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Procuratore Speciale

141 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Soggetto a cui viene conferito il potere di compiere atti giuridici specifici in nome e per conto di un altro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: inammissibilità e sanzione
Un indagato per reati associativi ha presentato impugnazione contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la misura degli arresti domiciliari. In seguito, la difesa ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione tramite procuratore speciale. La Corte di Cassazione ha preso atto della scelta difensiva e ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. L'interruzione volontaria dell'iter giudiziario comporta precise conseguenze economiche stabilite dalla legge. I giudici hanno quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Minaccia prescritta, ma il ricorso è inammissibile: le conseguenze
Un imputato, condannato per minaccia, ha visto il suo reato prescritto in appello, ma la condanna agli effetti civili è stata confermata. Il suo difensore, con procura speciale, ha poi rinunciato all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, condannando il ricorrente a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende. Questo perché la rinuncia all'impugnazione rende il ricorso non esaminabile.
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Condanna e rinuncia al ricorso per cassazione: sanzione certa
La Corte d'Appello ha confermato la condanna penale inflitta a un imputato per i reati di lesioni personali e rissa. L'imputato ha presentato impugnazione contestando la motivazione della sentenza. Successivamente, il suo difensore munito di procura speciale ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione. I Supremi Giudici hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione a seguito del ritiro dell'atto. La Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e a una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
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Delitto di riciclaggio: accusa grave ma ricorso ritirato
Il Tribunale della Libertà confermava la custodia cautelare in carcere a carico di un indagato per il delitto di riciclaggio di proventi legati alla criminalità organizzata. La difesa impugnava il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'assenza di prove sulla provenienza illecita del denaro e invocando l'inapplicabilità della norma per presunta partecipazione al reato associativo presupposto. Prima della discussione in udienza, il difensore munito di procura speciale depositava un formale atto di rinunzia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso a causa della rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle sole spese processuali ed escludendo la sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende per la natura volontaria dell'atto.
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Condanna annullata per remissione della querela successiva
Un cittadino subisce una condanna dinanzi al Giudice di Pace per il reato di lesioni personali colpose. Subito dopo la pronuncia della sentenza, ma prima della scadenza dei termini per impugnare la decisione, la persona offesa ritira formalmente le accuse tramite il proprio procuratore speciale. Il condannato accetta regolarmente questa decisione davanti alle autorità competenti. La difesa presenta quindi ricorso in Cassazione unicamente per fare accertare la sopravvenuta remissione della querela. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla la condanna senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato. Non essendovi accordi contrari tra le parti, i giudici pongono le spese del processo a carico della persona querelata.
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Ricorso in Cassazione: il Fai-da-te costa caro all’Imputato
La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso in Cassazione presentato personalmente da un Imputato, condannato per lesioni. La decisione ribadisce che, a seguito di modifiche legislative, solo un avvocato iscritto all'albo speciale della Corte di Cassazione può sottoscrivere e presentare tale ricorso. L'Imputato ha quindi perso la possibilità di far esaminare il suo caso, dovendo anche pagare le spese processuali e una sanzione alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per Cassazione inammissibile: la Cassazione boccia l’appello personale
Un Lavoratore, condannato per lesioni, ha presentato personalmente un ricorso per Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso per Cassazione inammissibile. La legge stabilisce che solo gli avvocati iscritti all'albo speciale della Cassazione possono firmare tali ricorsi. Anche l'autentica della firma da parte di un avvocato cassazionista non rende valido un ricorso presentato personalmente. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di 4.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso in Cassazione penale: Inammissibile dopo Patteggiamento
Un Lavoratore ha presentato un Ricorso in Cassazione penale contro una sentenza di patteggiamento, cercando di contestare il rifiuto della messa alla prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che chi accetta il patteggiamento rinuncia a contestare il rifiuto della messa alla prova. Inoltre, una rinuncia al ricorso firmata solo dal difensore, senza procura speciale del Lavoratore, non è valida. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: Patteggiamento in Appello non si impugna
Un Condannato, riconosciuto colpevole di rapina, aveva raggiunto un accordo di patteggiamento in Appello, ottenendo una riduzione della pena. Nonostante l'accordo, il Condannato ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile post patteggiamento. Questo perché la legge non permette di impugnare un patteggiamento in quel modo, e il Condannato aveva anche rinunciato all'impugnazione. Il Condannato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Riesame del sequestro preventivo tra termini e notifica
Un'associazione subisce un sequestro preventivo per presunti debiti fiscali. Il rappresentante legale impugna il provvedimento ma il Tribunale rigetta l'istanza. L'ente ricorre per Cassazione lamentando la violazione dei termini di comparizione, poiché il legale rappresentante riceve l'avviso solo tre giorni prima dell'udienza camerale. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso e conferma che, nella procedura di riesame del sequestro preventivo a favore di un terzo interessato, la notifica dell'avviso di fissazione udienza eseguita tempestivamente presso il difensore munito di procura speciale è perfettamente valida, producendo pieni effetti legali.
