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Perdite Fiscali

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Ammontare di spese o costi che superano i ricavi in un periodo d'imposta, generando un risultato negativo che può essere usato per ridurre future imposte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Redditi da partecipazione: la compensazione perdite fiscali è possibile
Un contribuente, socio di una società in regime di trasparenza fiscale, ha cercato di applicare la compensazione perdite fiscali per ridurre il reddito da partecipazione. L'Agenzia delle Entrate aveva accertato un maggior reddito. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato la compensazione, ritenendo che la società non avesse dichiarato perdite. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la Commissione ha sbagliato. Doveva considerare le perdite personali del contribuente derivanti da altre società, dichiarate nella sua dichiarazione dei redditi, e non solo quelle della società specifica. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Controllo automatizzato: fisco batte errore del contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento a carico di una società dopo aver corretto, tramite controllo automatizzato, un errore materiale nella dichiarazione dei redditi. La società aveva indicato come illimitatamente riportabili alcune perdite fiscali che invece erano soggette a limiti temporali. I giudici di secondo grado avevano annullato la cartella, ritenendo che il fisco avesse compiuto una valutazione di merito non consentita in via semplificata. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La Suprema Corte ha stabilito che il controllo automatizzato è pienamente legittimo quando si basa sul semplice confronto oggettivo tra i dati della dichiarazione e quelli presenti nell'anagrafe tributaria, senza richiedere valutazioni giuridiche complesse. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Perdite fiscali: la scelta del riporto è vincolante
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società che pretendeva di riportare le perdite fiscali emerse a seguito di un accertamento. L'Ufficio aveva spostato alcuni costi dal 2006 al 2005 per difetto di competenza. Sebbene la società avesse ottenuto il rimborso per il 2005, la Corte ha negato la possibilità di riportare l'eccedenza di perdita negli anni successivi. La decisione si fonda sul principio per cui l'utilizzo delle perdite fiscali costituisce una scelta negoziale del contribuente da esercitare esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi, rendendola irretrattabile in assenza di errori essenziali e riconoscibili.
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Perdite fiscali: Cassazione chiarisce i limiti
Una società immobiliare si è vista negare l'uso di perdite fiscali pregresse dopo essere stata acquisita da un altro gruppo. La Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che per negare la compensazione non basta provare lo scopo elusivo dell'operazione, ma è necessario applicare la norma specifica che richiede anche la prova di un cambio dell'attività principale della società.
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Perdite fiscali: no a nuove domande in appello
Una società di software, dopo aver lasciato un gruppo di consolidato fiscale con la sua controllante, si è vista negare la deduzione di significative perdite fiscali dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, respingendo il ricorso della società. La Corte ha ritenuto che la richiesta di utilizzare tali perdite, formulata per la prima volta in appello, costituisse una domanda nuova e quindi inammissibile. Inoltre, le contestazioni sulla prova dei costi alla base delle perdite sono state giudicate come una richiesta di riesame del merito, al di fuori della competenza della Suprema Corte.
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