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Art. 267 Trattato sul funzionamento dell'unione europea (TFUE)

15 provvedimenti

Mandato di Arresto Europeo: Radicamento Stabile Rileva Anche per i Processi
La Corte d'Appello di Lecce aveva disposto la consegna di un cittadino afghano alla Francia, richiesta tramite un Mandato di Arresto Europeo per reati di ricettazione, riciclaggio e associazione a delinquere. Il difensore ha contestato la decisione, sostenendo che il soggetto era stabilmente radicato in Italia. La Cassazione ha annullato la sentenza, affermando che il radicamento stabile sul territorio è un fattore rilevante anche per i Mandati di Arresto Europei emessi per un'azione penale (c.d. processuali), non solo per l'esecuzione di una pena. La Corte d'Appello dovrà ora riesaminare il caso, verificando le condizioni di radicamento e considerando le questioni pregiudiziali sollevate alla Corte di Giustizia UE.
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Cram down fiscale: l’UE decide se un’azienda può salvarsi
Un'azienda in crisi propone un piano di concordato per continuare l'attività, ma le agenzie fiscali e previdenziali votano contro. I tribunali italiani negano l'approvazione forzosa, ritenendo non applicabile il cram down fiscale nel concordato in continuità secondo la vecchia normativa. La Corte di Cassazione, pur concordando su questo punto, solleva un dubbio di compatibilità con il diritto europeo. Non è chiaro se i creditori pagati integralmente ma con ritardo possano fornire il voto decisivo per forzare l'approvazione del piano sugli altri. Di conseguenza, sospende il giudizio e rimette la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per un'interpretazione definitiva.
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Rimborso IVA dopo accertamento con adesione: la porta è chiusa
Una società di noleggio auto, dopo aver definito un avviso di accertamento che negava la detrazione IVA su certi costi, ha chiesto il rimborso della stessa imposta all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave: il rimborso IVA dopo accertamento con adesione non è ammissibile. L'accordo con il Fisco rende la pretesa tributaria 'intangibile' e definitiva, chiudendo la porta a successive istanze di rimborso. La società può solo agire in sede civile contro il proprio fornitore per recuperare l'IVA pagata, ma non può più rivolgersi all'Amministrazione Finanziaria per la medesima questione oggetto dell'accordo.
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Credito d’imposta dividendi esteri: vince sulla sola esenzione
Una società madre con sede nel Regno Unito ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta sui dividendi ricevuti da una sua controllata italiana, basandosi sulla Convenzione bilaterale Italia-Regno Unito. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che la società beneficiava già dell'esenzione dalla ritenuta alla fonte prevista dalla Direttiva UE 'Madre-Figlia' e che i due regimi fossero alternativi. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società. Ha stabilito che l'esenzione UE e il credito d'imposta convenzionale non si escludono a vicenda. La società può scegliere il regime più favorevole per garantire la neutralità fiscale ed eliminare la doppia imposizione economica. La Corte ha quindi riconosciuto il diritto al credito d'imposta dividendi esteri.
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Mandato Arresto Europeo: Residente in Italia vince in Cassazione
Un cittadino straniero, residente in Italia da oltre cinque anni, era destinatario di una richiesta di consegna dalla Croazia per essere processato. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione che autorizzava la consegna, stabilendo un principio fondamentale: anche in caso di 'mandato di arresto europeo processuale', il giudice italiano deve sempre verificare il 'radicamento' della persona sul territorio nazionale. Questo legame stabile con l'Italia, infatti, può giustificare il rifiuto della consegna o la richiesta di garanzie per il rientro, al fine di favorire la risocializzazione. La questione è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo criterio.
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Viola Legge UE ma non i limiti esterni della giurisdizione: il caso
Un'azienda si è vista negare l'autorizzazione per un grande impianto di trattamento rifiuti. La decisione, basata sul principio di prossimità, è stata confermata dal Consiglio di Stato. L'azienda ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che la sentenza amministrativa, violando il diritto UE, avesse superato i limiti esterni della giurisdizione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito un principio fondamentale: una presunta violazione del diritto UE da parte del Consiglio di Stato è un errore di diritto, non un'invasione di campo di un altro giudice. Pertanto, non può essere contestata in Cassazione per motivi di giurisdizione.
