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Reato Di Evasione — Anno 2024

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82 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Di Evasione

Provvedimenti

Reato di evasione: autorizzazione e buona fede
Un soggetto agli arresti domiciliari, condannato per il reato di evasione, ha sostenuto di aver agito in buona fede allontanandosi per un progetto lavorativo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. Secondo i giudici, l'imputato, già responsabile di precedenti evasioni, era pienamente consapevole di dover richiedere una specifica autorizzazione per qualsiasi uscita non prevista, rendendo la sua difesa infondata e il ricorso inammissibile.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ribadisce che la durata dell'allontanamento è irrilevante e che la valutazione sulla tenuità del fatto è di competenza del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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Reato di evasione: allontanamento sempre punibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari costituisce reato, a prescindere dalla durata o dalla distanza. La giustificazione basata su un presunto stato di necessità per malore è stata respinta per mancanza di prove.
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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla genericità assoluta dei motivi presentati, ritenuti non idonei a contestare la congrua motivazione della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Reato di evasione: la strada non è pertinenza di casa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14822/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo agli arresti domiciliari sorpreso sulla pubblica via. La Corte ha stabilito che la strada non può essere considerata pertinenza dell'abitazione, integrando così il reato di evasione. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti specifici del soggetto, indicativi di abitualità nel commettere reati della stessa indole.
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Reato di evasione: una passeggiata basta a fuggire?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. L'imputato si era allontanato dal luogo di restrizione per una passeggiata, giustificandola con la necessità di sfuggire alla calura. La Corte ha ribadito che il delitto si perfeziona con il mero allontanamento, a prescindere dall'intenzione di sottrarsi definitivamente ai controlli, e che la motivazione addotta non costituisce una 'cogente necessità' in grado di escludere il reato.
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Reato di evasione: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione e lesioni. L'imputato, agli arresti domiciliari, era uscito di casa e aveva aggredito una persona con un coltello. La Corte ha stabilito che per il reato di evasione è sufficiente la violazione della permanenza domiciliare, senza necessità di un'intenzione di sottrarsi permanentemente ai controlli. Inoltre, ha confermato che la richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto costituisce un'inammissibile rivalutazione del merito, già correttamente esclusa dalla Corte d'Appello a causa della violenza della condotta e dei precedenti dell'imputato.
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Reato di evasione: quando è configurato il delitto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di evasione. Viene stabilito che per la configurazione del delitto è sufficiente l'allontanamento dal luogo di detenzione, a prescindere da tempo, distanza o motivazioni, in assenza di una necessità cogente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: non rispondere al campanello basta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14765/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto agli arresti domiciliari, condannato per il reato di evasione per non aver risposto al campanello delle forze dell'ordine per circa dieci minuti. La Corte ha stabilito che il ricorso mirava a una rivalutazione dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: dolo e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che, per configurare il dolo, è sufficiente la consapevolezza dello stato di restrizione e la volontà di allontanarsi dal luogo di detenzione, anche per un breve lasso di tempo. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato poiché riproponeva censure già esaminate e respinte in appello.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. L'imputato, agli arresti domiciliari, si era allontanato dalla propria abitazione adducendo come scusa la necessità di portare fuori il cane. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici, in quanto miravano a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La condotta è stata giudicata pretestuosa, anche alla luce dei tre precedenti specifici a carico del ricorrente. Di conseguenza, la condanna è stata confermata.
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Reato di evasione: il dolo è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che, per questo delitto, è sufficiente il dolo generico, ovvero la semplice coscienza e volontà di allontanarsi dal luogo di restrizione senza autorizzazione. I motivi personali o l'intenzione di sottrarsi definitivamente alla misura sono irrilevanti. L'appello è stato respinto in quanto mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Corte di legittimità.
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Reato di evasione: il dolo generico è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11356/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che per configurare tale delitto è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di essere sottoposti a una misura restrittiva e la volontà di violarla, rendendo irrilevanti le motivazioni personali del soggetto, come le sue condizioni psico-fisiche.
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Reato di evasione: quando è configurato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11333/2024, ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari integra il reato di evasione, indipendentemente dalla durata o dalla distanza. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, giudicandolo generico, e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando la linea dura della giurisprudenza su questa fattispecie.
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Reato di evasione: quando si configura il delitto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11336/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari costituisce reato, indipendentemente dalla durata, dalla distanza o dai motivi che spingono il soggetto a violare la misura cautelare. A seguito dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari integra il delitto, a prescindere dalla durata o dalla distanza. I motivi del ricorrente sono stati giudicati generici, portando alla sua condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: citofono rotto non è una scusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. L'imputato sosteneva di non aver risposto ai controlli delle forze dell'ordine a causa del malfunzionamento del citofono, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano accertato il corretto funzionamento dell'apparecchio. Il ricorso è stato giudicato una mera riproposizione di argomenti già respinti e un tentativo non consentito di riesaminare i fatti.
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Reato di evasione: limiti dell’autorizzazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che, autorizzato a lasciare gli arresti domiciliari per un'udienza terminata in mattinata, veniva trovato fuori casa nel tardo pomeriggio. L'ordinanza stabilisce che la consapevolezza di violare i precisi limiti temporali dell'autorizzazione è sufficiente a configurare il dolo, rendendo il ricorso inammissibile.
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Attenuante reato evasione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione di una specifica attenuante reato evasione prevista dall'art. 385 c.p. La Corte ha ritenuto i motivi infondati, poiché la Corte d'Appello aveva già adeguatamente motivato il rigetto dell'attenuante, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Reato di evasione: non serve il dolo specifico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. L'uomo, agli arresti domiciliari, aveva tardato a rientrare dopo un'udienza autorizzata. La Corte ribadisce che per configurare il delitto non è necessario il dolo specifico di sottrarsi ai controlli, ma è sufficiente la consapevolezza di violare le prescrizioni della misura cautelare.
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