LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Reato Di Evasione — Anno 2023

Pagina 4 di 11

218 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Di Evasione

Provvedimenti

Reato di evasione: la Cassazione punisce il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di evasione. L'imputato aveva contestato la sussistenza del reato e il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano del tutto generici e basati su semplici contestazioni di fatto, senza reali fondamenta giuridiche. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, obbligando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: presentarsi in caserma non evita la condanna
Un uomo sottoposto a misura restrittiva in comunità si presenta spontaneamente in caserma chiedendo di andare in carcere. Viene arrestato per il reato di evasione. Il difensore propone ricorso in Cassazione contestando l'elemento soggettivo del reato, ma successivamente presenta formale rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per rinuncia, confermando la condanna alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione nega scuse e conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di evasione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento di una causa di esclusione della colpevolezza, sostenendo l'assenza di responsabilità soggettiva. I giudici di legittimità hanno chiarito che la Cassazione non può riesaminare i fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio, a meno che non vi siano evidenti vizi logici nella motivazione. Nel caso specifico, i giudici d'appello avevano ampiamente giustificato la condanna basandosi sulla gravità del fatto, sulla lesione del bene giuridico protetto e sulla prolungata durata dell'allontanamento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, confermando in via definitiva la sua responsabilità penale.
Continua »
Reato di evasione: il ritardo a casa costa la condanna
Il caso riguarda un soggetto condannato per il reato di evasione a causa del ritardato rientro presso il proprio domicilio coatto, dove era sottoposto a misura restrittiva. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la sussistenza dell'elemento oggettivo e soggettivo del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che anche il semplice ritardo nel rientro integra la condotta materiale del reato di evasione. I giudici hanno inoltre accertato la piena consapevolezza dell'azione da parte dell'agente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: no al ricorso basato solo sui fatti
Il Ricorrente ha impugnato in Cassazione la condanna per il reato di evasione (art. 385 c.p.), contestando la ricostruzione dei fatti operata nei gradi precedenti, la mancata concessione delle attenuanti generiche e il diniego della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché basato esclusivamente su doglianze di fatto, precluse nel giudizio di legittimità, e sulla mera riproduzione di censure già ampiamente disattese dalla Corte d'Appello con motivazione logica e coerente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: anche un’assenza breve costa la condanna
Il caso riguarda un uomo sottoposto a misura restrittiva che si è allontanato dal luogo di detenzione senza autorizzazione. Il ricorrente ha impugnato la condanna sostenendo che l'allontanamento fosse breve e privo della volontà di fuggire definitivamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per la configurabilità del reato di evasione non contano i motivi o la durata dell'assenza. L'elemento soggettivo richiesto è il dolo generico, ossia la semplice consapevolezza di violare il divieto di allontanarsi senza permesso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione nega la tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di evasione ai sensi dell'articolo 385 del codice penale. L'imputato contestava la sussistenza del reato, la mancata concessione delle attenuanti generiche, l'applicazione della recidiva e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno stabilito che i motivi del ricorso erano costituiti da semplici contestazioni di fatto, già ampiamente esaminate e respinte con adeguate argomentazioni giuridiche nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la scusa del controllo non visto non regge
L'Imputato, condannato per il reato di evasione, ha proposto ricorso per cassazione sostenendo di non essersi accorto del controllo della polizia e contestando il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le contestazioni riguardavano questioni di fatto, non esaminabili in sede di legittimità, e che la Corte d'Appello aveva già logicamente motivato l'esclusione di impedimenti oggettivi e il diniego delle attenuanti. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la recidiva cancella ogni sconto di pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di evasione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva. I giudici di legittimità hanno chiarito che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di quanto già esaminato e correttamente respinto dalla Corte d'Appello. La gravità del fatto e i numerosi precedenti penali dell'uomo giustificano pienamente il diniego delle attenuanti e l'aumento della pena. Di conseguenza, l'imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali, oltre a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: nessun sconto di pena se il ricorso è ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha chiarito che i motivi di ricorso erano una mera riproduzione di censure già esaminate e respinte con motivazione logica e coerente dal giudice d'appello. La negazione delle attenuanti è stata giustificata dalle modalità concrete del fatto e dall'assenza di elementi positivi per ridurre la pena, già fissata al minimo edittale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: la recidiva cancella lo sconto di pena
