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Radicamento Sul Territorio

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La condizione di una persona che ha legami stabili e concreti (familiari, lavorativi, sociali) con il territorio di uno Stato, rilevante per valutare l'opportunità di eseguire una pena in quel Paese.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mandato di Arresto Europeo: Radicamento Stabile Rileva Anche per i Processi
La Corte d'Appello di Lecce aveva disposto la consegna di un cittadino afghano alla Francia, richiesta tramite un Mandato di Arresto Europeo per reati di ricettazione, riciclaggio e associazione a delinquere. Il difensore ha contestato la decisione, sostenendo che il soggetto era stabilmente radicato in Italia. La Cassazione ha annullato la sentenza, affermando che il radicamento stabile sul territorio è un fattore rilevante anche per i Mandati di Arresto Europei emessi per un'azione penale (c.d. processuali), non solo per l'esecuzione di una pena. La Corte d'Appello dovrà ora riesaminare il caso, verificando le condizioni di radicamento e considerando le questioni pregiudiziali sollevate alla Corte di Giustizia UE.
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Mandato Arresto Europeo: Residente in Italia vince in Cassazione
Un cittadino straniero, residente in Italia da oltre cinque anni, era destinatario di una richiesta di consegna dalla Croazia per essere processato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione che autorizzava la consegna, stabilendo un principio fondamentale: anche in caso di 'mandato di arresto europeo processuale', il giudice italiano deve sempre verificare il 'radicamento' della persona sul territorio nazionale. Questo legame stabile con l'Italia, infatti, può giustificare il rifiuto della consegna o la richiesta di garanzie per il rientro, al fine di favorire la risocializzazione. La questione è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo criterio.
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Rifiuto consegna mandato arresto europeo: residenza instabile, sì alla consegna
Un cittadino straniero, colpito da un mandato di arresto europeo emesso dal suo Paese d'origine, si opponeva alla consegna sostenendo di essere stabilmente residente in Italia da oltre cinque anni. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, confermando la decisione dei giudici precedenti. Secondo la Corte, la sua presenza in Italia era stata discontinua e frammentaria, interrotta da frequenti rientri nel Paese d'origine dove aveva commesso altri reati. L'attività lavorativa saltuaria e i legami affettivi non stabili non sono stati ritenuti sufficienti a dimostrare un vero radicamento. La sentenza stabilisce un principio chiaro: per il **rifiuto consegna mandato arresto europeo** non basta una semplice permanenza, ma serve una residenza effettiva e stabile. Di conseguenza, l'uomo sarà consegnato alle autorità straniere.
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Residenza non basta: No allo stop del Mandato di Arresto Europeo
La Cassazione ha confermato la consegna alla Francia di un cittadino straniero, colpito da un Mandato di Arresto Europeo per gravi reati, nonostante vivesse in Italia da anni. L'uomo sosteneva che negargli la possibilità di restare in Italia, a differenza dei cittadini UE, fosse discriminatorio. I giudici hanno respinto il ricorso, stabilendo che, a prescindere dalla nazionalità, l'interessato non aveva dimostrato un sufficiente e stabile 'radicamento' sul territorio. La sua residenza era troppo recente (meno di cinque anni) e le sue attività illecite dimostravano forti legami con l'estero. Di conseguenza, non sussistevano le condizioni per rifiutare l'esecuzione del Mandato di Arresto Europeo.
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Consegna cittadino straniero: l’integrazione conta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un cittadino della Guinea alla Germania in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo. Il motivo centrale è che la corte di merito non ha correttamente valutato il radicamento sociale e familiare dell'uomo in Italia. La Suprema Corte ha stabilito che, anche per la consegna di un cittadino straniero non comunitario, il giudice deve verificare l'effettiva integrazione sul territorio nazionale come possibile motivo di rifiuto della consegna, in linea con una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Pericolo di fuga estradizione: quando è concreto?
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Procuratore generale contro la mancata convalida di un arresto ai fini estradizionali. La Corte ha stabilito che, sebbene i limiti di pena previsti per la custodia cautelare interna non si applichino alle procedure di estradizione, il pericolo di fuga estradizione deve essere valutato su elementi concreti e specifici. L'effettivo radicamento della persona sul territorio nazionale, dimostrato da una residenza stabile e dalla collaborazione con le autorità, può escludere tale pericolo, giustificando la non applicazione di misure cautelari.
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Misure alternative: no se manca radicamento territoriale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva le misure alternative alla detenzione. La richiesta è stata respinta perché il soggetto, nonostante avesse indicato diversi domicili e un lavoro, risultava di fatto irreperibile, dimostrando un mancato radicamento sul territorio, elemento essenziale per la concessione del beneficio.
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Mandato d’arresto europeo: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte d'Appello di disporne la consegna alla Spagna in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per lesioni personali. Il ricorso si basava sul presunto radicamento del soggetto in Italia, ma la Suprema Corte ha chiarito che, a seguito delle recenti riforme, non può più esaminare vizi di motivazione, ma solo specifiche violazioni di legge. L'accertamento del radicamento territoriale è una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Mandato d’arresto europeo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di consegna basato su un mandato d'arresto europeo. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato del giudice italiano sulla residenza stabile, sulle condizioni carcerarie estere e sulla durata della custodia cautelare disposta dall'autorità emittente.
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Mandato d’arresto europeo: non basta la residenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28291/2025, ha annullato una decisione della Corte di Appello che rifiutava la consegna di un cittadino straniero sulla base di un mandato d'arresto europeo. La Suprema Corte ha stabilito che la mera residenza formale in Italia è insufficiente. I giudici devono condurre una valutazione approfondita sul reale radicamento della persona nel territorio e sulle concrete possibilità di reinserimento sociale, secondo i nuovi e specifici criteri introdotti dalla legge.
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