LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Reato Di Evasione — Anno 2026

192 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Di Evasione

Provvedimenti

Reato di evasione: stop alla tenuità se l’assenza dura a lungo
Un cittadino condannato per il reato di evasione ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. La decisione evidenzia la genericità dei motivi presentati dal ricorrente, il quale non ha contestato in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello. I giudici di secondo grado avevano già negato il beneficio a causa della durata prolungata dell'allontanamento, considerata un elemento decisivo per valutare la gravità della condotta. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha disposto il pagamento delle spese processuali, unitamente ad una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: il ricorso generico porta alla condanna
Un cittadino, già condannato per il reato di evasione previsto dall'articolo 385 del codice penale, ha proposto ricorso di fronte alla Corte di Cassazione per ribaltare la sentenza della Corte di Appello. Tuttavia, la Suprema Corte ha riscontrato una totale genericità nelle doglianze presentate dal ricorrente. Il ricorso non ha specificato alcuna precisa ragione di diritto né ha indicato i fatti concreti a supporto dell'impugnazione. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. La decisione conferma la necessità di articolare difese tecniche precise ed esaustive nel giudizio di legittimità.
Continua »
Reato di evasione: il ricorso in Cassazione non riapre le prove
L'imputato e stato condannato nei gradi di merito per il reato di evasione previsto dall'articolo 385 del codice penale. L'uomo ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione lamentando una scorretta valutazione delle prove e contestando l'entita della pena applicata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che in sede di legittimita non e possibile richiedere una nuova lettura degli elementi probatori quando la sentenza di merito e sorretta da una motivazione logica e coerente. E stata giudicata manifestamente infondata anche la doglianza relativa alla misura della sanzione. Di conseguenza, il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: no alla tenuità con precedenti penali
L'imputato è stato condannato per il reato di evasione previsto dall'articolo 385 del codice penale. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i reiterati precedenti penali per la medesima violazione dimostrano un comportamento abituale e impediscono di considerare il fatto di lieve entità. Inoltre, la difesa non ha indicato alcun elemento positivo a favore del condannato. L'imputato deve quindi pagare le spese del processo e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: ricorso generico e condanna confermata
Un uomo condannato per il reato di evasione ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione per contestare l'applicazione della recidiva e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato l'impugnazione inammissibile perché i motivi presentati erano del tutto aspecifici. La sentenza precedente conteneva infatti motivazioni logiche e ben strutturate, con le quali il ricorso non si è confrontato in modo puntuale. A causa di questo difetto formale e motivazionale, il giudizio si è concluso con la conferma della condanna originaria. L'imputato è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: ricorso bocciato e sanzione pecuniaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la condanna per il reato di evasione. L'imputato sosteneva la non utilizzabilità delle dichiarazioni rese dalle forze dell'ordine e richiedeva un nuovo apprezzamento delle prove raccolte nel corso del processo. I giudici della Suprema Corte hanno chiarito che non è consentito richiedere una diversa valutazione dei fatti in sede di legittimità quando la motivazione della sentenza d'appello risulta completa e priva di difetti logici. Inoltre, le deposizioni degli ufficiali di polizia giudiziaria che riferiscono quanto constatato direttamente sono pienamente valide. L'imputato è stato dunque condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione nega la particolare tenuità
L'Imputato presenta ricorso alla Corte di Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto a seguito della condanna per il reato di evasione. Il soggetto giustifica l'allontanamento con motivazioni ritenute pretestuose dalla Corte. I giudici rilevano inoltre che la durata della condotta priva il fatto del carattere di minima entità. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il ricorrente deve quindi pagare le spese del processo e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende. La decisione conferma che l'assenza ingiustificata e protratta preclude ogni beneficio penale.
Continua »
Reato di evasione: le scuse pretestuose non evitano la condanna
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di evasione, chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, la concessione delle attenuanti generiche e la cancellazione della recidiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e aspecifici. I giudici hanno evidenziato come l'Imputato non si sia confrontato con le adeguate motivazioni della Corte d'Appello, la quale aveva già accertato la natura pretestuosa delle giustificazioni addotte per la condotta illecita. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione nega la particolare tenuità
L'Imputato propone ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di evasione previsto dall'articolo 385 del codice penale. La difesa contesta la ricostruzione dei fatti e richiede la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici evidenziano che non è consentito riesaminare le prove in sede di legittimità. Inoltre, la particolare tenuità non spetta se la condotta si è protratta nel tempo e non è stata occasionale. L'Imputato viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: la recidiva blocca la prescrizione
