Arbitrato Irrituale e Competenza: La Cassazione Chiarisce i Limiti dell’Impugnazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un’importante questione procedurale legata all’arbitrato irrituale. La decisione chiarisce in quali circostanze un’impresa può contestare la decisione di un giudice che ignora una clausola arbitrale, stabilendo confini precisi per l’utilizzo del regolamento di competenza. Questo caso offre spunti fondamentali per le società che inseriscono clausole compromissorie nei propri statuti.
I Fatti di Causa
La vicenda ha origine dall’impugnazione di una delibera assembleare con cui un consorzio si era trasformato in società cooperativa consortile. Una società socia, ritenendo la delibera invalida, si era rivolta al Tribunale per chiederne la dichiarazione di nullità.
La nuova società cooperativa, costituitasi in giudizio, aveva eccepito l’incompetenza del Tribunale, sostenendo che la controversia dovesse essere risolta tramite arbitrato, come previsto da una specifica clausola (compromissoria) contenuta nello statuto.
Il Tribunale di primo grado aveva dichiarato la propria incompetenza, ma non a favore degli arbitri. Aveva invece indicato come competente la Sezione specializzata in materia di imprese dello stesso Tribunale, ritenendo che la delibera, sebbene impugnata per vizi di annullabilità, avesse medio tempore prodotto i suoi effetti, dando vita al nuovo ente societario.
Contro questa decisione, la società cooperativa ha proposto ricorso per cassazione, lamentando che il giudice non avesse considerato la sua eccezione principale relativa alla competenza arbitrale.
La Questione dell’Arbitrato Irrituale
Il fulcro della controversia risiede nella natura della clausola arbitrale prevista dallo statuto della cooperativa. Tale clausola specificava che gli arbitri avrebbero deciso ‘in via irrituale, senza formalità di procedure’.
Questa distinzione è cruciale. L’arbitrato rituale si conclude con un ‘lodo’ che ha l’efficacia di una sentenza. L’arbitrato irrituale, invece, si conclude con una determinazione che ha valore contrattuale tra le parti. Questa differenza sostanziale si riflette sul piano processuale e sui mezzi di impugnazione disponibili.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte non è entrata nel merito della competenza (se del Tribunale o degli arbitri), ma si è fermata a una valutazione preliminare di carattere procedurale.
Le Motivazioni della Decisione
La Cassazione ha basato la sua decisione su un consolidato orientamento giurisprudenziale. Il punto chiave è che il regolamento di competenza, lo strumento processuale utilizzato dalla ricorrente per contestare la decisione del Tribunale, non è applicabile alle controversie relative all’esistenza o alla validità di un arbitrato irrituale.
Quando un giudice ordinario si trova di fronte a un’eccezione basata su una clausola di arbitrato irrituale e decide di non accoglierla, proseguendo il giudizio (o, come in questo caso, declinando la competenza a favore di un altro giudice ordinario), sta implicitamente negando di dare seguito a quella pattuizione. Tuttavia, questa decisione non è considerata una pronuncia sulla ‘competenza’ in senso tecnico-processuale, ma piuttosto un rigetto dell’eccezione basata su un accordo privato tra le parti.
Di conseguenza, la decisione del giudice di merito di non rimettere la causa agli arbitri irrituali non può essere impugnata con lo specifico mezzo del regolamento di competenza (art. 42 c.p.c.). La pattuizione di un arbitrato irrituale determina l’inapplicabilità delle norme dettate per l’arbitrato rituale, incluso l’art. 819 ter c.p.c. che regola i rapporti tra arbitri e giudice ordinario.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: la scelta tra arbitrato rituale e arbitrato irrituale ha conseguenze procedurali significative. Le società che inseriscono nei propri statuti clausole compromissorie per un arbitrato irrituale devono essere consapevoli che, qualora un giudice ordinario decida di ignorare tale clausola e procedere con la causa, gli strumenti per contestare immediatamente questa decisione sono limitati. La decisione del giudice sulla validità o applicabilità dell’arbitrato irrituale non è, infatti, immediatamente contestabile con il regolamento di competenza, costringendo la parte a difendersi nel merito davanti al giudice ordinario e a sollevare la questione solo in un eventuale successivo grado di giudizio.
Perché il ricorso alla Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché lo strumento processuale utilizzato, il regolamento di competenza, non può essere usato per contestare la decisione di un giudice ordinario sull’esistenza, validità o applicabilità di una clausola di arbitrato irrituale.
Qual è la differenza cruciale tra arbitrato rituale e irrituale evidenziata in questa ordinanza?
La differenza fondamentale è che la pattuizione di un arbitrato irrituale porta all’inapplicabilità delle norme processuali previste per l’arbitrato rituale. Di conseguenza, la decisione del giudice che non riconosce la competenza degli arbitri irrituali non è una pronuncia sulla competenza in senso tecnico e non è impugnabile con gli stessi strumenti.
Cosa ha deciso implicitamente il Tribunale quando ha declinato la competenza a favore della sezione specializzata invece che degli arbitri?
Il Tribunale, nel declinare la competenza a favore di un altro giudice ordinario (la sezione specializzata in materia di imprese) e non degli arbitri, ha implicitamente deciso di non accogliere l’eccezione di arbitrato irrituale sollevata dalla società cooperativa.