L'Imputato, condannato per il reato di evasione, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il riconoscimento della recidiva e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la reiterazione di condotte illecite e la presenza di un precedente specifico dimostrano l'incapacità del soggetto di controllare i propri comportamenti. Questo elemento giustifica sia l'aumento di pena per la recidiva, sia il diniego delle attenuanti generiche, evidenziando una spiccata pericolosità sociale. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: fuggire dai domiciliari costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato a un anno e sei mesi di reclusione per il reato di evasione. L'uomo si era allontanato dai domiciliari non solo per acquistare droga, ma anche per compiere rapine. I giudici hanno ritenuto la pena proporzionata e giustificata dal superamento del minimo edittale, dovuto alla gravità del fatto e alla recidiva, bilanciata con le attenuanti generiche. Il ricorrente dovrà pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: fuggire per la droga costa la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di evasione. L'imputato si era allontanato dal luogo di detenzione con lo scopo di acquistare sostanze stupefacenti. La difesa aveva richiesto l'applicazione della particolare tenuità del fatto e il riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo corretta la valutazione sulla gravità del comportamento e sulla capacità a delinquere del soggetto, evidenziata anche dai suoi recenti precedenti penali per rapina. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: no a nuova perizia senza prove di aggravamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per il reato di evasione. L'imputato lamentava il rifiuto, da parte della Corte d'Appello, di disporre una nuova perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere. I giudici di legittimità hanno confermato la correttezza della decisione d'appello, evidenziando che la difesa non ha presentato elementi nuovi o documentazione idonea a dimostrare un reale aggravamento delle condizioni psicopatologiche dell'uomo. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione punisce la condotta del recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di evasione. L'imputato contestava la sussistenza del reato, sostenendo che l'autorità potesse facilmente controllarlo, e si opponeva all'applicazione della recidiva. I giudici di legittimità hanno chiarito che le contestazioni sui fatti non sono ammissibili in Cassazione. Inoltre, hanno confermato la legittimità della recidiva, poiché i giudici d'appello hanno adeguatamente motivato la pericolosità del soggetto basandosi su una condotta illecita quasi ininterrotta dagli anni novanta. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Reato di evasione: la bugia sul lavoro costa la condanna
L'Imputato, ammesso al lavoro esterno, si è allontanato ingiustificatamente dal luogo di lavoro, fornendo poi false giustificazioni. La Corte d'Appello lo ha condannato per il reato di evasione, negando la particolare tenuità del fatto e applicando la recidiva. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la valutazione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che l'allontanamento e le menzogne escludono la tenuità del fatto e dimostrano una pericolosità sociale che giustifica la recidiva. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: ricorso generico costa caro in Cassazione
Un cittadino, condannato dalla Corte d'Appello per il reato di evasione, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione contestando la propria responsabilità e la severità della pena applicata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi presentati dal ricorrente erano del tutto generici e non consentiti dalla legge in questa sede, in quanto miravano a ridiscutere il merito del giudizio e la misura della sanzione senza evidenziare reali violazioni di legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: ricorso generico e condanna pecuniaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello proponendo motivi manifestamente infondati e non consentiti in sede di legittimità. La Suprema Corte ha rilevato che le contestazioni si limitavano a sterili richiami di massime giurisprudenziali e a critiche generiche sullo stile della decisione impugnata, senza evidenziare reali carenze motivazionali. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, confermando in via definitiva la sua responsabilità penale.
Continua »
Reato di evasione: tre ore in auto costano la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di evasione. L'imputato si era allontanato arbitrariamente per tre ore a bordo di un'autovettura, violando la misura restrittiva a cui era sottoposto. I giudici di merito avevano già applicato la recidiva a causa dei numerosi precedenti penali accumulati dal soggetto negli ultimi cinque anni. La Suprema Corte ha confermato che i motivi del ricorso erano generici e ripetitivi. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende, rendendo definitiva la sua condanna.
Continua »
Reato di evasione: la scaltrezza cancella la tenuità del fatto
Un uomo, già gravato da precedenti penali, ha commesso per due volte a distanza di pochi giorni il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Corte d'appello lo ha condannato applicando l'aumento di pena per la continuazione. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e contestando il calcolo della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il carattere abituale della condotta impedisce l'applicazione della causa di non punibilità. Inoltre, la rapidità e la scaltrezza nel reiterare il reato di evasione giustificano pienamente l'aumento di pena stabilito nei gradi precedenti. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »