LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Regime Forfettario

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un regime fiscale agevolato destinato a persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni con ricavi o compensi contenuti entro una certa soglia, che prevede una tassazione semplificata e una serie di esoneri contabili.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

ASD: Perdita Agevolazioni Fiscali? La Cassazione chiede verifiche reali
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) la **perdita agevolazioni fiscali ASD** e la qualifica di ente non commerciale, chiedendo maggiori imposte. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento, ritenendo l'ASD in regola. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha cassato la sentenza di secondo grado, evidenziando che la CTR non aveva adeguatamente verificato l'effettività del rapporto associativo e la conformità ai requisiti per godere dei benefici fiscali. La causa tornerà alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
Continua »
Associazione sportiva dilettantistica: benefici fiscali a rischio senza prova del rapporto associativo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante un'Associazione Sportiva Dilettantistica e il suo regime fiscale agevolato. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la perdita della qualifica di ente non commerciale, recuperando imposte e sanzioni. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento, riconoscendo i benefici all'associazione. Tuttavia, la Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, evidenziando che la Commissione non aveva adeguatamente valutato l'effettività del rapporto associativo. Questo elemento è cruciale per mantenere lo status di associazione sportiva dilettantistica e le relative agevolazioni fiscali. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
Continua »
Allevamento: quando il reddito agricolo diventa d’impresa e il Fisco interviene
Un allevatore ha superato i limiti di capi di bestiame per il reddito agrario. L'Agenzia delle Entrate ha riqualificato la parte eccedente come reddito d'impresa, procedendo a un "accertamento reddito allevamento" basato su movimentazioni bancarie per recuperare IRPEF, IRAP e IVA. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo l'attività interamente agricola. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la parte di allevamento che supera i limiti legali diventa attività commerciale, soggetta a tassazione ordinaria. L'Agenzia può quindi usare l'accertamento induttivo se il contribuente non ha optato per la contabilità ordinaria. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Opzione regime IVA ordinario: il contribuente batte il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento IVA per il 2016 nei confronti di una società che gestisce sale giochi, applicando il regime forfettario basato sull'imposta sugli intrattenimenti. La società ha contestato l'atto, sostenendo di aver scelto l'opzione regime IVA ordinario già dal 1998 tramite comportamenti concludenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che l'imposta sugli intrattenimenti e l'IVA sono tributi autonomi. Di conseguenza, il contribuente può sempre scegliere il regime ordinario per l'IVA, anche se per l'altra imposta si applica il regime forfettario. Tale scelta non richiede formalità rigide, potendo desumersi dalla concreta tenuta della contabilità e dalle dichiarazioni presentate. Vince la società contribuente.
Continua »
Opzione regime ordinario IVA: la sostanza batte la forma
Una società di gestione di sale giochi ha contestato una cartella di pagamento con cui il fisco pretendeva il pagamento dell'IVA calcolata con il regime forfettario previsto per l'imposta sugli intrattenimenti. La società sosteneva di aver scelto l'opzione regime ordinario IVA tramite comportamenti concludenti, nonostante la mancata presentazione della dichiarazione formale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che l'imposta sugli intrattenimenti e l'IVA sono autonome. Di conseguenza, il contribuente può sempre scegliere il regime ordinario IVA e tale scelta può essere dimostrata attraverso i fatti concreti e la tenuta delle scritture contabili. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per verificare l'effettivo comportamento della società.
Continua »
Opzione regime ordinario IVA: fisco battuto sui giochi
Una società attiva nel settore del gioco lecito ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione finanziaria richiedeva una maggiore IVA e sanzioni per l'anno 2015. La controversia riguardava il calcolo dell'imposta per gli apparecchi da intrattenimento. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'applicazione dell'IVA non è indissolubilmente legata all'imposta sugli intrattenimenti (ISI). Il contribuente ha il diritto di scegliere l'opzione regime ordinario IVA, che svincola il calcolo dalle modalità forfettarie dell'ISI. Inoltre, la scelta del regime ordinario può essere dimostrata anche attraverso comportamenti concreti (comportamenti concludenti) e la tenuta delle scritture contabili, senza necessità di una formale comunicazione preventiva. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso della società, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo giudizio.
Continua »
Opzione regime IVA ordinario: i fatti battono i moduli vuoti
Una società di giochi riceveva una cartella di pagamento per l'IVA del 2014, calcolata dall'Agenzia delle Entrate con il regime forfettario. La società sosteneva invece di aver scelto l'opzione regime IVA ordinario. I giudici di secondo grado davano ragione al Fisco perché la società non aveva compilato il quadro VO della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che l'opzione regime IVA ordinario può essere esercitata anche attraverso comportamenti concludenti, come la concreta tenuta delle scritture contabili e i pagamenti effettuati. La sentenza è stata annullata con rinvio per verificare se la condotta della società dimostrasse nei fatti la scelta del regime ordinario.
Continua »
Regime IVA ordinario per comportamento concludente: la svolta
Una società attiva nel settore delle sale giochi impugna una cartella di pagamento IVA. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato il regime forfettario, ritenendo non valida l'opzione per il regime ordinario per mancata compilazione del quadro VO della dichiarazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che la scelta del regime IVA ordinario per comportamento concludente è pienamente valida. I giudici chiariscono che la mancata comunicazione formale può essere superata dai comportamenti concreti del contribuente e dalle modalità di tenuta della contabilità. La sentenza impugnata viene quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per verificare l'effettivo comportamento della società.
