deciso esclusivamente sulla questione della competenza territoriale, stabilendo il foro del consumatore. In tali casi, lo strumento corretto per l'impugnazione non è il ricorso ordinario, ma il regolamento di competenza, come previsto dalla procedura civile. L'errata scelta dello strumento processuale ha reso l'impugnazione non esaminabile nel merito.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza puramente istruttoria. Il provvedimento impugnato si limitava a concedere alle parti i termini per il deposito di memorie, senza contenere alcuna statuizione espressa e definitiva sulla questione di competenza territoriale sollevata. La Suprema Corte ha ribadito che il regolamento di competenza è ammissibile solo contro provvedimenti che decidono la questione in modo esplicito e inequivocabile.
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Foro erariale escluso per opposizione ad atti esecutivi
Una società immobiliare ha impugnato una vendita giudiziaria, citando in giudizio anche il Ministero della Giustizia e invocando la competenza del tribunale basata sul foro erariale. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, ribadendo che per le opposizioni agli atti esecutivi vige la competenza funzionale e inderogabile del giudice dell'esecuzione, escludendo l'applicazione del foro erariale.
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Disapplicazione atto amministrativo: no sospensione
Una legale dipendente di un ente pubblico ha contestato la decurtazione dei propri compensi, basata su un regolamento interno. Contemporaneamente, ha impugnato lo stesso regolamento davanti al giudice amministrativo. Il Tribunale del Lavoro aveva sospeso la causa in attesa della decisione amministrativa. La Corte di Cassazione ha annullato tale sospensione, affermando il principio della disapplicazione atto amministrativo: il giudice del lavoro deve decidere la controversia sui diritti soggettivi del lavoratore, disapplicando l'atto se illegittimo, senza attendere il giudizio amministrativo, che verte su interessi legittimi.
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Difensore d’ufficio: no al foro del consumatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31358/2023, ha stabilito che la regola del foro del consumatore non si applica alle controversie per il pagamento dei compensi di un difensore d'ufficio. Poiché non esiste un contratto tra l'avvocato e l'assistito, ma un rapporto che nasce da una nomina giudiziale, la competenza territoriale non è quella della residenza del cliente, ma si determina secondo le regole ordinarie, come quella del luogo dove deve essere adempiuta l'obbligazione.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza di un Tribunale che aveva rigettato un'eccezione di incompetenza. La decisione si fonda sul fatto che il provvedimento impugnato non aveva carattere definitivo, essendo stato emesso 'allo stato' e senza la previa precisazione delle conclusioni. La Corte ribadisce che il regolamento di competenza è esperibile solo contro pronunce che risolvono la questione in modo inequivocabile e non interlocutorio.
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Litispendenza: quando non sussiste tra cause scisse
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della litispendenza. Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo. Il primo tribunale si dichiarava incompetente, indicando un secondo foro. Il garante riassumeva la causa nel merito dinanzi al nuovo giudice, ma appellava la prima sentenza solo per la parte relativa alle spese. Il secondo tribunale dichiarava erroneamente la litispendenza. La Cassazione ha cassato questa decisione, chiarendo che non c'è identità di causa tra il giudizio sul merito del debito e quello sull'impugnazione delle spese processuali, confermando la competenza del secondo tribunale a decidere sulla questione principale.
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Competenza territoriale: quando un debito è liquido?
Una società di sviluppo ha citato in giudizio una società di consulenza per il pagamento di una somma derivante dalla trasformazione societaria. La Corte di Cassazione, decidendo sulla competenza territoriale, ha stabilito che l'obbligazione era 'liquida', poiché i criteri di calcolo erano oggettivamente previsti dalla legge. Di conseguenza, ha affermato la competenza del tribunale del luogo di domicilio del creditore, riformando la decisione del giudice di primo grado.
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Competenza cooperative: quando decide il Tribunale Imprese?
Una società cooperativa ha richiesto il rilascio di un immobile da parte di una socia, sostenendo che lo occupasse senza titolo. Il tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente a favore della Sezione Specializzata in materia di Imprese. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la controversia, riguardando il contratto di assegnazione dell'immobile (rapporto di scambio) e non lo status di socio (rapporto associativo), rientra nella competenza del tribunale ordinario. Questa ordinanza è cruciale per definire la corretta competenza delle cooperative nelle dispute immobiliari con i propri soci.
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