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Rinuncia al ricorso penale: spese a carico della parte civile
La persona offesa si costituisce parte civile nel procedimento penale per diffamazione contro un congiunto. Il giudice di primo grado dichiara di non doversi procedere a causa della mancanza di una tempestiva querela. La parte civile decide quindi di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione tramite il proprio difensore. Durante il giudizio di legittimità, il procuratore speciale deposita un formale atto di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità dell'azione per intervenuta rinuncia al ricorso. Questa scelta difensiva comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione pecuniaria pari a cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia all’Impugnazione Penale: Ricorso Inammissibile e Condanna alle Spese
Un Lavoratore, già condannato per un reato (art. 495 c.p.) e con condanna confermata in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, il suo difensore, con procura speciale, ha successivamente trasmesso una dichiarazione di rinuncia all'impugnazione penale, firmata anche dal Lavoratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di questa rinuncia. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso chiarisce le conseguenze della rinuncia all'impugnazione penale.
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Rimessione del processo penale: rigetto e sanzione
L'Imputato ha presentato dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari una richiesta di rimessione del processo penale per trasferire il giudizio in altra sede. Il giudice locale ha trasmesso l'istanza alla Corte di Cassazione. Il richiedente, tuttavia, non ha notificato l'atto alle altre parti processuali entro i termini di legge. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'istanza per il mancato rispetto delle forme obbligatorie. L'Imputato ha subito la condanna alle spese e al versamento di una sanzione di tremila euro.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: conseguenze e spese
L'Imputato era stato condannato nei gradi precedenti per il reato di furto pluriaggravato. A seguito della decisione di secondo grado, la difesa ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, la parte ha scelto di non proseguire la battaglia legale e ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione tramite la propria difesa, munita di procura speciale. La Corte di Cassazione ha riscontrato la regolarità formale dell'atto e ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende.
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Bancarotta fraudolenta documentale: condanna confermata per occultamento contabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale a carico di due soggetti, un amministratore di fatto e un procuratore speciale, per aver sottratto o distrutto le scritture contabili di un'azienda fallita. La difesa aveva contestato la qualifica di amministratore di fatto e l'assenza di un nesso causale con il fallimento. La Corte ha ribadito che il mutamento di ruolo non altera l'accusa se la difesa ha potuto esercitare i suoi diritti. Ha inoltre chiarito che la bancarotta fraudolenta documentale è un reato di pericolo che richiede il dolo specifico e che la mancanza delle scritture impedisce di valutare il danno, escludendo l'attenuante del danno di speciale tenuità.
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Rinuncia al Ricorso Penale: L’Appellante Condannato alle Spese
Un Lavoratore ha presentato un ricorso penale contro una sentenza. Il suo rappresentante legale, con la sua accettazione, ha poi rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della rinuncia. Ha condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma di Euro 500,00 alla Cassa delle ammende. Questo caso evidenzia le precise conseguenze della rinuncia al ricorso penale in termini di oneri economici e procedurali.
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Rinuncia al ricorso in cassazione: inammissibilità e spese
Il Ricorrente ha impugnato in Cassazione l'ordinanza emessa dal Tribunale di sorveglianza. Successivamente, tramite il proprio difensore munito di procura speciale, ha presentato formale dichiarazione di rinuncia al ricorso in cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di tale scelta e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso ai sensi del codice di procedura penale. Di conseguenza, la Corte ha condannato Il Ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento della somma di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende.
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Diffusione di registrazioni fraudolente: dalla penale alla civile
La vicenda nasce da un processo penale sulla diffusione di registrazioni fraudolente. La persona offesa si era costituita parte civile, ma l'imputato è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. La parte civile ha impugnato la decisione in Cassazione per contestare l'assoluzione. Successivamente, la parte civile ha deciso di rinunciare al ricorso penale tramite il proprio avvocato con procura speciale per spostare la tutela dei propri diritti in sede civile con un'azione risarcitoria. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia formale e ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando la parte civile al pagamento delle spese di giudizio e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Conflitto di interessi società indagata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da una società avverso il sequestro preventivo dei propri immobili. Il sequestro era stato disposto nell'ambito di un'indagine per riciclaggio che vedeva coinvolti gli stessi amministratori dell'azienda. La Suprema Corte ha ravvisato un insanabile conflitto di interessi società indagata con il suo legale rappresentante, il quale non poteva nominare il difensore né influire sulla nomina di un procuratore speciale tramite l'assemblea. Tale incompatibilità impedisce alla società di costituirsi e ricorrere validamente. Inoltre, l'azienda non è stata riconosciuta come terzo estraneo al reato, poiché i suoi beni costituivano il frutto delle attività illecite. La decisione conferma la condanna della società al pagamento delle spese e della sanzione di tremila euro.
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Rinuncia all’impugnazione penale tra condanna e sanzione
Un imputato condannato in appello per il reato di omicidio stradale ha presentato ricorso per Cassazione. Prima dell'udienza, il suo difensore munito di specifica procura speciale ha depositato formale atto di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa della rinuncia, che agisce come atto processuale abdicativo non appena perviene all'autorità giudiziaria. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno condannato il ricorrente al pagamento di tutte le spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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