Un cittadino già condannato per il reato di evasione ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere la revisione della decisione e la dichiarazione di prescrizione della pena. Il ricorrente ha sostenuto che l'illecito fosse estinto per decorso del tempo e ha richiesto una nuova valutazione delle prove. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità. Inoltre, la presenza della recidiva reiterata impedisce il calcolo favorevole della prescrizione, anche se le attenuanti sono state ritenute equivalenti o prevalenti nel giudizio di bilanciamento. Di conseguenza, l'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali insieme a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: il ricorso generico conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un cittadino, dichiarando inammissibile il suo ricorso. L'imputato contestava il trattamento sanzionatorio stabilito nel giudizio di merito, ritenendolo sproporzionato. I giudici di legittimità hanno invece rilevato che la sentenza d'appello conteneva motivazioni logiche, adeguate ed esenti da vizi, avendo risposto correttamente alle deduzioni della difesa. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con la condanna del condannato al pagamento delle spese del procedimento e di una somma di tremila euro da versare in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione respinge lo stato di necessità
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di evasione. La difesa ha sostenuto l'assenza dell'elemento soggettivo e la presenza di uno stato di necessità. Inoltre, ha contestato il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le doglianze richiedevano una rilettura dei fatti non consentita nel giudizio di legittimità. Inoltre, i precedenti penali dell'Imputato, riconosciuto recidivo reiterato, impediscono la sospensione della pena. L'Imputato deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: il ricorso generico conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa aveva contestato la decisione della Corte di Appello con un unico motivo di impugnazione. Tuttavia, le doglianze risultavano del tutto generiche e prive delle necessarie indicazioni sulle ragioni di diritto o sui dati di fatto. La Suprema Corte ha confermato la condanna, evidenziando che l'incapacità di esplicitare motivi specifici impedisce l'esame di legittimità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione respinge le prove di merito
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa contestava la ricostruzione dei fatti, la valutazione delle prove e il diniego della particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile perché riproduceva argomenti già ampiamente vagliati e mirava a una nuova valutazione di merito, preclusa in Cassazione. La decisione ha comportato la conferma della condanna e la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la condanna resta e il ricorso fallisce
L'Imputato ha subito una condanna per il reato di evasione dopo essersi allontanato dal luogo di detenzione. L'uomo ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, contestando la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove. La difesa ha invocato sia lo stato di necessità sia la non punibilità per particolare tenuità del fatto, oltre a sollevare dubbi sul riconoscimento della persona. La Suprema Corte ha giudicato l'impugnazione inammissibile perché priva di un reale confronto con le motivazioni dei giudici precedenti e volta solo a ottenere un nuovo esame dei fatti. L'esito ha confermato la condanna penale a carico dell'interessato, con l'ulteriore obbligo di versare una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese del giudizio.
Continua »
Reato di evasione: confermata la condanna definitiva
Un imputato, condannato nei gradi precedenti per il reato di evasione, proponeva ricorso per cassazione contestando la propria responsabilità penale. La difesa sosteneva la presenza dello stato di necessità per giustificare l'allontanamento, contestando anche l'applicazione della recidiva e la quantificazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi presentati si limitavano a riproporre le stesse tesi già esaminate e respinte nei gradi di merito, senza confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata. Il ricorrente mirava unicamente a ottenere una nuova valutazione delle prove, operazione preclusa in sede di legittimità. L'imputato è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: confermata la condanna in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di evasione. La persona condannata ha presentato ricorso contestando la sussistenza degli elementi del crimine, l'elemento psicologico del dolo, la propria capacità di intendere e di volere e il bilanciamento tra circostanze attenuanti e recidiva. I giudici supremi hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. L'impugnazione riproduceva infatti censure già respinte dai giudici territoriali e chiedeva una nuova valutazione delle prove, attività preclusa al giudice di legittimità. A seguito del verdetto, la condanna a carico dell'imputato diventa definitiva e il medesimo deve pagare le spese del procedimento oltre a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: condanna confermata per ricorso generico
Un cittadino ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per il reato di evasione emessa dalla Corte di Appello. L'imputato contestava sia il giudizio di colpevolezza sia la quantificazione della pena inflitta dai giudici territoriali. La Corte di Cassazione ha esaminato l'atto difensivo e ne ha rilevato la totale assenza di argomentazioni a supporto delle contestazioni. I giudici di legittimità hanno pertanto dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa della sua assoluta genericità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione respinge il ricorso generico
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari si allontana dalla propria abitazione e riceve una condanna per il reato di evasione. L'imputato presenta ricorso per Cassazione lamentando la violazione del diritto di difesa. Egli sostiene che l'autorità giudiziaria non ha avvisato il difensore di fiducia nominato nel procedimento originario da cui scaturiva la misura cautelare. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile poiché le censure riproducono argomenti già esaminati e risultano generiche. La Suprema Corte conferma integralmente la condanna e ordina il pagamento delle spese processuali e di una sanzione economica.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione respinge il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un imputato colpevole per il reato di evasione. Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di Appello contestando la valutazione delle prove, la sussistenza del dolo, l'offensività della condotta e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto o della sospensione della pena. I Supremi Giudici hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. Le motivazioni difensive si limitavano infatti a riproporre le medesime critiche già respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza contestare specificamente le argomentazioni della Corte territoriale. L'imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro.
Continua »