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Presunzione — Anno 2025

132 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Presunzione

Provvedimenti

Utili extracontabili: presunzione per i soci indiretti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34888/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili di una società a ristretta base partecipativa si estende anche ai soci persone fisiche che la partecipano indirettamente, attraverso una catena di altre società. La Corte ha chiarito che gli schermi societari non neutralizzano l'efficacia della presunzione, la quale mira a colpire la reale capacità contributiva del beneficiario finale, superando la forma giuridica per arrivare alla sostanza economica.
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Società a ristretta base: utili presunti al socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34432/2025, ha affermato un principio cruciale in materia di accertamenti fiscali verso una società a ristretta base. La Corte ha stabilito che la presunzione di distribuzione di utili extracontabili si applica direttamente al socio persona fisica finale, anche qualora la partecipazione sia detenuta attraverso una società holding interamente controllata. Viene così superato lo schermo societario, attribuendo la responsabilità fiscale direttamente all'ultimo anello della catena di controllo.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la legittimità del raddoppio termini accertamento nei confronti di una socia unica di S.r.l. a ristretta base. L'ordinanza stabilisce che la presunzione di distribuzione degli utili extra-bilancio è valida e spetta al contribuente fornire la prova contraria. L'obbligo di denuncia penale è sufficiente a giustificare il raddoppio dei termini, a prescindere dall'esito del procedimento penale.
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Compenso professionale: quando è gratuito?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso professionale di un avvocato può essere considerato gratuito se esistono prove sufficienti, come una lunga relazione sentimentale con il cliente. Nel caso specifico, un legale ha richiesto il pagamento per anni di assistenza legale solo dopo la fine della sua relazione con la cliente. I giudici hanno respinto il ricorso, confermando che la presunzione di onerosità della prestazione può essere superata da elementi indiziari gravi, precisi e concordanti che dimostrano un patto di gratuità, anche non scritto.
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Gratuità del patrocinio: la prova nel rapporto affettivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che chiedeva il pagamento di compensi professionali alla sua ex partner. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo provata la gratuità del patrocinio sulla base di una serie di indizi, tra cui la lunga relazione sentimentale tra le parti e l'assenza di richieste di pagamento per anni. Secondo la Corte, sebbene la prestazione legale si presuma onerosa, il cliente può dimostrare la gratuità attraverso prove presuntive, come in questo caso.
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Utili extracontabili: presunzione anche con perdita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34090/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di utili extracontabili. Anche se una società a ristretta base proprietaria presenta un bilancio in perdita, la presunzione di distribuzione degli utili non contabilizzati ai soci rimane valida. La Corte ha chiarito che i ricavi non contabilizzati o i fondi derivanti da costi fittizi sono considerati distratti dalla società e immediatamente distribuiti ai soci, indipendentemente dal risultato economico ufficiale. La decisione del giudice di merito, che aveva annullato l'accertamento fiscale basandosi sulla perdita di esercizio, è stata quindi cassata con rinvio.
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Presunzione di gratuità: avvocato e cliente legati
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il compenso a un avvocato per l'attività svolta in favore di un'ex partner. La lunga relazione sentimentale e l'assenza di richieste di pagamento per anni hanno fatto scattare una presunzione di gratuità, superando la normale onerosità della prestazione professionale. La Corte ha stabilito che la prova della gratuità, a carico del cliente, può essere fornita anche tramite presunzioni gravi, precise e concordanti.
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Prestazione gratuita avvocato: quando non è dovuto
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei compensi professionali a una sua ex cliente, con cui aveva avuto una lunga relazione sentimentale, solo dopo la fine del loro rapporto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta dell'avvocato. È stato stabilito che la prestazione gratuita dell'avvocato era stata provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come la durata quasi decennale della relazione e l'assenza di richieste di pagamento per tutto quel periodo, superando così la normale presunzione di onerosità della professione legale.
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Presunzione distribuzione utili: vale con bilancio in perdita
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presunzione di distribuzione utili non dichiarati ai soci di una società a ristretta base proprietaria è valida anche se il bilancio ufficiale dell'azienda risulta in perdita. Secondo la Corte, i profitti extracontabili, derivanti da ricavi occulti o costi indeducibili, non entrano nella contabilità ufficiale e si presume quindi che vengano distribuiti direttamente ai soci, rendendo irrilevante il risultato contabile negativo.
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Compenso professionale gratuito: quando è presunto?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei compensi professionali a una ex cliente, con cui aveva avuto una lunga relazione sentimentale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il diritto al compenso, ritenendo provato il carattere gratuito della prestazione. La Corte ha valorizzato una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come la durata decennale del rapporto affettivo e l'assenza di richieste di pagamento prima della rottura, stabilendo che in questi casi si può superare la normale onerosità della prestazione professionale.
