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Reato Di Evasione — Anno 2024

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82 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Di Evasione

Provvedimenti

Reato di evasione: quando non si applica la necessità
La Cassazione conferma la condanna per il reato di evasione a un soggetto ai domiciliari per stalking. Il ricorso è inammissibile perché recarsi prima dalla vittima e poi in ospedale, senza avvisare le autorità, esclude lo stato di necessità e giustifica il diniego delle attenuanti generiche.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile se infondato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. L'imputato, agli arresti domiciliari, era stato trovato a 1 km dalla sua abitazione. Secondo la Corte, il ricorso era una mera riproposizione di motivi già respinti e manifestamente infondato, confermando la condanna e il pagamento delle spese processuali.
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Reato di evasione: il dolo generico è sufficiente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che per configurare tale delitto è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di essere sottoposti a una misura restrittiva e la volontà di violarne le prescrizioni, senza che sia necessario un fine specifico. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello e sulla corretta esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), giustificata dalle plurime condanne precedenti dell'imputato per lo stesso reato.
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Ricorso inammissibile: la genericità costa 3000 euro
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di evasione. La causa dell'inammissibilità risiede nella genericità assoluta dei motivi presentati, che non contestavano specificamente la motivazione della corte d'appello. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3000 euro.
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Reato di evasione: luogo diverso da quello autorizzato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di evasione nei confronti di un soggetto autorizzato a recarsi al lavoro ma trovato in un luogo diverso da quello lavorativo, sebbene all'interno della stessa provincia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancanza di specificità, ribadendo che l'autorizzazione è legata al luogo preciso e non all'area geografica generale.
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Reato di evasione: dolo e ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che la contestazione generica della motivazione e del dolo non è sufficiente per l'accoglimento del ricorso, soprattutto quando la violazione volontaria della misura cautelare dimostra la consapevolezza dell'illecito. L'imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi sono stati giudicati generici e riproduttivi di argomentazioni già esaminate. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della prolungata durata dell'allontanamento.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21766/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I motivi del ricorso, incentrati sul diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sono stati ritenuti mere doglianze fattuali, non ammissibili in sede di legittimità, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Reato di evasione: prova tardiva, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa si basava sulla richiesta di una testimonianza non presentata nel primo grado di giudizio. La Corte ha stabilito che tale prova, essendo diretta e non contraria, avrebbe dovuto essere richiesta tramite la lista testi iniziale, rendendo la sua proposizione in appello tardiva e inammissibile.
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Reato di evasione: dolo e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha confermato che l'allontanamento volontario dalla propria abitazione integra il dolo generico richiesto dalla norma, anche in presenza di lesioni auto-inferte. Inoltre, ha stabilito che le modalità dei fatti ostacolavano un giudizio di particolare tenuità dell'offesa, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 17/05/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Suprema Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione domiciliare configura il reato, indipendentemente dalla durata o dalla distanza. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della pericolosità del soggetto, desunta dai suoi precedenti specifici. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato configura il reato, indipendentemente dalla durata o dalla distanza. Inoltre, ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della pericolosità del soggetto e dei suoi precedenti specifici.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dalla detenzione domiciliare costituisce reato, indipendentemente dalla durata o dai motivi. È stata inoltre confermata l'inapplicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'intensità del dolo e i precedenti specifici del soggetto.
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Reato di evasione: il dolo e i motivi irrilevanti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di evasione, specificando che l'intento colpevole (dolo) sussiste con la semplice consapevolezza di violare le prescrizioni, a prescindere dai motivi personali che hanno spinto all'azione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: il dolo generico è sufficiente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ribadisce che per tale delitto è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di trovarsi in stato restrittivo e la volontà di trasgredirne le prescrizioni, senza che sia necessario un fine specifico. Il motivo relativo alla particolare tenuità del fatto è stato respinto in quanto mera riproposizione di argomenti già vagliati.
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Reato di evasione: genericità del ricorso e conferma
Un individuo sotto arresti domiciliari ha impugnato la sua condanna per il reato di evasione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della sua genericità, ribadendo che qualsiasi allontanamento non autorizzato integra il reato, indipendentemente da durata o motivazioni. È stata inoltre confermata la negazione delle attenuanti generiche a causa della recidiva dell'imputato, il quale è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 12 aprile 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dalla detenzione domiciliare integra il reato, a prescindere dalla sua durata, dalla distanza percorsa o dalle motivazioni personali, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato integra il reato, indipendentemente da durata, distanza o motivazioni. È stata inoltre confermata l'impossibilità di rivalutare nel merito, in sede di legittimità, le decisioni del giudice precedente, se logicamente motivate, come l'esclusione della particolare tenuità del fatto.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. L'imputato, agli arresti domiciliari, non era stato trovato in casa durante due controlli di polizia ravvicinati. La Corte ha ritenuto manifestamente infondate le giustificazioni addotte, come il non aver sentito il campanello, smentite dalla presenza di un cane che abbaiava. Anche la richiesta di riduzione della pena è stata respinta, confermando la valutazione dei giudici di merito basata sulla gravità del fatto e sulla personalità negativa del soggetto.
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