Continua »
Tracciabilità dei pagamenti: la Pro Loco vince contro il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha revocato il regime di favore a un'Associazione Pro Loco, contestando la violazione degli obblighi di tracciabilità dei pagamenti. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la revoca dei benefici fiscali. L'Associazione ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di tracciabilità dei pagamenti e la conseguente decadenza dalle agevolazioni non si applicano in via generale a tutte le associazioni senza scopo di lucro o alle Pro Loco, ma solo alle associazioni sportive dilettantistiche e ad altre specifiche categorie previste dalla legge. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo giudizio.
Continua »
Agevolazioni fiscali associazioni sportive: stop senza rendiconto
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una Società Sportiva Dilettantistica l'indebita fruizione delle agevolazioni fiscali per il settore dilettantistico. La società offriva pacchetti turistici e sportivi a prezzi elevati ad atleti stranieri, senza aver redatto il rendiconto economico-finanziario annuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la mancata redazione del rendiconto impedisce l'accesso alle agevolazioni fiscali associazioni sportive. Inoltre, il giudice tributario non può limitarsi ad annullare l'atto impositivo, ma deve rideterminare nel merito la pretesa fiscale. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte di Giustizia Tributaria dell'Umbria.
Continua »
Rendiconto economico-finanziario: senza di esso si perdono i bonus
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento contro una Società Sportiva Dilettantistica, contestando lo svolgimento di attività commerciale mascherata e negando le agevolazioni fiscali. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato gli atti impositivi. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fisco, stabilendo che la mancata redazione del rendiconto economico-finanziario annuale impedisce l'accesso ai benefici fiscali. La Corte ha chiarito che il bilancio civilistico ordinario non può sostituire questo documento specifico, fondamentale per garantire la trasparenza e distinguere l'attività istituzionale da quella commerciale. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Attività agricola connessa: niente sconti fiscali senza terreni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società agricola semplice che pretendeva di tassare i servizi di pulizia boschiva con le regole agevolate dell'attività agricola connessa. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso accertamenti contestando l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta e l'uso del regime forfettario, rilevando che la società non possedeva terreni agricoli né svolgeva un'effettiva attività agricola principale. I giudici di merito hanno confermato la pretesa del fisco. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso poiché miravano a una inammissibile rivalutazione dei fatti, confermando che per qualificare un servizio come attività agricola connessa è indispensabile l'esistenza di un'attività agricola principale e l'uso prevalente di attrezzature aziendali, requisiti del tutto assenti nel caso di specie.
Continua »
Tassazione Contributi in Conto Capitale: Agriturismo Perde Causa
La Corte di Cassazione affronta il tema della tassazione contributi in conto capitale per un'impresa agrituristica. La Contribuente aveva ricevuto un finanziamento pubblico per ristrutturazione, omettendo di registrarlo e dichiararlo, sostenendo che fosse un 'contributo in conto impianti' e quindi fiscalmente irrilevante nel suo regime forfettario. L'Agenzia delle Entrate lo ha invece classificato come 'contributo in conto capitale', tassandolo come reddito. La Corte ha dato ragione al Fisco, stabilendo che l'obbligo di corretta contabilizzazione dei contributi vale per tutte le imprese, a prescindere dal regime fiscale. In assenza di prove contrarie fornite dalla Contribuente, la qualificazione dell'Agenzia è legittima.
Continua »
Liquidazione Giudiziale: revoca per impresa minore
La Corte d'Appello ha accolto il reclamo di un'impresa individuale, revocando l'apertura della Liquidazione Giudiziale. Il collegio ha accertato che il debitore possedeva i requisiti di impresa minore, non superando le soglie di attivo, ricavi e debiti previste dalla legge. La decisione evidenzia l'importanza della prova documentale alternativa ai bilanci per le piccole ditte artigiane.
Continua »
Agevolazioni fiscali ASD: i requisiti necessari
La Corte di Cassazione chiarisce che per accedere alle agevolazioni fiscali ASD previste dalla Legge 398/1991 non è sufficiente la mera iscrizione al registro CONI. L'ente deve dimostrare l'effettivo svolgimento di attività non lucrativa e il rispetto rigoroso degli adempimenti contabili e fiscali, come la conservazione delle fatture e la corretta certificazione dei corrispettivi.
Continua »
Regime del margine: quando si applica il forfettario
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole di applicazione per il regime del margine IVA nella vendita di opere d'arte. Quando il prezzo di acquisto del bene è ignoto o non provato, si deve obbligatoriamente utilizzare il metodo forfettario, con una base imponibile pari al 60% del prezzo di vendita, e non quello analitico. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente considerato i costi generali d'impresa come sostitutivi del prezzo di acquisto specifico dell'opera.
Continua »
Agevolazioni fiscali ASD: la Cassazione e i pagamenti
Un'associazione sportiva dilettantistica perde le agevolazioni fiscali ASD a causa del superamento della soglia di ricavi e dell'utilizzo di pagamenti non tracciabili, effettuati tramite assegni intestati a sé stessa e poi convertiti in contanti per pagare i collaboratori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tali pratiche violano l'obbligo di tracciabilità e giustificano la revoca del regime speciale. Inoltre, ha negato la detrazione dell'IVA sugli acquisti, in quanto incompatibile con il regime forfettario scelto dall'associazione.
Continua »
Sequestro preventivo: prova della provenienza lecita
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di un motoveicolo e di una cospicua somma di denaro. Il ricorrente non è riuscito a superare le presunzioni sulla titolarità dei beni in capo al padre, né a fornire una prova convincente della provenienza lecita del denaro, nonostante operasse in regime forfettario. La Corte ha sottolineato che anche tale regime fiscale non esonera dall'obbligo di tracciare e registrare i corrispettivi, elemento fondamentale per dimostrare la liceità delle somme.
Continua »