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Compenso professionale gratuito: quando si presume?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che chiedeva il pagamento di compensi per prestazioni professionali svolte a favore della sua ex-partner. La Corte ha stabilito che, nonostante la prestazione d'opera intellettuale si presuma onerosa, è possibile dimostrare la sua gratuità attraverso prove presuntive. In questo caso, la lunga relazione sentimentale, l'assenza di richieste di pagamento per quasi un decennio e la notevole mole di lavoro svolto sono stati considerati elementi sufficienti a superare la presunzione di onerosità, confermando la natura di compenso professionale gratuito del rapporto.
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Presunzione distribuzione utili: vale anche con holding?
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori ricavi occulti di una società operativa e, di conseguenza, ha imputato una quota di tali utili non dichiarati al socio unico della società holding che la controllava interamente. Il contribuente ha impugnato l'atto, ma il suo ricorso è stato respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, stabilendo che la presunzione di distribuzione utili in società a ristretta base proprietaria si applica anche quando la partecipazione è detenuta tramite un'altra società (holding), a sua volta a base ristretta. La Corte ha chiarito che l'onere di provare il mancato incasso degli utili ricade sul contribuente, che deve dimostrare il reinvestimento o l'accantonamento dei fondi, non essendo sufficiente provare la propria estraneità alla gestione operativa.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Un'azienda ha subito un accertamento induttivo dopo aver venduto merce a prezzi scontati del 90% a seguito di un'alluvione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento, rigettando il ricorso. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove e la congruità dello sconto sono questioni di merito non riesaminabili in sede di legittimità, e che la motivazione della corte d'appello, seppur sintetica, era sufficiente e non meramente apparente.
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Contributo di bonifica: la presunzione di beneficio
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per un contributo di bonifica, sostenendo la mancanza di un beneficio diretto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'inclusione di un immobile nel piano di classifica del consorzio crea una presunzione di beneficio. Tale presunzione può essere superata solo da una prova specifica fornita dal contribuente. La Corte ha ribadito che il contributo di bonifica ha natura di tributo e non di corrispettivo per un servizio specifico, essendo dovuto in base alla potenziale fruibilità delle opere del consorzio.
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Presunzione esigenze cautelari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare. La sentenza chiarisce i criteri di valutazione della presunzione esigenze cautelari, affermando che il solo trascorrere del tempo non basta a escludere il pericolo di reiterazione del reato, specialmente in contesti di criminalità organizzata. La Corte ha validato la decisione del Tribunale del riesame, che aveva ritenuto attuale il pericolo basandosi sulla struttura e operatività del sodalizio criminale.
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Compenso avvocato: nullo se c’è relazione affettiva?
Un avvocato ha richiesto il pagamento di un cospicuo compenso professionale alla sua ex partner per l'attività legale svolta durante la loro decennale relazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prestazione era stata resa a titolo gratuito. La lunga durata del rapporto sentimentale, l'assenza di richieste di pagamento per anni e altri elementi indiziari sono stati ritenuti sufficienti a superare la normale onerosità della prestazione professionale, negando di fatto il compenso all'avvocato.
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Esigenze cautelari: la Cassazione sul metodo mafioso
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato gli arresti domiciliari a un indagato per estorsione con metodo mafioso. Il Tribunale aveva motivato la decisione con il solo trascorrere del tempo. La Suprema Corte ha ribadito che, per questi reati, vige una presunzione di pericolosità che non può essere superata dal semplice decorso temporale, ma richiede prove concrete di un effettivo abbandono delle logiche criminali, rafforzando il principio sulle esigenze cautelari.
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Responsabilità socio società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del socio per i debiti fiscali di una società a ristretta base estinta può essere presunta. Se l'Agenzia delle Entrate accerta utili extracontabili, si presume che questi siano stati distribuiti ai soci nello stesso anno, anche in assenza di una formale liquidazione. Spetta al socio fornire la prova contraria di non aver ricevuto tali somme. La ristretta compagine sociale è sufficiente a fondare tale presunzione, trasferendo l'onere della prova sul contribuente.
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Dichiarazione del terzo: valore di prova nel processo
Una società è stata sanzionata per costi derivanti da fatture per operazioni inesistenti. La prova si basava sulla dichiarazione del terzo emittente, che aveva ammesso l'illecito. La Corte di Cassazione ha confermato che la dichiarazione del terzo, se autoaccusatoria, possiede i caratteri di gravità, precisione e concordanza tali da costituire una presunzione legale sufficiente a fondare l'accertamento, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Conto cointestato successione: come superare la prova
In una causa di eredità, la Cassazione affronta il tema del conto cointestato successione. Rigetta la richiesta di donazione indiretta per un immobile ma accoglie il ricorso sulla provenienza dei fondi del conto. La presunzione di divisione al 50% può essere superata se si prova che il denaro apparteneva solo al defunto, obbligando la Corte d'Appello a riesaminare le prove documentali.
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