LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Reato Di Evasione — Anno 2022

Pagina 3 di 13

250 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Reato Di Evasione

Provvedimenti

Reato di evasione e breve allontanamento: confermata la condanna
Un uomo sottoposto a una misura di restrizione presso la propria abitazione si è allontanato dal luogo stabilito senza autorizzazione. La difesa ha sostenuto che l'episodio dovesse essere considerato un semplice tentativo o un fatto di particolare tenuità, vista la presunta intenzione dell'imputato di compiere un'assenza brevissima per poi rientrare subito. I giudici di merito hanno invece ritenuto integrato il reato di evasione consumato a tutti gli effetti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal condannato, poiché ha riproposto questioni di fatto già ampiamente smentite e motivate nei gradi precedenti. Il ricorrente è stato quindi condannato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione respinge il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un imputato contro la condanna per il reato di evasione. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere alla Suprema Corte un nuovo esame dei fatti già valutati nei precedenti gradi di giudizio. I motivi presentati dalla difesa sono risultati generici e ripetitivi riguardo all'elemento psicologico, all'esclusione della particolare tenuità del fatto e alla misura della pena. I giudici territoriali avevano applicato la pena al minimo edittale concedendo le attenuanti generiche. Il ricorso inammissibile comporta la conferma della condanna penale e l'obbligo di pagare le spese processuali insieme a una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione confermato: ricorso respinto
Un uomo condannato per il reato di evasione ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione della sua colpevolezza. La difesa sosteneva l'assenza dell'elemento psicologico, chiedeva il riconoscimento della particolare tenuità del fatto e invocava la prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. La Corte territoriale aveva già motivato in modo logico e coerente la piena sussistenza della volontà evasiva, escludendo la tenuità alla luce della gravità della condotta e dei precedenti penali dell'imputato. La Cassazione ha confermato integralmente la condanna, imponendo all'imputato il pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione respinge il ricorso
Un cittadino ha impugnato la condanna per il reato di evasione sostenendo l'assenza dell'elemento soggettivo per una presunta incapacità di intendere e di volere e chiedendo la concessione delle attenuanti generiche. I giudici di merito hanno escluso qualsiasi prova medica o fattuale su tale stato mentale e hanno respinto le attenuanti per genericità dei motivi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile poiché privo di censure specifiche e fondato sulla semplice riproposizione di tesi già smentite. L'imputato ha perso definitivamente il giudizio ed è stato condannato al pagamento delle spese di giustizia e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: una sola autorizzazione e le uscite abusive
L'Imputato beneficiava dell'autorizzazione ad allontanarsi dal luogo di custodia per un'unica occasione specifica. Le forze dell'ordine lo hanno tuttavia sorpreso all'esterno in plurime circostanze non autorizzate, configurando il reato di evasione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, valutando la recidiva e le attenuanti generiche. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando le valutazioni dei fatti. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, chiarificando che in sede di legittimità non è possibile riesaminare le prove né riproporre argomenti di fatto già respinti dai giudici di merito. La condanna è divenuta definitiva con l'obbligo di pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di evasione: l’ignoranza della legge non evita la condanna
L'Imputato, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, si è allontanato dal luogo di detenzione ed è stato accusato del reato di evasione. Il soggetto ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo di non conoscere gli obblighi prescritti dalla misura e chiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno evidenziato che la presunta ignoranza delle prescrizioni è incompatibile con la condotta tenuta dall'Imputato. La Suprema Corte ha confermato la recidiva e l'abitualità del comportamento, escludendo qualsiasi beneficio o attenuante. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione respinge l’appello
Un Ricorrente, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in Cassazione. I motivi addotti dal Ricorrente erano considerati mere contestazioni di fatto e riproponevano argomenti già valutati dai giudici precedenti. Inoltre, il Ricorrente proponeva un'interpretazione alternativa delle circostanze relative alla causa di non punibilità (art. 54 cod. pen.) non ammissibile in sede di legittimità. Di conseguenza, il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: illegittima la visita medica programmata
Un soggetto sottoposto a misura restrittiva ha lasciato il proprio domicilio per recarsi a una medicazione medica programmata da tempo, limitandosi ad avvisare l'Autorità senza attendere la preventiva autorizzazione del magistrato. I giudici hanno contestato all'interessato il reato di evasione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la semplice comunicazione alle forze dell'ordine non scrimina l'allontanamento arbitrario. Inoltre, una prestazione sanitaria programmata non configura alcuno stato di necessità, poiché difetta il pericolo grave e imminente. Il ricorrente deve versare le spese di giudizio e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione e ricorso bloccato in Cassazione
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per contestare la condanna relativa al reato di evasione emessa dai giudici di merito. Il ricorrente ha basato le proprie argomentazioni su contestazioni di fatto e su rilievi astratti riguardanti la determinazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La decisione evidenzia come il reato risultasse fondato su prove evidenti e come la sentenza d'appello contenesse una motivazione del tutto congrua e priva di vizi logici. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno confermato la responsabilità penale dell'imputato e lo hanno condannato al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: sosta alla posta fatale per l’imputato
Un uomo sottoposto a misura cautelare aveva ricevuto l'autorizzazione per recarsi al Tribunale e apporre la firma di controllo. Dopo l'adempimento, il soggetto si è recato presso un ufficio postale senza alcun permesso, trattenendosi per oltre venti minuti e tentando di uscire alla vista delle forze dell'ordine. I giudici di merito hanno escluso la particolare tenuità del fatto, condannandolo per il reato di evasione a causa della piena consapevolezza della trasgressione e dei numerosi precedenti penali. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e di una somma alla cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: stop alle attenuanti e ricorso respinto
