La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di alcuni dipendenti universitari operanti in strutture ospedaliere che rivendicavano l'applicazione della clausola di salvezza prevista dal CCNL 2002/2005. I lavoratori chiedevano che il loro trattamento economico, derivante da progressioni di carriera, fosse calcolato secondo le tabelle previgenti più favorevoli. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda, ritenendo che i diritti acquisiti dopo l'entrata in vigore teorica del contratto non fossero tutelati. La Suprema Corte ha invece stabilito che la clausola di salvezza opera fino alla data di effettiva sottoscrizione del contratto (27 gennaio 2005), proteggendo tutti i diritti entrati nel patrimonio del lavoratore fino a quel momento.
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