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Responsabilità fornitore prodotto difettoso: decide l’Europa
Un automobilista subisce danni in un incidente a causa del mancato funzionamento dell'airbag. Cita in giudizio la filiale italiana della casa automobilistica, che si difende sostenendo di essere solo un distributore e non il produttore effettivo, un'altra società del gruppo con sede all'estero. Il caso arriva in Cassazione, che si interroga sulla corretta interpretazione della norma sulla responsabilità del fornitore per prodotto difettoso. Il dubbio è se il distributore possa essere considerato responsabile al pari del produttore solo perché ha un nome o un marchio quasi identico, che può confondere il consumatore. La Corte sospende il giudizio e chiede alla Corte di Giustizia Europea di risolvere la questione.
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Valvola Aperta: Niente Abbuono Accisa per Caso Fortuito
Un'azienda ha subito una perdita di alcol a causa della negligenza di un dipendente che ha lasciato una valvola aperta. La Corte di Cassazione ha negato l'abbuono accisa per caso fortuito, stabilendo un principio fondamentale: l'errore umano interno all'azienda non è un evento imprevedibile ed esterno. La Corte ha chiarito che la legge italiana, che equiparava la colpa non grave al caso fortuito, è in contrasto con il diritto europeo e va ignorata. Tuttavia, ha aperto un'altra via per l'esenzione: se la perdita è avvenuta durante un'operazione preventivamente autorizzata, l'accisa non è dovuta. La decisione finale spetta ora al giudice di merito, che dovrà verificare la presenza di tale autorizzazione.
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Prova della spesa fondi UE: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31587/2023, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile che chiedeva il saldo di un contributo europeo per la costruzione di un albergo. La Corte ha stabilito che, per la corretta prova della spesa fondi UE, non sono sufficienti documenti contabili basati su prezziari standard, poiché non dimostrano l'effettivo costo sostenuto. La decisione, in linea con l'interpretazione della Corte di Giustizia UE, sottolinea la necessità di una documentazione che fornisca un quadro fedele e preciso delle spese realmente effettuate, confermando l'interpretazione restrittiva della deroga alle fatture quietanzate.
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Addizionale energia elettrica: la Cassazione decide
Un'impresa cliente ha richiesto e ottenuto nei primi due gradi di giudizio il rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica versata a una società fornitrice. Quest'ultima ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, basando la sua decisione su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva dell'addizionale. La decisione conferma definitivamente il diritto al rimborso per l'addizionale energia elettrica non dovuta.
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Esecuzione sentenza straniera: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte d'Appello di eseguire in Italia una pena detentiva derivante da una condanna greca per favoreggiamento dell'immigrazione. Il motivo principale della decisione risiede nel principio del "giudicato parziale": i motivi del ricorso erano già stati esaminati e rigettati in una precedente fase del giudizio, rendendo la loro riproposizione inammissibile.
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Ritardi pagamenti PA: la Cassazione va alla CGUE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 3181/2024, ha sospeso un giudizio riguardante i ritardi pagamenti PA per servizi di noleggio di attrezzature per intercettazioni. Dubitando della compatibilità della normativa nazionale, che qualifica tali esborsi come 'spese di giustizia' escludendo gli interessi di mora previsti per le transazioni commerciali, con il diritto dell'Unione Europea, la Corte ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell'UE. La decisione è cruciale per stabilire se tali servizi debbano rientrare nelle tutele europee contro i ritardi di pagamento.
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Mandato di arresto europeo: difesa garantita in appello
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna destinataria di un mandato di arresto europeo emesso dal Belgio per sottrazione di minore, nonostante la condanna fosse avvenuta in sua assenza e senza difensore. La Corte ha stabilito che la consegna è legittima poiché l'ordinamento belga garantisce all'interessata il diritto a un nuovo processo o a un appello con piene facoltà difensive, sanando così la violazione iniziale e confermando il principio di reciproca fiducia all'interno dell'UE.
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Gratuito Patrocinio: No aumento soglia per più processi
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che i limiti di reddito per accedere al Gratuito Patrocinio non possono essere aumentati in base al numero di procedimenti penali a carico di una persona. La richiesta di una ricorrente, a cui era stato negato il beneficio a causa del reddito del convivente che superava la soglia familiare, è stata respinta. La Corte ha confermato che il calcolo si basa esclusivamente sul reddito del nucleo familiare, come stabilito dalla legge, e non è prevista un'eccezione per chi affronta molteplici cause.
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Ripetizione indebito accise: chi rimborsa il cliente?
Una fondazione ha citato in giudizio la propria società fornitrice di energia per ottenere la restituzione di addizionali provinciali sulle accise, rivelatesi contrarie al diritto europeo. La Corte d'Appello aveva dato ragione alla fondazione, ma la società fornitrice ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia Europea su una questione simile, evidenziando la complessità del meccanismo di ripetizione indebito accise e il suo impatto sui rapporti tra consumatore, fornitore e Stato.
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