LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Presunzione — Anno 2025

Pagina 6 di 7

132 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Presunzione

Provvedimenti

Consumi presuntivi: prova lecita in caso di contatore manomesso
Una società agricola ha contestato una bolletta per consumi presuntivi derivante da un allaccio abusivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di manomissione del contatore, il fornitore di energia può legittimamente provare il credito basandosi su prove presuntive, come il metodo della "potenza tecnicamente prelevabile", anche a fronte della contestazione del cliente.
Continua »
Interruzione prescrizione: vale la copia non firmata?
Un agente di polizia municipale ha agito contro il Comune per ottenere il pagamento del lavoro festivo. Il Comune ha eccepito la prescrizione del diritto. La controversia è giunta in Cassazione sulla validità, ai fini dell'interruzione prescrizione, di una lettera di messa in mora la cui copia prodotta in giudizio era priva di firma. La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione in giudizio della copia della lettera, unitamente all'avviso di ricevimento della raccomandata, crea una presunzione di corrispondenza con l'originale ricevuto, sufficiente a interrompere la prescrizione, salvo prova contraria a carico del destinatario.
Continua »
Presunzione esigenze cautelari: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per i reati di associazione mafiosa, la presunzione delle esigenze cautelari non viene meno con il solo trascorrere del tempo. Un indagato, accusato di appartenere a un clan della 'ndrangheta, ha visto respinto il suo ricorso contro la custodia in carcere. La Corte ha chiarito che, data la stabilità e la natura pervasiva delle mafie storiche, elementi come un lavoro lecito o l'assenza di precedenti penali non sono sufficienti a dimostrare un effettivo allontanamento dal sodalizio criminale, necessario per superare la presunzione di pericolosità.
Continua »
Presunzione utili soci: prova contraria e onere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una socia al 50% di una S.r.l. a cui erano stati attribuiti utili non dichiarati. La Corte ha confermato la validità della presunzione utili soci, chiarendo che per superarla non è sufficiente dimostrare il proprio disinteresse alla gestione attiva della società. Il contribuente ha l'onere di provare specificamente la mancata distribuzione degli utili o il loro reimpiego nell'attività aziendale, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
Continua »
Transazione tardiva: quando è inammissibile in causa
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una transazione tardiva presentata in un giudizio per vizi immobiliari. L'ordinanza chiarisce che, sebbene l'accordo possa essere prodotto in qualsiasi momento, la sua efficacia è subordinata all'adempimento delle obbligazioni. Nel caso specifico, il mancato completamento dei lavori pattuiti ha reso la transazione inidonea a chiudere la lite. La Corte ha inoltre confermato la tardività della domanda di restituzione somme, qualificandola come domanda riconvenzionale soggetta a preclusioni.
Continua »
Accertamento soci: conti correnti e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18329/2025, ha rigettato il ricorso di una società a responsabilità limitata. L'amministrazione finanziaria aveva emesso un avviso di accertamento per maggiori ricavi basandosi sulle movimentazioni bancarie trovate sui conti correnti personali dei soci amministratori. La Corte ha confermato la legittimità di tale accertamento soci, stabilendo che per le società a ristretta base familiare opera una presunzione legale secondo cui le somme sui conti dei soci sono riferibili alla società. Di conseguenza, spetta al contribuente, e non al Fisco, fornire la prova contraria, dimostrando la natura personale e non societaria di tali movimentazioni.
Continua »
Utili extracontabili: notifica e presunzione
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un avviso di accertamento IRPEF a carico di un socio per utili extracontabili di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, stabilendo la validità della notifica dell'atto presupposto presso la sede sociale, anche se ritirato da un mero "collaboratore", e ribadendo che la presunzione di distribuzione dei profitti non richiede la definitività dell'accertamento societario. Inoltre, ha chiarito che gli utili "in nero" vengono tassati per intero al socio, senza la mitigazione del 40%.
Continua »
Utili extracontabili e presunzione di distribuzione
Un socio unico di una S.r.l. è stato oggetto di accertamento per l'imposta sul reddito personale, basato sulla presunzione di distribuzione degli utili non dichiarati della società, derivanti da costi non deducibili per operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del socio, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base partecipativa. La Corte ha ribadito che spetta al socio l'onere di provare che tali profitti non sono stati distribuiti, ma sono stati trattenuti o reinvestiti dalla società. Il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: come vincerla
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che un socio di una società a ristretta base può superare la presunzione di distribuzione utili dimostrando con prove rigorose la propria totale estraneità alla gestione aziendale. Nel caso di specie, la residenza e l'attività professionale della socia all'estero sono state considerate prove sufficienti a vincere la pretesa fiscale.
Continua »
Utili extracontabili: l’accertamento al socio è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento fiscale per utili extracontabili notificato al socio di una società a ristretta base partecipativa è legittimo, anche qualora l'analogo avviso di accertamento nei confronti della società sia stato annullato per un vizio procedurale, come la notifica dopo la sua estinzione. La presunzione di distribuzione dei profitti al socio rimane valida e spetta a quest'ultimo fornire la prova contraria.