Un imputato ha impugnato la sentenza di condanna per il reato di evasione contestando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché la difesa si è limitata a riproporre le medesime argomentazioni già respinte dai giudici di merito con motivazione logica basata sui precedenti penali. I giudici hanno chiarito che la valutazione della pena spetta esclusivamente al giudice di merito. A causa dell'inammissibilità originaria dell'impugnazione, il ricorrente non ha potuto beneficiare dell'eventuale prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello, subendo la condanna definitiva e il pagamento delle spese.
Continua »
Reato di evasione: arresti domiciliari e allontanamenti ripetuti
Un imputato agli arresti domiciliari si è allontanato per due volte dalla propria abitazione senza autorizzazione. La difesa ha sostenuto che le due uscite dovessero costituire un'unica violazione e ha chiesto l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che ogni singolo allontanamento integra autonomamente il reato di evasione, a prescindere dalla durata del rientro temporaneo a casa. I giudici hanno inoltre negato la causa di non punibilità, evidenziando i numerosi precedenti penali dell'imputato e la sua spiccata abitualità a delinquere. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese legali e di una sanzione.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione respinge le scusanti
Un imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per il reato di evasione emessa dalla Corte di Appello. Il ricorrente invocava lo stato di necessità e la particolare tenuità del fatto per giustificare l'allontanamento non autorizzato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso poiché le censure contestavano accertamenti di fatto già ampiamente e logicamente motivati dai giudici di merito. L'imputato perde definitivamente la causa ed è condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: stop ai ricorsi basati su scuse inverosimili
Un imputato, condannato per il reato di evasione per essersi allontanato dal proprio domicilio senza autorizzazione, ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Il ricorrente ha contestato la ricostruzione dei giudici di merito, sostenendo la veridicità della giustificazione addotta per spiegare la propria assenza e lamentando un travisamento della dinamica dei fatti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. I giudici di legittimità hanno ribadito che la Cassazione non può valutare nuovamente i fatti o fornire ricostruzioni alternative, soprattutto quando i giudici di merito hanno già smontato la tesi difensiva reputandola priva di riscontri e del tutto inverosimile. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna dell'uomo, obbligandolo anche al pagamento delle spese legali e di una sanzione di tremila euro.
Continua »
Concordato in Appello: La Cassazione tutela la libertà di accordo
Un imputato, condannato per evasione, aveva raggiunto un accordo (concordato in appello) con il Pubblico Ministero per una pena ridotta. La Corte d'Appello ha rigettato l'accordo, ritenendo errato il calcolo della riduzione della pena. La Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che nel concordato in appello le parti sono libere di determinare la pena finale, e il giudice deve valutarne solo la congruità, non la correttezza del calcolo. La sentenza ha così ripristinato la pena concordata.
Continua »
Reato di evasione e malore non provato: condanna confermata
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari si è allontanato dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione preventiva dell'autorità giudiziaria. La difesa ha sostenuto la sussistenza dello stato di necessità a causa di un malore avvertito la sera precedente. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per il reato di evasione. I giudici hanno chiarito che integra il delitto qualunque allontanamento dal domicilio, a prescindere dalla durata dell'assenza, dai metri percorsi o dalle motivazioni personali, escludendo l'urgenza medica in assenza di prove certe del pericolo.
Continua »
Evasione dagli arresti domiciliari: la Cassazione conferma la condanna
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Lavoratore condannato per evasione dagli arresti domiciliari. Il Lavoratore contestava la notifica dell'atto di appello e la sua responsabilità per il reato, oltre a chiedere l'applicazione di un'attenuante. La Corte ha confermato la validità della notifica e ha ribadito che il reato di evasione si configura con il solo allontanamento, indipendentemente dalla durata. Ha negato l'attenuante per rientro spontaneo, richiedendo la costituzione presso un'autorità. Il Lavoratore ha perso, con condanna alle spese e multa.
Continua »
Reato di evasione e futili motivi: la Cassazione nega gli sconti
Un imputato, condannato per il reato di evasione dopo essersi allontanato senza alcuna valida giustificazione verso un'altra regione, ha presentato ricorso per ottenere le circostanze attenuanti generiche e ridurre la pena inflitta. I giudici di merito hanno negato qualsiasi sconto di pena a causa dei precedenti penali del soggetto e della totale futilità dei motivi della fuga. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando integralmente la decisione precedente e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: stop ai ricorsi per pochi metri
Un uomo sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari si è allontanato dalla propria abitazione senza alcuna preventiva autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria. La Corte di Appello ha confermato la sua condanna per il reato di evasione, negando l'applicazione della particolare tenuità del fatto e delle circostanze attenuanti generiche. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione lamentando vizi di motivazione in merito alla gravità della condotta e alla consapevolezza del gesto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I giudici hanno chiarito che ogni allontanamento non autorizzato configura il delitto, a prescindere dalla distanza percorsa, dal tempo trascorso fuori o dalle ragioni personali del soggetto. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
Reato di evasione: la Cassazione boccia il ricorso
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un'imputata condannata per il reato di evasione. I controlli effettuati dalle forze dell'ordine avevano accertato l'allontanamento non autorizzato dell'interessata dal luogo stabilito. La difesa ha impugnato la sentenza di secondo grado lamentando un presunto difetto di motivazione e richiamando principi giurisprudenziali astratti. I giudici supremi hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile: il ricorso non contestava elementi concreti della ricostruzione probatoria ma si limitava a formule teoriche generiche. Di conseguenza, la condanna originaria è divenuta definitiva con l'ulteriore sanzione pecuniaria a carico della ricorrente in favore della Cassa delle ammende.
Continua »