Continua »
Azione revocatoria: vendita a familiari e presunzioni
La Cassazione conferma l'inefficacia di una vendita immobiliare tra figlio e genitori. L'azione revocatoria è legittima se basata su presunzioni gravi, precise e concordanti, come il ruolo del debitore in azienda e lo stretto legame familiare, che dimostrano la consapevolezza del danno ai creditori.
Continua »
Rimborso accise: onere della prova e bilancio
Una società produttrice di energia ha richiesto il rimborso delle accise sul gas, invocando un'esenzione di matrice europea. L'amministrazione finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che il costo fosse stato trasferito sui consumatori. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di provare tale trasferimento spetta all'amministrazione. La semplice iscrizione dell'accisa come costo in bilancio non è una prova sufficiente; è necessario dimostrare che sia stata contabilizzata specificamente tra i costi di produzione, influenzando direttamente il prezzo finale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo specifico onere probatorio.
Continua »
Presunzione distribuzione utili: prova contraria del socio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una S.r.l. a ristretta base sociale. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento a carico di una socia, presumendo l'incasso di redditi da partecipazione non dichiarati. La contribuente ha tentato di fornire la prova contraria esibendo le proprie movimentazioni bancarie, ma la Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la presunzione è legittima e spetta al socio l'onere di superarla con prove concrete che dimostrino la diversa destinazione degli utili, come il reinvestimento nella società. Il ricorso è stato inoltre giudicato in parte infondato e in parte inammissibile per un errore nella formulazione dei motivi.
Continua »
Presunzione evasione fiscale: il caso della Cassazione
Un contribuente deteneva capitali non dichiarati in un paradiso fiscale prima del 2009. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'omissione basandosi su una presunzione legale introdotta successivamente. La Cassazione ha stabilito che, sebbene la presunzione legale non sia retroattiva, i fatti (detenzione di capitali in un paradiso fiscale e mancata dichiarazione) costituiscono una valida presunzione evasione fiscale semplice, sufficiente a giustificare l'accertamento. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Simulazione contratto: prova eredi e vendita fittizia
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che dichiarava la simulazione contratto di una compravendita immobiliare tra genitori debitori e la loro figlia, finalizzata a sottrarre il bene alla garanzia dei creditori. La sentenza chiarisce che la qualità di erede, necessaria per agire in giudizio, può essere provata non solo con la denuncia di successione, ma con un complesso di elementi valutati dal giudice. Viene inoltre ribadito che la prova della simulazione può basarsi su presunzioni come lo stretto legame di parentela e la mancata prova del pagamento del prezzo.
Continua »
Concorso di colpa: quando la ragione non è al 100%
La Corte di Cassazione conferma una decisione di merito che attribuiva un concorso di colpa al 50% tra un'automobilista e un motociclista. Nonostante l'auto avesse omesso di dare la precedenza, il motociclista è stato ritenuto corresponsabile perché non ha provato di aver fatto tutto il possibile per evitare l'impatto, essendo la sua incapacità di frenare in tempo un indice di velocità eccessiva o distrazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Accertamento bancario: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento bancario. La decisione si fonda su vizi formali dell'appello, come la mancanza di specificità dei motivi e l'errata contestazione dell'atto impositivo originario anziché della sentenza di secondo grado. L'ordinanza sottolinea il rigore procedurale richiesto nei giudizi di legittimità, confermando che l'omessa allegazione dell'autorizzazione alle indagini bancarie non invalida di per sé l'accertamento.
Continua »
Utili extracontabili: estraneità alla gestione sociale
Una socia al 50% di una S.r.l. a ristretta base è stata oggetto di un accertamento fiscale per utili extracontabili presuntivamente distribuiti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16815/2025, ha stabilito un principio fondamentale: la prova dell'assoluta estraneità alla gestione sociale da parte del socio è sufficiente a vincere la presunzione di distribuzione degli utili. La Corte ha cassato la decisione precedente che riteneva irrilevante tale prova, affermando che se un socio dimostra di non avere alcun ruolo operativo, viene meno il fondamento logico della presunzione stessa.
Continua »
Srl base ristretta: utili presunti distribuiti ai soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in una Srl a base ristretta, gli utili non dichiarati si presumono distribuiti ai soci in proporzione alle loro quote. Di conseguenza, l'onere di provare la mancata distribuzione, ad esempio dimostrando il reinvestimento degli utili, ricade sul socio. La Corte ha inoltre chiarito che la sospensione del processo a carico del socio, in attesa della sentenza definitiva sulla società, non è obbligatoria ma rientra nel potere discrezionale del giudice.
Continua »
Fatture inesistenti: l’onere della prova per l’IVA
In un caso di contestazione per l'uso di fatture inesistenti, la Corte di Cassazione ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova. L'Agenzia delle Entrate può dimostrare la frode anche tramite presunzioni. Spetta poi al contribuente provare di aver agito con la massima diligenza e in assenza di consapevolezza della frode, non essendo sufficiente la mera regolarità contabile.
Continua »